03 ottobre 2011

Pensieri sul set (3). Il senso del ciak.

ciak La prima cosa che noti è che il ciak italiano ha l'asticella, clachette, in basso, mentre quello americano in alto. Lo noti perché hai visto il ciak americano in tanti film e quello italiano ti sembra sbagliato. Poi noti che sulla tavoletta sono riportate alcune indicazioni e quindi capisci che è un oggetto utile: sono dati che serviranno al montatore per identificare con precisione il girato. Inoltre, in fase di sincronizzazione dell'audio, il rumore prodotto dal ciak e il movimento dell'asticella visibile serviranno a determinare il fotogramma esatto in cui agganciare la colonna sonora. Il ciak riporta il titolo del film, il numero della scena (scene), il numero della ripresa (take), il numero dell'inquadratura (roll). Oltre ovviamente la data eil nome del regista. Scopri anche che l'uso del ciak richiede una precisa sequenza: il regista esclama "motore!". Poi il fonico annuncia l'accensione della registrazione sonora: "partito!", di conseguenza l'assistente operatore avvia la macchina e grida "ciak!". A quel punto l'operatore ciacchista legge a voce alta ciò che è scritto sul ciak e sbatte con forza l'asticella. Alla fine di tutta la sequenza il regista può dare inizio alla scena con la parola "azione!".
Ma il ciak, il cui vero nome è clapperboard, non è solo l'inizio di una sequenza di controlli e di conferme indispensabile a dare l'avvio alla scena: è anche un simbolo del cinema proprio perché racchiude tutta la magia dell'esperienza cinematografica. E sicuramente chi lavora in questo campo deve imparare a concentrarsi usando il momento del ciak come punto di non ritorno. Un momento in cui anche se sei circondato da molte persone ti senti davvero solo, una condizione che fa della recitazione cinematografica un fatto veramente intimo e speciale.
Prima dell'inizio della scena non hai neppure il tempo di ripassare mentalmente la tua parte, e quando il regista esclama azione tutto il resto sparisce. A quel punto le emozioni non esistono. Esiste solo il film.
Sul set di Bellas Mariposas ho imparato che ci sono decine di persone impegnate nella riuscita del film e quando tocca a te devi farti trovare pronto, se non altro per rispetto nei loro confronti.
Dopo il ciak sei solo e non puoi chiedere aiuto a nessuno. Ecco, il senso del ciak forse è racchiuso proprio in questa condizione di isolamento, insieme debolezza e forza.
Testo e foto: Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it - 3 ottobre 2011

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