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Il 3 Dicembre Daniele Gouthier è a Cagliari con “Sulle tracce di un sogno"

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Daniele Gouthier è l'editore del mio ultimo libro (e lo sarà anche del prossimo). In questa foto, scattata alla SISSA di Trieste qualche anno fa, Daniele è seduto accanto a me. Sono molto contento della presenza di Danieel a Cagliari il 3 Dicembre , stavolta come autore, per presentare una storia (insolitamente prima della pubblicazione del libro). La storia è quella di Naseem, un ragazzo indiano adottato in Italia. Una storia di speranza e di umanità, coltivata senza troppi calcoli, sebbene Daniele Gouthier sia laureato in Matematica. Daniele è anche padre di Alberto, Bianca, Anshi (nata a Delhi nel 1998 e adottata in India nel 1999) e Somu (nato a Bombay nel 2002 e adottato in India nel 2004. Appuntamento alle 18:00 negli splendidi locali della Biblioteca Provinciale Emilio Lussu, Villa Clara, Cagliari . Biblioteca Provinciale Emilio Lussu, Villa Clara, Cagliari [Foto: Andrea Mameli]

Margherita Hack, un vertiginoso senso della scienza (L'Unione Sarda, primo Luglio 2013)

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Quando Margherita Hack ha iniziato a parlare di costellazioni e astri in tv era la sola scienziata a farlo, in Italia. E per rosicchiare spazio agli oroscopi, che dominavano la scena, si divertiva a ridicolizzare l'astrologia con affondi di rara efficacia: «chi sostiene che le stelle possano esercitare una qualche influenza su di noi evidentemente non sa a che distanza si trovano dal nostro pianeta». Ma Margherita Hack era soprattutto una scienziata: non a caso faceva parte dell'Accademia dei Lincei, della Royal Astronomical Society e dell'Unione Internazionale Astronomi e la ricordiamo come la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. A partire dalla tesi di laurea, discussa a Firenze nel 1945, con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle a luminosità variabile. Era una tesi sperimentale, realizzata all'osservatorio di Arcetri, dove poi la Hack ha iniziato a interessarsi di spettroscopia stellare, che d...

Se la mancanza di pressione evolutiva rende deboli le nostre intelligenze, la forza è tutta nella società.

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«Sarei disposto a scommettere che se un cittadino di Atene dell'anno mille avanti Cristo dovesse apparire improvvisamente in mezzo a noi, potrebbe risultare più brillante e intellettualmente vivo rispetto ai nostri colleghi e amici». Con queste parole si apre l'articolo pubblicato su "Trends in Genetics" e firmato da Gerald R. Crabtree, docente di patologia e di biologia dello sviluppo alla Stanford University. Secondo Crabtree l'intelligenza umana avrebbe iniziato lento ma inesorabile declino da quando i nostri antenati hanno smesso di vivere esclusivamente di raccolta di frutti spontanei e di caccia. Così, con la diffusione dell’agricoltura e la nascita dei villaggi, la pressione evolutiva sui geni legati all’intelligenza si è ridotta notevolmente. Lo studio, intitolato "Our Fragile Intellect", indica che i geni connessi con le emozioni e l'intelligenza sarebbero fra 2 mila e 5 mila, e furono selezionati in un periodo compreso fra 50.000 e 500...

"Piccolo è bello, ovvero l'attualità delle tecnologie appropriate" (G. Zavalloni, 2011)

"Oggi, proporre la filosofia delle tecnologie appropriate significa impegnarsi a realizzare un mondo in cui gli esseri umani lottano per un'esistenza migliore, intesa come incremento delle potenzialità creative dei singoli popoli, in un rapporto equilibrato fra ambiente naturale e realtà modificata dall'uomo." "Le tecnlogie appropriate, quindi, presuppongono un tipo di società diversa da quella attuale. Una società che punta sul decentramento a livello locale e regionale, che basa la politica sulla partecipazione diretta e di base, che ritrova il senso del vicinato e dei rapporti conviviali tra le persone, he vede la terra come un bene comune da salvaguardare e non solo come una risorsa da sfruttare, che tiene conto delle culture locali e delle tradizioni di ogni popolo". Gianfranco Zavalloni Tratto dalla postfazione al libro Manuale di sopravvivenza energetica (Scienza Express, 2011)

Spinoza: quando la satira legge l'attualità meglio della cronaca

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Un blog satirico collettivo. Un fenomeno di condivisione del divertimento attraverso i social network. E, soprattutto, una lettura dell'attualità a volte più vera della cronaca. Spinoza.it è nato da un'idea di Stefano Andreoli (enigmista e scrittore) e Alessandro Bonino (blogger e editore). Ma il prodotto finale è frutto del lavoro di una trentina di persone, il laboratorio permanente di satira, che a sua volta produce testi ma raccoglie i contributi di altre duemila persone. Un lavoro molto faticoso, ma ricco di soddisfazioni: nel 2009 e nel 2010 Spinoza.it ha vinto il titolo di miglior blog italiano e nel 2010 ha ricevuto il Premio Internazionale di Satira Forte dei Marmi. Con queste premesse non poteva che nascere un libro: nel 2010 la casa editrice Aliberti ha pubblicato “Spinoza. Un libro serissimo”. Anzi due: quest'anno è uscito il secondo volume, intitolato “Spinoza, una risata vi diseppellirà”. Perché tanto successo? «Spinoza.it - ha scritto Marco Travaglio nella ...

Settimana Cittadina della Scienza (Cagliari, 8 novembre 2007)

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Oggi, 8 novembre 2007, durante l'inaugurazione del ciclo di attività divulgative (denominato Scienza Società Scienza) il presidente del Gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica , Luigi Berlinguer, ha sottolineato l'importanza della diffusione della cultura scientifica, ma ha anche ricordato che: "Gli indicatori OCSE-PISA per i ragazzi e IEA-TIMMS per gli adulti registrano una realtà: gli intervistati non sono in grado di cavarsela con le competenze scientifiche. L'altro dato spiacevole è che il 40% dei debiti formativi è legato alla matematica e che il calo di matricole in matematica è sempre forte. La società italiana ha bisogno di cultura matematica diffusa, necessaria in tutte le professioni. In Italia viviamo un'emergenza scientifico tecnologica. Serve uno sforzo importante per invertire questa tendenza." Berlinguer, Prima di visitare la mostra interattiva allestita nell'edificio Sali Scelti del parc...

Fragili equilibri: a Quartu fino al 30 ottobre.

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Chiude i battenti il 30 ottobre la mostra interattiva Fragili Equilibri , nella quale arte e scienza si incontrano in uno splendido abbraccio culturale. Le splendide installazioni di Raffaello Ugo, con le loro acque cadenti su metallo riciclato, e i laboratori didattici guidati da Pietro Olla, fanno di questa proposta un piccolo centro della scienza. Spero che a innamorarsi di queste installazioni, come è capitato agli Amministratori di Quartu Sant'Elena, possano essere presto anche gli Amministratori della Regione, speranzosi come siamo di veder nascere in Sardegna un bel centro della scienza. Da tempo ripetiamo che Science Center significa ricchezza: innanzitutto culturale, per i cittadini e per i visitatori occasionali (come ad esempio i turisti, senza contare i visitatori intenzionali) e poi sociale (avvicinarsi alla scienza fa bene alla società). E in fondo anche economica: un punto di attrazione di turisti e di scuole in gita e di famiglie in visita può significare un pochin...

La scienza riscopre la rivolta dell’oggetto (L’Unione Sarda, 19 settembre 2007)

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L’Unione Sarda, Inserto Cultura Estate Pagina VI, 19 settembre 2007  Artefatti “sovversivi” e bussole culturali nel libro del sociologo Mongili   Un tentativo di aprire al pubblico il tema della progettazione di dispositivi tecnologici “Gli Europei, la scienza e la tecnologia”, sondaggio commissionato dalla Commissione Europea nel maggio 2001, mise in evidenza una serie di contraddizioni: fiducia, speranza, incertezza, scarso interesse, paura. Nel dicembre dello stesso anno la Commissione approvò il Piano d’azione “Scienza e società”, ovvero la strategia destinata a rendere la scienza più accessibile ai cittadini attraverso 38 azioni concrete. A distanza di sei anni si è aperta una nuova stagione di critica dell’esistente nella quale la diffusione della cultura scientifica e tecnologica è lo strumento centrale. Su queste basi si è aperto il dibattito sulla necessità, in una società come la nostra, definita non sempre a ragione “della conoscenza”, di una sempre maggiore consape...