23 luglio 2012

Perché adoro Stephen Jay Gould?

Pochi autori mi hanno affascinato come Stephen Jay Gould. Sarà per la mia passione per pietre e disauri, nata sui banchi di scuola quando, avrò avuto 7 anni, il maestro (Serafino Orgiana da Escalaplano) portava in classe minerali e fossili. Sarà per aver letto e riletto due volte La vita meravigliosa dietro suggerimento di Fabio Pagan quando frequentavo il Master in Comunicazione della Scienza a Trieste (sarà stato il 1997). Stephen Jay Gould (1941-2002) viene ricordato come un grande divulgatore della biologia, della paleontologia e dell'evoluzionismo. Docente all'università di Harvard, in 25 (1974-2002) ha pubblicato oltre 300 articoli sulla rivista mensile dell’American Museum of Natural History, nella sua rubrica “This View of Life”. La vita meravigliosa è stata una lettura veramente illuminante perché mi ha fatto scoprire l'esplosione cambriana attraverso l'analisi dei fossili rinvenuti a Burgess Shale (Canada, Simon Conway Morris 1977) e in Cina (1992).
Colpito dalla sua ricostruzione dell'Hallucigenia, creatura vissuta tra 520 e 505 milioni di anni fa, nel 2010 ho realizzato un modellino (che nel giugno dello stesso anno ho esposto nella mostra Pulascienze).
Ma forse adoro Stephen Jay Gould semplicemente per come scrive.
Ecco un esempio tratto da Bravo Brontosauro (Feltrinelli, 2006, pag. 92):
    «A noi piace che l'ordine stabilito venga talvolta sconvolto, sia per allentare la tensione dell'ingustizia sia per infondere un po' di varietà nella nostra vita. Consideriamo la libertà che vigeva in certe feste nel Medioevo, in cuio gli schiavi potevano essere padroni, per scherzo e solo per un momento, o il genere di quiz in cui si fornisce la risposta chiedendo al concorrente di ricostruire la domanda. Io inizio questo saggio nello stesso spirito, fornendo subito la mia risposta alla domanda che mi è stata fatta più spesso di tutte le altre - tranne forse "Dove sta andando l'evoluzione umana?" - dalle persone che seguono la mia rubrica mensile di storia naturale. La mia risposta, purtroppo, dev'essere: "Non ne ho la più pallida idea", e mi rendo conto che essa non può essere di molto aiuto per indovinare la domanda. Rivelerò perciò la domanda senza ulteirori indugi: "Che cosa c'è dietro la grande mania per i dinosauri che si è diffusa in tutto il mondo negli ultimi anni?".»
E che dire del passaggio conclusivo dello stesso libro (pag. 251)?
    «Se la nostra inclinazione a comprendere la natura sotto forma di un racconto ha distorto le nostre percezioni, io dovrò accettare questo limite della forma mentale sulla conoscenza, poiché riceverò in cambio sia le gioie della letteratura sia l'essenza del nostro essere".»
Adoro queste pagine perché per me rappresentano un esempio di divulgazione non affabulatoria o cattedratica, ma vivacemente critica (e dove serve autocritica) rispetto ai problemi scientifici. Un esempio si trova nell'impegno politico e sociale di Gould contro ogni uso della biologia al servizio delle discriminazioni razziste, sessiste e sociali, come nel saggio Intelligenza e pregiudizio. Contro i fondamenti scientifici del razzismo (Il Saggiatore, Milano 1998, edizione originale The Mismeasure of Man, W.W. Norton, New York 1981).
Andrea Mameli 23 Luglio 2012 www.lnguaggiomacchina.it
The Reversal of Hallucigenia Natural History 101 (Jan. 1992): 12-20.

The Best Of Stephen Jay Gould

Essere un ornitorinco

May 10-12, 2012, International Meeting organized by Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti in collaboration with Università Ca' Foscari, Venezia: "Ten years without Stephen J. Gould: the scientific heritage".

("Stephen J. Gould's Legacy: Nature, History, Society", Telmo Pievani, Università degli studi di Milano Bicocca.

3 commenti:

Dalia ha detto...

Anch'io adoro S.J.Gould.
Hai letto il suo "Times'Arrow Times'Cycle"? (meno famoso di altri, ma bellissimo e commovente)

A proposito, bel blog. L'ho scoperto per puro caso. Buon lavoro.

Daniela ha detto...

Anch'io adoro S.J.Gould.

A proposito, bel blog. L'ho scoperto oggi per caso.

Anonimo ha detto...

Aiutato dal'anonimato posso dare la stura al mio vergognoso outing: SJG (in particolare) mi ha aiutato a vivere, mi ha suggerito pezzi di profonda, laica serenità. Ancora oggi, alla mia veneranda età, non riesco a non commuovermi (proprio con tanto di lacrimoni agli aocchi e nodo alla gola) quando leggo (da "I have landed"): -Sono debitore ai miei lettori per il semplice piacere di accompagnarsi a qualcuno nella consapevolezza che il prodotto finito comunque non scivolerà immediatamente dell’abisso dell’oblio e della disperazione, ma continuerà a circolare negli studi dentistici, ad abbellire l’espositore delle riviste gratuite dei voli navetta da Boston a Washington e occuperà un posto d’onore sullo scaffale delle cose da leggere di numerose stanze da bagno (scaffale che spesso si riduce al coperchio del water) nelle case degli americani-

Lo considero un grandissimo uomo di scienza, al di là dei suoi meriti strettamente "scientifici", al di là delle sue più o meno errate interpretazioni: far penetrare in un vasto pubblico una idea tanto avventurosa, coinvolgente eppure tanto complessa di "scienza" è basilare per creare un humus per la "buona" scienza dei "professionisti".
Ancora una volta: grazie Stephen