04 giugno 2012

Luce di sincrotrone per salvare le lampade della Triennale Design Museum di Milano

lampade sincrotrone Un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Austin Nevin dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) - ha analizzato alcuni modelli di lampade della collezione del Triennale Design Museum di Milano: Taraxacum (del 1960) e Fantasma (del 1961).
Un polimero - denominato Cocoon® - offre ai designer la possibilità di creare lampade di ogni forma e dimensione con un diffusore su telaio metallico, in grado di emettere una luce gradevole e naturale. I ricercatori stanno testando la resistenza delle lampade grazie alla luce di sincrotrone, basata sula sorgente di raggi X più intensa al mondo. Una volta evidenziata l’origine della decomposizione del polimero sarà possibile sviluppare trattamenti chimici per la conservazione degli oggetti.
Taraxacum La sperimentazione, i cui risultati potrebbero rivelarsi utili in svariate applicazioni, è stata condotta all’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble, in Francia, in collaborazione con il Laboratorio materiali e metodi per il patrimonio culturale del Dipartimento di chimica, materiali e ingegneria chimica 'Giulio Natta' del Politecnico di Milano, guidato da Lucia Toniolo, responsabile del gruppo di ricerca Midar (MATERIALS, IMAGING and DIAGNOSTICS for ART and ARCHITECTURE), per lo studio dei materiali e delle superfici del patrimonio culturale.
«La causa del degrado - spiega Austin Nevin - risiede nella composizione chimica di questi oggetti, che integra lunghe molecole organiche (i polimeri) con additivi che danno al materiale le proprietà desiderate: plasticità, lavorabilità, colore, resistenza alla temperatura. Quando i legami chimici tra i vari componenti si spezzano e gli additivi migrano e si allontanano, il materiale perde tali proprietà. All’Esrf, abbiamo utilizzato fasci molto intensi di luce all’infrarosso, la migliore per studiare le trasformazioni chimiche nei polimeri. I raggi impiegati per entrare nel sottilissimo e superficiale strato di polimero sono mille volte più sottili di un capello umano e rendono possibili l’identificazione delle trasformazioni chimiche e la mappatura dettagliata dei fenomeni del degrado».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 4 Giugno 2012
Nella foto in alto: Daniela Saviello (dottoranda al Politecnico di Milano) esamina una
sezione micrometrica di fibre che saranno esaminati sotto la radiazione del sincrotrone (ESRF).
Nella foto in basso: la lampada Taraxacum, disegnata da Achille Castiglioni

Piccolo Glossario
Cocoon®: materiale usato inizialmente negli Usa per conservare mezzi bellici in disuso. Negli anni Cinquanta fu utilizzato da George Nelson per apparecchi illuminanti dove la struttura risulta in evidenza, mentre in queste tre lampade la forma dei diffusori è generata dal disporsi della fibra, che si appoggia alla struttura, aderendovi soltanto nei punti sporgenti.
Luce di sincrotrone: una radiazione elettromagnetica generata da particelle cariche, solitamente elettroni o positroni, che viaggiano a velocità prossime alla velocità della luce e vengono costrette da un campo magnetico a muoversi lungo una traiettoria curva. Tanto più elevata è la velocità della particella, tanto minore è la lunghezza d'onda della radiazione emessa e generalmente il picco dell'emissione avviene alle lunghezze dei raggi X.


The synchrotron to the rescue of Italian design
Thanks to a sophisticated technique an infrared international research team led by the National Research Council has studied at the ESRF in Grenoble, some models of lamps in the collection of the Triennale Design Museum in Milan. Target, develop a preventive or curative treatment to save these works of art from the degradation. Many plastics with the passing years and under the combined effect of sunlight, heat and mechanical action undergo a slow deterioration. This was also the fate of the famous lamps and Taraxacum Phantom of the '60s, valuable items for collectors and museums, designed by renowned designers such as Achille and Pier Giacomo Castiglioni. To understand how rise to this process of degradation and to combat it, an international team of scientists coordinated by Austin Nevin Institute of Photonics and Nanotechnology of the National Research Council (Ifc-Cnr) analyzed some models of the collection at the Triennale Design Museum in Milan. The experiment was conducted ESRF (European Synchrotron Radiation Facility) Grenoble, in France, in collaboration with the Laboratory materials and methods for cultural heritage of the Department of Chemistry, materials and chemical engineering ‘Giulio Natta’ the Polytechnic of Milan, led by Lucia Toniolo, responsible for the research group Midar, for the study of materials and surfaces of cultural heritage. "The cause of degradation is in the chemical composition of these objects, which integrates long organic molecules (the polymers) with additives that give the desired material properties: plasticity, workability, color, temperature resistance ", Austin says Nevin. "When the chemical bonds between the various components are broken and the additives migrate and move away, the material loses these properties. All’Esrf, we used very intense beams of infrared light, the best to study the chemical transformations in the polymers. The rays used to enter the hin layer of polymer and surface are a thousand times thinner than a human hair and make possible the identification of chemical transformations and detailed mapping of the phenomena of degradation ". The discovery of the possibility of using the polymer commercially named Cocoon ® has enabled the Italian designers to create lamps of all shapes and sizes with a diffuser on metal frame, capable of emitting a light pleasant and natural. The researchers have just completed a continuous run of 96 hours at the ESRF.

Nessun commento: