07 luglio 2012

Le serie tv, uno strumento potente per l'immaginazione. Uno spettacolo della compagnia Teatro Impossibile il 13 Luglio 2012.

Nota come la serie tv più popolare di tutti i tempi, con repliche ancora in onda in tutto il mondo e una delle poche ripubblicate interamente in formato DVD, Dallas dovrebbe il suo successo alla semplicità della sua trama: una tessitura narrativa che sarebbe allineata con la nostra psicologia. In un articolo di Maryanne Fisher, psicologa della Saint Mary’s University di Halifax, in Canada, pubblicato alcune settimane fa su Review of General Psychology (Why who shot J. R. Matters: Dallas as the pinnacle of human evolutionary television) la ragione del successo di questa serie TV sarebbe proprio nel fatto che la finzione di Dallas rappresenta quello che è accaduto in in centinaia di migliaia di anni nel corso dell'evoluzione umana: vince chi si adatta, chi supera la selezione, chi non soccombe nella giungla. In fondo il segreto delle serie tv non è proprio questo? Una lenta e insorabile evoluzione di personalità che i telespettatori seguono con passione e interesse. Da Twin Peaks di David Lynch il piacere seriale ha raggiunto livelli qualitativi sempre più elevati, con una struttura narrativa ancora più ricercata , e con CSI e Lost anche la qualità filmica è salita a livelli cinematografici. Anzi, c'è chi, come James Wolcott ("pop colture critic"), decreta, in alcuni casi, la superiorità delle serie tv sul cinema: Prime Time’s Graduation (Vanity Fair, May 2012). Wolcott accusa Hollywood di aver trasformato la sala cinematografica in un luna park popolato da supereroi digitali e di aver perso la sua straordinaria capacità di catturare il pubblico. Le serie tv sono oggi il principale motore della cultura pop, quindi in grado di entrare nell'immaginario collettivo meglio del cinema. Il segreto della serie tv risiede nella struttura più complessa, imperniata su una narrazione orizzontale, la quale, per dirla con Wolcott, fa lavorare a pieni giri la macchina dell’immaginazione. Wolcott coglie anche un'altra sfaccettatura: nelle serie trionfa la donna moderna, complessa e non stereotipata. Ma c'è un altro fattore di cui tener conto, per spiegare lo strapotere delle serie: gli sceneggiatori hanno molto più tempo per sviluppare le psicologie dei personaggi, anche in base alla risposta del pubblico.
Ecco perché lo spettacolo ispirato alle sedie tv nel quale sono stato coinvolto negli ultimi 9 mesi non è solo un semplice laboratorio teatrale. Della serie, cose mai viste in tv (regia di Elio Turno Arthemalle, Felice Colucci, Giorgia Farina e Manuela Lai) è anche, ma non solo, una ricerca di senso. Lo spettacolo della compagnia Teatro Impossibile è anche anche una risposta paradossale a una domanda paradossale: cosa succede ai personaggi delle serie nel passaggio dall'analogico al digitale? Teatro Civico di Sinnai, 13 Luglio 2012, con inizio alle 21.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 7 Lugio 201

1 commento:

Jeanette Jeffery ha detto...

Perchè non fate una replica in settembre? Così date una possibilità a chi ora è in vacanze (e a me che devo lavorare!) di vedervi!