27 ottobre 2012

Neurocinematics: la neuroscienza dei film in uno studio del 2008 (The Journal for Movies and Mind).

Come reagisce il cervello alla visione di un film? Le prime risposte vengono da uno studio del 2008 (Neurocinematics: The Neuroscience of Film). Un gruppo di neuroscienziati di New York (Uri Hasson, Barbara Knappmeyer, Nava Rubin, David Heeger del Dipartimento di Psicologia del Center for Neural Science) insieme a Ohad Landesman (Dipartimento di studi sul Cinema, Tisch School of the Arts) e a Ignacio Vallines (Università di Monaco di Baviera), hanno analizzato il comportamente cerebrale di 5 persone durante 30 minuti di proiezione di spezzoni tratti da due film ("Il buono, il brutto e il cattivo" di Sergio Leone, 1962, "Bang sei morto!" di Alfred Hitchcock, 1962) e da un telefilm ("Curb Your Enthusiasm" di Larry David) insieme a un video di 10 minuti girato durante un concerto a New York (Washington Square Park).
La complessità delle sequenze cinematografiche non permette di analizzare i dati risonanza magnetica funzionale in maniera tradizionale. Per questo i ricercatori hanno inventato una nuova tecnica che consente di misurare le affinità tra l’attività cerebrale degli spettatori: la cosiddetta analisi "inter-subject correlation" o ISC. Il risultato mostra che il 45% della neo-corteccia (lo strato più esterno della corteccia cerebrale dei mammiferi, nel quale risiedono le funzioni cognitive) ha restituito un insimee di dati quasi identico. Così, misurando la ISC nei diversi spezzoni, si è osservato che Hitchcock ha generato reazioni uniformi per 65% di neo-corteccia, del 45% per "Il buono, il brutto e il cattivo" e del 18% per "Curb Your Enthusiasm". Mentre per il video girato a New York il valore di ISC è sceso sotto il 5%.
L'ultimo dato indica che il video ha suscitato reazioni molto diverse tra gli osservatori a significare che la pura e semplice riproduzione della realtà, con una camera fissa, senza alcuna regia e priva di alcuna operazione di montaggio, determina scarsi effetti sulla mente dello spettatore.
Sarebbe a dire che un indicatore come l'ISC è tanto più alto quanto più il film si allontana dalla visione tipica di una telecamera di sorveglianza o vicersa quanto più il film è opera della creatività e dell'ingegno di un regista, di una troupe, e delle loro scelte. Ciò significa che l'ISC potrebbe condurci a una misura del livello artistico dell'opera? Non esageriamo! L’indice ISC non esprime un giudizio sulla qualità dello stile cinematografico del regista, ma è solo uno strumento per misurare in maniera scientifica l’impatto del film sul cervello degli spettatori.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 27 Ottobre 2012
Neurocinematics: The neuroscience of film
Uri Hasson, Ohad Landesman, Barbara Knappmeyer, Ignacio Vallines, Nava Rubin, David Heeger
The Journal for Movies and Mind, 2, 1-26, 2008.
Abstract
This article describes a new method for assessing the effectof agiven film on viewers’ brain activity.Brain activity was measured using func-tional magnetic resonance imaging (fMRI) during free viewing of films,andinter-subjectcorrelation analysis (ISC) was used to assess similarities in thespatiotemporal responses across viewers’ brains during movie watching.Ourresults demonstrate thatsome films can exertconsiderable control over brainactivity and eye movements.However,this was notthe case for all types of motion picture sequences,and the level of control over viewers’ brain activitydiffered as a function of movie content,editing,and directing style.We pro-pose thatISC may be useful to film studies by providing a quantitative neuro-scientific assessmentof the impactof differentstyles of filmmaking on viewers’brains,and a valuable method for the film industry to better assess its prod-ucts.Finally,we suggestthatthis method brings together two separate andlargely unrelated disciplines,cognitive neuroscience and film studies,andmay open the way for a new interdisciplinary field of “neurocinematic” studies.

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