07 gennaio 2012

Un giovane di 79 anni. Pietro Cadau e la transumanza



Pietro Cadau, 79 years old, leads the cows like a young man

05 gennaio 2012

Gioco d’azzardo: epidemia italiana. Uno studio IFC-CNR: "Complex Factors and Behaviors in the Gambling Population of Italy"

gioco Il gioco d'azzardo (gambling) è una pratica molto diffusa, tollerata e in alcuni casi incentivata. Secondo l'Associazione per lo studio del gioco d'azzardo e dei comportamenti a rischio (ALEA) nel 2010 questo fenomeno ha raccolto 64 miliardi di euro e per il 2011 si stima un valore superiore ai 75 miliardi. Stando a questi dati l’Italia avrebbe assorbito il 23 per cento dell’intero consumo mondiale di gioco d’azzardo. In cifre assolute: 86 miliardi di dollari su 368 (dati forniti da A.gi.co.s. per il 2010).
Ora una ricerca dell'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (IFC-CNR, Pisa) pubblicata su Springer Science (Studio sul comportamento nel gioco d’azzardo nella popolazione italiana) descrive il giocatore tipo: maschio, licenza media inferiore, fumatore e forte consumatore di alcolici. La categoria più a rischio? I giovani giocatori che abusano anche di tranquillanti.
Per la coordinatrice della ricerca, Sabrina Molinaro (IFC-CNR): «Il 42% della popolazione campionata nelle fasce di età 15-24 e 25-64 ha giocato somme di denaro almeno una volta nel corso degli ultimi 12 mesi. In proporzione, possiamo considerare circa 17 milioni di persone coinvolte dal gioco d’azzardo, una sorta di epidemia sociale che condiziona molte famiglie italiane. Dichiara di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi il 36% dei 15-24enni, equivalente a 2,2 milioni di giovani adulti, composto dal 27% di cosiddetti giocatori sociali e dal 9% di problematici, questi ultimi corrispondenti a 500 mila persone. Negli adulti coloro che affermano di aver giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi sono il 45% - in proporzione 15 milioni - tra il 37% che non presenta criticità e l’8% classificato tra i problematici”, prosegue Molinaro».
Secondo la ricercatrice del CNR la predominanza maschile potrebbe discendere dal marketing, orientato soprattutto verso i maschi: scommesse sportive, poker on-line, slot-machine .
«Solo di recente la pubblicità si rivolge alle donne con giochi come il bingo, gratta e vinci, lotto, superenalotto».
Hanno la loro influenza anche il livello d'istruzione e la combinazione con altre problematiche: «I giocatori 15-24enni in possesso della sola licenza media inferiore, uomini e donne, cadono maggiormente nella dipendenza rispetto a chi ha conseguito la laurea. Inoltre, tra i giovani che usano tranquillanti tale possibilità è tripla, mentre per chi fuma oltre undici sigarette al giorno e per chi ha un profilo di alcolismo è doppia».
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 5 gennaio 2012

Complex Factors and Behaviors in the Gambling Population of Italy
Springer Science. Business Media, LLC 2011 (DOI: 10.1007/s10899-011-9283-8)
Luca Bastiani, Mercedes Gori, Emanuela Colasante, Valeria Siciliano, Daniela Capitanucci, Paolo Jarre, Sabrina Molinaro (IFC-CNR)
Abstract
Gambling has seen significant growth globally, and particularly in Italy: it has rapidly evolved from a simple recreational activity to represent 4% of Italian GDP in 2010.A sample of 4.494 gamblers was drawn from IPSAD-Italia®2007-2008 (Italian Population Survey on Alcohol and Drugs) in order to examine different gambling patterns (assessed using the Canadian Problem Gambling Index Short form scale).Separate analysis was performed on young adults, age 15–24 (n = 1,241; male 56.2%), and adults, age 25–64 (n = 3,253; male 53.8%): compared with adults, Italian youth, although they gambled less (35.7% vs. 45.3%), appeared to have higher prevalence of low risk gambling (6.9% vs. 5.8%) and moderate risk or problem gambling (2.3% vs. 2.2%). Males are more likely to be moderate-risk or problem gamblers. Those with only a primary education are more likely to be moderate-risk or problem gamblers (young adults: RRR = 5.22; adults: RRR = 3.23) than those with a university education, just like those youth who use depressants, but only among younger (RRR = 3.38).A fundamental issue, “do not disapprove of gambling”, seems to relate to problematic gambling: a specific Italian legislation, the Abruzzi Decree Law, could have influenced the perception that gambling may contribute positively to provide additional funds to the government for social good as well as to add needed jobs. Regardless of such potential social benefits, gambling is a social epidemic and if this association should be confirmed by more focused studies, policy makers should evaluate ways to affect this perception as soon as possible.

04 gennaio 2012

Game apparatus (dispensatore automatico di palline a moneta) A. Bissiri (US Patent, Nov. 17, 1936)


Cigarette Extinguisher (Augusto Bissiri, US Patent, Feb. 19, 1935)


Il 2011 terzo nella classifica degli anni più caldi, dal 1800 a oggi

termometro a corda Il 2011 si classifica al terzo posto tra gli anni più caldi dal 1800 ad oggi, alla pari
con il 2000. Lo attestano i rilevamenti della Banca dati del Gruppo di climatologia storica dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (ISAC-CNR) di Bologna.
L'anno appena concluso ha fatto registrare un'anomalia di un grado sopra la media del periodo di riferimento 1971-2000. A contribuire a questo record sono state soprattutto la primavera e l'autunno (rispettivamente quinta e quarta più calde degli ultimi due secoli). I mesi più caldi del 2011 sono stati settembre (secondo) e aprile (terzo). Oltre a essere stato un anno molto caldo il 2011 è risultato anche abbastanza secco, con un 13% di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento, che lo colloca al 20-esimo posto tra gli anni meno piovosi dal 1800 ad oggi. Nello stesso periodo l'anno più freddo è stato il 1816 (-2.63).
Ecco la graduatoria dei primi 15 anni più caldi che vede in testa il 2003, con un'anomalia di +1.22

  1. 2003
  2. 1994
  3. 2000 e 2011 pari merito
  4. 2007
  5. 2001
  6. 2002
  7. 2009
  8. 2008
  9. 2006
  10. 1997
  11. 1999
  12. 1990
  13. 1998
  14. 2004

Un laser per snidare il carbonio 14 (L'Unione Sarda, 4 gennaio 2012)

laser radiocarbonio CNR Nasce nei laboratori dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, l'INO-CNR di Sesto Fiorentino, il laser che rivoluzionerà la datazione archeologica.
Da oltre trent’anni l'età di un reperto si può calcolare in base alla quantità residua di carbonio 14, presente in tutte le sostanze organiche: carta, denti, ossa, tessuti, legno. Il carbonio viene assunto dagli organismi viventi mediante la respirazione e l’alimentazione e il suo isotopo 14, essendo radioattivo, con il tempo si trasforma in azoto e sparisce. Quando un organismo muore la sua quantità di carbonio 14 diminuisce progressivamente e questo ne fa uno dei migliori sistemi per misurarne l’età. I dispositivi che consentono di effettuare queste misure, gli spettrometri di massa, sono molto ingombranti e costosi. Il nuovo sistema sviluppato al CNR, piccolo, maneggevole e sicuramente più economico, rivela per via ottica la concentrazione di carbonio 14 anche in quantità molto basse. Il suo impiego, oltre all'archeologia, potrebbe rivelarsi utile anche nella misurazione di parametri ambientali, sanitari e di sicurezza. Nonché nella pratica di laboratorio di fisica.
Lo spiega il fisico Giovanni Giusfredi, del gruppo di ricerca INO-CNR che opera all'interno del progetto internazionale “European Laboratory for Nonlinear Spectroscopy” e co-autore del lavoro: «Nell’analisi con spettrometri di massa ogni atomo di carbonio deve essere “estratto” dalla molecola di anidride carbonica che lo contiene e che viene prodotta con la combustione dei reperti. Dato che in natura solo una molecola ogni mille miliardi contiene carbonio 14 invece di carbonio “normale”, per misurarne la quantità è necessaria una grande sensibilità. Con la nuova tecnica possiamo invece misurare direttamente il numero di molecole che contengono l’atomo di carbonio 14. Il sistema proposto occupa inoltre uno spazio di quasi 100 volte inferiore e costa almeno 10 volte meno rispetto agli apparecchi finora utilizzati.»
La nuova metodologia si basa su una tecnica spettroscopica descritta sulla rivista “Physical Review Letters” in un primo articolo del 19 marzo 2010 e in uno del 30 dicembre 2011 intitolato. “Molecular Gas Sensing Below Parts Per Trillion: Radiocarbon-Dioxide Optical Detection”.
Con il sistema ideato nei laboratori dell'INO-CNR sarà possibile rivelare molecole in concentrazione estremamente ridotta, il che fa di quest'applicazione non solo uno strumento rivoluzionario per l'archeologia, ma anche per il monitoraggio dei cambiamenti climatici, degli agenti inquinanti e nella ricerca medica. Per raggiungere la sensibilità richiesta i ricercatori hanno usato luce laser infrarossa, invisibile all’occhio umano ma assorbita con particolare facilità dalle molecole di anidride carbonica. La radiazione infrarossa viene riflessa molte volte tra due specchi ai lati di un tubo che contiene il gas sul quale effettuare le misure. In questo modo la luce attraversa migliaia di volte le molecole di anidride carbonica da analizzare, il che equivale a moltiplicare per migliaia di volte la quantità di molecole disponibili e a innalzare di fatto la sensibilità della misura.
Ma allora l'archeologo del futuro con questo sistema potrà datare i reperti sul campo senza attendere la risposta di un laboratorio?
«Molto probabilmente sarà possibile – risponde Paolo De Natale, direttore dell’INO-CNR – ma andranno sviluppati e ingegnerizzati appositi strumenti "da campo": il nostro è ancora un prototipo da laboratorio che però dimostra la fattibilità della misura con questa nuova modalità.»
ANDREA MAMELI

I tassisti, l'ippocampo e “The Knowledge”

ippocampo L’ippocampo è una porzione del cervello situata in profondità nel lobo medio-temporale, coinvolta nella navigazione spaziale e nella memoria a lungo termine. Il celebre caso di Henry Gustav Molaison ha mostrato che senza ippocampo non è possibile formare nuove memorie di eventi e di nozioni semantiche. Numerosi studi hanno evidenziato che alcune attività sono in grado di modificare la dimensione dell'ippocampo negli esseri umani. Ricerche condotte sul cervello dei tassisti londinesi hmostrano che il volume di materia grigia nella regione posteriore dell’ippocampo è maggiore di quella dei non guidatori di taxi. Per ottenere la licenza di guida dei taxi viene richiesta la conoscenza delle oltre 25 mila strade di Londra comprese entro 10 km dalla stazione di Charing Cross.
Le neuroscienziate Katherine Woollett e Eleanor Maguire dell'istituto di neurologia Wellcome Trust Centre for Neuroimaging (University College London) hanno pubblicato su Current Biology uno studio (Acquiring “the Knowledge” of London's Layout Drives Structural Brain Changes) sul cambiamento del cervello di aspiranti tassisti londinesi nell'arco di 4 anni (quanto dura la preparazione del test di accesso denominato “The Knowledge”). Nel cervello di chi supera il terribile test si osserva un significativo aumento della materia grigia della parte posteriore dell'ippocampo. Eleanor Maguire with a video game that simulates driving a taxi through the streets of London
Woollett e Maguire hanno esaminato il comportamento di 79 candidati e 31 persone di controllo (non guidatori di taxi) con l'ausilio dell'imaging a risonanza magnetica (Magnetic Resonance Imaging, MRI). Solo in 39 hanno superato i test, ottenendo la qualifica di tassisti. Le ricercatrici hanno così diviso i partecipanti in tre gruppi: quelli che hanno superato l'esame, quelli che non l'hanno superato e il campione di controllo (che non hanno svolto i test).
Le ricercatrici hanno esaminato la struttura del cervello dei volontati all'inizio dello studio, non riscontrando differenze significative nella struttura della parte posteriore dell'ippocampo. Fra 3 e 4 anni dopo le ricercatrici hanno riesaminato le strutture del cervello dei partecipanti e testato le loro prestazioni in compiti di memoria. Le differenze a questo punto si sono fatte significative: in coloro che hanno superato i test per diventare tassisti il volume di materia grigia dell'ippocampo posteriore si è rivelato notevolmente maggiore.
Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it - 4 gennaio 2012

03 gennaio 2012

Quando le pecore osservarono le mucche passare. E un bel muro salvò i miei polpacci dalle fauci dei cani.

Bolotana transumanza mucche pecore Bolotana cani feroci pecore e mucche pecore e mucche Bolotana muucche e pecore mucche pecore cani pecore Accompagnate solo dal tipico concerto di campanacci, muggiti, e zoccoli, le mucche percorrono una strada del paese. Improvvismente, un secondo concerto: sono i belati di un gregge e il feroce abbaiare di due cani. Le pecore, quasi immobili, osservano le mucche passare. Riconosco da lontano le loro teste triangolari con le orecchie allargate a centottanta gradi. Sicuramente ci stavano ascoltando da tempo. E i cani? Quelli, se potessero, verrebbero fuori. E dento che, se uscissero, verrebbero subito da me. E affondarebbero i loro denti nei miei polpacci. Per fortuna un bel muro, eretto a custodire quel capitale vivente di carne, di latte e di lana, serve a proteggere anche me e le mie gambe dalle fauci delle due bestie furenti. E sì, perché sono sicuro che se ora i due mostri uscissero fuori non andrebbero di certo dalle mucche. E di certo non andrebbero dal signor Pietro che le accompagna con i suoi gesti misurati. Di certo verrebbero da me. Ma a pensarci bene non è solo il muro a proteggermi: questi cani, discendenti dei mastini del Tibet e imparentati con i molossi assiri, sono frutto di una selezionati durata migliaia di anni allo scopo di difendere il gregge. Morirebbero per salvare le pecore, quindi non si allontanerebbero mai da loro. O almeno questo penso io. E posso continuare a scattar foto tranquillo. Così mi accorgo che le pecore hanno preso a seguire non solo con lo sguardo le prime mucche. E si accalcano al cancello: quando passiamo accanto le sento belare con forza. Perché? Forse speravano di rivedere il loro pastore e ora gridano la cocente delusione? Non lo so. So solo che l'unica volta che ho avuto a che fare con le pecore, nel 1991 a Siligo, quando facevo il servizio civile, non sono riuscito a capirle. O meglio, a contarle. Nella comunità (S'Aspru) una sera mi diedero l'incarico di riportare il gregge all'ovile. Tutto bene per la prima fase dell'operazione. Un pezzo di sentiero percorso rapidamente e senza intoppi. Poi il disastro: una pecora vede un varco nella rete che delimita un campo di erba medica, è un attimo. Senza che io possa fare nulla sono tutte dentro. Per fortuna passava un ragazzo esperto e in pochi minuti il gregge era di nuovo sulla via di casa. E qui viene il bello. Ho sempre pensato che contare le pecore fosse un'attività tranquilla. Oserei dire pre-onirica. Anche perché mi era capitato di vedere dei pastori intenti a contare le loro pecore e mi era sembrato un gioco da ragazzi. Una parola! Dopo le prime dieci avevo già perso ogni riferimento: non capivo se quelle che passavano le avevo già contate. Non capivo se quelle che vedevo erano quelle che avevo già visto e contato un attimo. O forse non avevo contato neppure quelle... C'è poco da fare: quelle bestie erano molto più svelte di me. E forse anche più furbe.
Mi scuote dai ricordi di vent'anni fa, quasi ventuno (Maya permettendo), la voce di Pietro: "Siamo quasi arrivati". Pochi metri e le mucche sono a casa: ora Sergio apre il cancello, ed ecco il prato promesso... Calme, solenni, entrano e si dispongono per il banchetto. Non c'è dubbio: le mucche sono molto più facili da contare.
La transumanza è finita, andate in pace.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 3 gennaio 2012



Vedi anche: Transumanza: una straordinaria esperienza. Bolotana, 30 dicembre 2011

See also: Transhumance in Sardinia, 30 dec 2011: cow bells, voices, street noises

02 gennaio 2012

Infrared spectroscopy can detect trace gases for carbon dating


Paolo De Natale of the Italian National Research Council (CNR) and the European Laboratory for Non-Linear Spectroscopy (LENS), both in Florence, Italy, and his colleagues, unveiled a new high-sensitivity technique last year called saturated-absorption cavity ring-down spectroscopy (SCAR): Saturated-Absorption Cavity Ring-Down Spectroscopy (ref. Physical Review Letters, 104, 110801, March 2010. G. Giusfredi, S. Bartalini, S. Borri, P. Cancio, I. Galli, D. Mazzotti, P. De Natale; Istituto Nazionale di Ottica INO-CNR, and European Laboratory for Nonlinear Spectroscopy).
A new article, published 30 December 2011, explain the improved methd: Molecular Gas Sensing Below Parts Per Trillion: Radiocarbon-Dioxide Optical Detection (Phys. Rev. Lett. 107, 270802. I. Galli, S. Bartalini, S. Borri, P. Cancio, D. Mazzotti, P. De Natale, G. Giusfredi).
To determine the age of a sample, the SCAR technique uses a highly stable infrared laser to excite carbon dioxide molecules in a mirrored cavity. When the laser is turned off, trapped light dies away in the cavity (or “rings-down”) at a rate that depends on the amount of carbon-14 in the sample. The researchers stress the sensitivity of the system (that costs ten times less than an accelerator mass spectrometry) targeting rare carbon dioxide molecules containing carbon-14. This new optics-based method for detecting trace gases is based on infrared laser light to detect tiny amounts of carbon-14 in a gas sample. Then the system can detect a trace gas at a a lower pressure than any previous method has detected for a simple molecular gas (half of a femtobar: 10−15 times atmospheric pressure).
This system can help archelogy, but De Natale says that, in future, the technique could be adapted to detect tiny quantities of other rare molecules. This could allow it to be used to monitor the concentrations of hazardous pollutants in air and water, to detect explosives, and to conduct research in fundamental physics.