10 novembre 2012

Communicating EU Research Innovation. A guide for participants.

Communicating EU Research Innovation. A guide for project participants.[PDF]
This short guide will assist participants and coordinators of Framework Programme projects to communicate strategically about their research

What we call here "communication" is more than just an additional reporting burden.

Europe’s future economic growth and jobs will increasingly have to come from innovation in products, services and business models.

There is an enormous difference between communication strategically planned with these objectives in mind and ad hoc efforts for the sake of meeting contractual requirements.

How often do we hear people say "let’s make a video to inform everyone" before
giving any thought to what is to be achieved? How often do we resort to facts and figures, assuming they will be enough to convince people? Your contractual obligations are important, but communication is not an end in itself and quality is expected.
    Table of Contents
  1. Communication, why?
  2. What is formally required?
  3. Build your own communication strategy – a checklist
  4. Good practices from projects like yours
  5. How can we help you?
  6. Sources and resources

Il nuovo destino delle cellule Sassari nel team (L'Unione Sarda, 10 Novembre 2012)

Il nuovo destino delle cellule Sassari nel team

Un mese fa il Nobel per la Medicina è stato assegnato a John Gurdon e a Shinya Yamanaka per le loro ricerche sulla possibilità di riprogrammare le cellule già differenziate e trasformarle in qualunque tipo di tessuto o organo. Quello che era solo un sogno sta diventando sempre più reale: ringiovanire un organismo o modificarne alcune parti. È sulla stessa linea la scoperta annunciata ieri a Bologna, definita, per colpire l'immaginazione, “la macchina del tempo” delle cellule. A differenza del metodo sperimentato da Yamanaka, basato sui vettori virali, questa nuova metodica stimola le cellule al punto di trasformarle: le cellule riprogrammate hanno dimostrato la stessa efficienza di trasformazione di cellule staminali embrionali. E la novità della scoperta risiede proprio qui: anziché riportare “indietro nel tempo” una cellula adulta non staminale fino a farla ridiventare una cellula embrionale i ricercatori italiani sono riusciti a far comportare questa cellula adulta come una staminale embrionale.
Lo studio, al quale ha fornito un contributo rilevante il Dipartimento di Scienze biomediche dell'Università di Sassari (Margherita Maioli, Sara Santaniello, Gianfranco Pigliaru e Sara Gualini), è stato pubblicato su “Cell Transplantation”. La chiave della scoperta è la tecnologia REAC (Radio Electric Asymmetric Conveyer o Convogliatore Radio Elettrico Asimmetrico) in grado di produrre i deboli campi elettrici utilizzati negli esperimenti, brevettata da Salvatore Rinaldi e Vania Fontani dell'Istituto Fontani di Firenze. «Questa tecnologia - spiega Rinaldi - induce in modo sicuro, cioè senza rischio tumorale, cambiamenti nel destino cellulare legati alla modulazione dell'espressione genica e della rete di segnali molecolari e fisici. Per la prima volta la riprogrammazione delle cellule adulte è stata ottenuta grazie a un campo radioelettrico a bassissima intensità». Le finalità sono estremamente ambiziose e riguardano la medicina rigenerativa per la cura di malattie gravi, in grado cioè di riparare organi o tessuti utilizzando cellule della pelle.
Andrea Mameli
(articolo pubblicato nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda il 10 Novembre 2012)

09 novembre 2012

Ringiovanire le cellule. E interpretare i titoli degli articoli scientifici

Il titolo, a cavallo tra elettronica e medicina, è di quelli che non si fanno capire da tutti: "Radio Electric Conveyed Fields Directly Reprogram Human Dermal-Skin Fibroblasts Towards Cardiac, Neuronal and Skeletal Muscle-Like Lineages".
Eppure questo studio, pubblicato su "Cell Transplantation: The Regenerative Medicine Journal" potrebbe diventare una pietra miliare della medicina moderna.

La ricerca (frutto di una collaborazione tra Laboratorio di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell’Università di Bologna, laboratorio di Medicina Rigenerativa dell'Istituto Rinaldi Fontani di Firenze, Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari) ha condotto infatti a un risultato formidabile: la "riprogrammazione diretta" di alcune colture di fibroblasti (la componente cellulare fondamentale del tessuto connettivo).

I ricercatori hanno utilizzato un dispositivo (Radio Electric Asymmetric Conveyer) con il quale è possibile governare l'emissione di campi radioelettrici a bassissima intensità con il quale è stato possibile pilotare la riparazione e la rigenerazione e organi e di tessuti danneggiati, indeboliti o invecchiati.

Tornando al titolo dell'articolo scientifico ho due osservazioni e una domanda.
1) Ritengo assolutamente normale che un titolo possa risultare comprensibile solo agli addetti ai lavori, dato che la natura stessa di questo genere di pubblicazioni rende indispensabile la stretta aderenza ai contenuti, senza necessità di farsi capire anche da "altri";
2) il tramite tra chi scrive l'articolo scientifico e "gli altri" spetta a chi si occupa di comunicare la notizia scientifica: qualche ora fa le agenzie di stampa, adesso i blog e i siti istituzionali di chi ha curato la ricerca, domani i quotidiani e i telegiornali, nei prossimi giorni altri siti, poi i settimanali e i mensili.
Ma chi, per svariati motivi, troverebbe interessante un argomento di ricerca o una scoperta o un brevetto, come fa a trovarlo fra le migliaia di articoli pubblicati ogni settimana in tutto il mondo in svariate riviste specialistiche? Non è materialmente possibile che tutti leggano tutto. E anche se potessero farlo non sarebbero in grado di capire ogni titolo e ogni contenuto. Ecco ancora una volta che il ruolo della comunicazione della scienza può rivelarsi determinante.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 9 Novembre 2012
La foto in alto ritrae gli autori della pubblicazione: Maioli M, Rinaldi S, Santaniello S, Castagna A, Pigliaru G, Gualini S, Cavallini C, Fontani V, Ventura C.

07 novembre 2012

"Odissea nello zeptospazio" due anni dopo. Videointervista a Gian Francesco Giudice.

Gian Francesco Giudice, a Cagliari per il Festivalscienza, ha risposto alla mia domanda: cosa è cambiato per la fisica dal 2010, anno di pubblicazione del libro Odissea nello zeptospazio a oggi.
Gian Francesco Giudice lavora al CERN come Senior Scientist dal 1993. Ha una laurea in Fisica (conseguita all'Università di Padova nel 1984) e un dottorato in Fisica (conseguito nel 1988 alla SISSA di Trieste). Dal 1988 al 1990 è stato Research Associate nel gruppo di fisica teorica del Fermi Lab di Chicago. Dal 1990 al 1992 ha condoto ricerche, in qualità di Research Fellow, nel dipartimento di fisica del'Università del Texas nel gruppo di Steven Weinberg, Nobel nel 1979.
Oggi, a Cagliari, Dal Giudice ha illustrato brillantemente i progressi compiuti dalla fisica sub-atomica negli ultimi anni, con particolare riferimento al Bosone di Higgs.
Ho chiesto a Gian Francesco Giudice che cosa è cambiato nella fisica dal 2010, anno di pubblicazione del volume, a oggi. La sua risposta è nel video:
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 7 Novembre 2012

06 novembre 2012

Giorgio Häusermann domatore di onde. Cagliari Festivalscienza 2012.

Giorgio Häusermann ha incantato ancora una volta la platea del Cagliari FestivalScienza con i suoi esperimenti da vivo.
Stavolta il tema era "Dall'Ambra all'Elettrone".
Il titolo, che riprende una pubblicazione del Deutsches Museum di Monaco di Baviera, racconta la storia dell’elettromagnetismo dalle prime esperienze con l’ambra fino alla scoperta dell’elettrone.
Dopo aver mostrato un bracciale fatto di ambra, un orologio alimentato con le patate, un missile con propellente solido (Alka-Seltzer) e un bocco di magnetite che fa girare l'ago della bussola, Giorgio Häusermann si è trasformato in domatore di onde. Ha domanto le onde trasversali propagate lungo una corda tesa con l'aiuto del Presidente dell'Associazione per l'Insegnamento della Fisica, Antonio Gandolfi.
Häusermann, fisico e divulgatore, per dieci anni è stato responsabile della formazione degli insegnanti all’ASP (Alta Scuola Pedagogica) ora DFA-Supsi (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) di Locarno. 

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina 6 Novembre 2012
Giorgio Häusermann e i suoi giocattoli della scatola di Einstein al Cagliari FestivalScienza 2010 (Linguaggio Macchina, 13 Novembre 2012)

La Terra vista con gli occhi degli alieni (Education 2.0 06/11/2012)

Un'astronave in rapido movimento nello spazio, un equipaggio di alieni curiosi e una compagnia teatrale composta da ragazzini: la scienza va in scena.
Lo spettacolo, per la regia di Monica Zuncheddu e interpretato dai piccoli attori della Compagnia dei Ragazzini, s'intitola “Crociera nello spazio” e si ispira liberamente al mio libro del 2007 “Alieni in visita. Esplorazioni scientifiche nel cosmo”. Ho resistito alla tentazione di andare a vedere le prove e così ho goduto insieme agli altri spettatori di quel raro piacere che il teatro è in grado di regalare. Il piacere di scoprire in che modo una storia prende forma con attrici e attori in carne e ossa. Ho così potuto apprezzare le scelte della regista, la bravura dei ragazzini e di chi ha confezionato loro costumi di scena nel difficile compito rappresentare gli extraterrestri nel corso della loro crociera spaziale.
[ARTICOLO COMPLETO... (Education 2.0 06/11/2012)]

04 novembre 2012

Alieni perlustrano la Luna. Cagliari, Piccolo Auditorium, 4/11/2012


Crociera nello spazio, Compagnia dei ragazzini, regia: Monica Zuncheddu. Cagliari, Piccolo Auditorium, 4 Novembre 2012.
I protagonisti dello spettacolo si fermano sulla Luna per una sosta tecnica e trovano una bandiera e una macchina fotografica lasciate dagli astronauti terrestri...

Liberamente ispirato a: Alieni in visita (di Andrea Mameli e Fabrizio Pani, Edizioni Taphros, Olbia, 2010).

Alieni a teatro, per divertirsi e riflettere. Successo a Cagliari per Crociera nello spazio (Compagnia dei ragazzini, regia di Monica Zuncheddu)

Lo spettacolo "Crociera nello spazio" della Compagnia dei ragazzini, per la regia di Monica Zuncheddu, ha riempito il Piccolo Auditorium di Cagliari lasciando tutti incollati alle poltrone per un'ora.
Bravissimi gli attori (bambine e bambini da 6 a 10 anni) e soprattutto la loro regista, Monica Zuncheddu. Perché per recitare bene a quell'età serve una guida all'altezza della situazione. Ma Monica ha dovuto, e saputo, fare anche altro: ha dovuto unire la recitazione alla creazione dei costumi (bravissima anche la costumista, Patricià Pinna), alla creazione della scenografia.
Un risultato gradevolissimo, impreziosito dai video con immagini "spaziali" selezionate con cura dall'astrofisico Ignazio Porceddu (INAF e Osservatorio Astronomico di Cagliari) e una simulazione di discesa dallo spazio alla Sardegna fornita da Fabio Bettio (CRS4 e Sardegna 3D).


Nella foto di Dietrich Steinmetz (sopra) i piccoli alieni impegnati nella loro crociera spaziale durante la quale sono saltati fuori, dopo il viaggio intergalattico e la breve sosta sulla Luna ("per far pipì"), numerosi aspetti della vita sulla Terra. Un pianeta meraviglioso ma "abitato da esseri involuti", che rischia di essere distrutto se non si arresterà l'epidemia della più grave malattia per l'umanità: l'egoismo.
Simpaticissimo l'inserimento del tg regionale con la giornalista che interrompe la pagina sportiva ("aggiornamento della sfida tra tartaruga e lepre") per dare la notizia sensazionale dell'avvistamento di un UFO sui cieli della Sardegna. "Forse il momento più importante nella storia della televisione. Forse nella storia dell'Umanità".

Lo spettacolo si è chiuso con il video di Severn Cullis Suzuki, la bambina canadese che lanciò un toccante appello alle Nazioni Unite, nel 1992 (sotto).

Ma la scena finale, ancora una volta, era tutta per i piccoli alieni, con la domanda da un milione di dollari: "Ma questa bambina ha parlato all'ONU 20 anni fa e non è stata ancora ascoltata?".
Ecco, ho l'impressione che gli spettatori siano andati via dal teatro contenti per aver goduto di poco più di un'ora di divertimento e di sane riflessioni. Scusate se è poco.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 4 Novembre 2012