16 novembre 2012

L'albero di Foghesu, le foto e la memoria sbiadita.

Cosa sarebbe la nostra memoria senza le fotografie? Sarebbe forse più debole, perché mancherebbero le immagini di rinforzo? Oppure sarebbe più forte, in quanto più allenata?
Non ho elementi per analizzare la seconda ipotesi e quindi mi fermo alla prima. Senza le immagini fotografiche alcuni dei nostri ricordi si deformano, sfumano, scompaiono. A volte un ricordo persiste esclusivamente (o quasi) perché viene rigenerato dalle fotografie. Altre volte al ricordo dell’evento si sovrappone al ricordo dalla fotografia dell’evento e l'immagine, stampata o digitale, assume un ruolo cruciale.
A me è successo qualcosa di simile con questa fotografia del 27 Ottobre 1988 (fotocamera reflex: Petri MF-101, obiettivo: 50 mm, pellicola: Kodachrome). Una foto che ha al centro una piccola catasta di legname, a destra, vicino al portone di casa c'è mio padre, Tito, e a sinistra, vicino alla finestra ci sono io.
Qualche giorno fa ho ritrovato la foto in un cassetto e ho ricordato di colpo tutta la storia: ci regalarono un albero abbattuto da un fulmine, che fu scaricato di fronte alla casa di mio nonno (anzi, di mio bisnonno) a Foghesu (Perdasdefogu) nella quale ci eravamo recati appositamente da Caglari io e babbo. Lavorammo quei tronchi con l'accetta e il segaccio fino a ridurre il tutto alle dimensioni adatte all'uso: scaldare l'ambiente della casa per i pochi giorni della nostra permanenza.
Rispetto a questa storia la mia memoria era sinceramente abbastanza sbiatita, poi rigurdando la foto mi sono tornate in mente un sacco di cose, in particolare due sensazioni tattili: il maglione di lana e la corteccia dell'albero.
Chi mi sa spiegare tutto questo?

P.S. Oggi è morto mio padre. Lo ringrazio infinitamente per avermi fatto vivere esperienze come questa e per avermi fatto apprezzare le cose semplici (o presunte tali). E in generale lo ringrazio per tutto quello che mi ha trasmesso: curiosità, onestà, ironia, amore per la Sardegna, passione per la lettura, voglia di non accontentarsi della superficie delle cose. E altro ancora.
Tito ha esercitato per 40 anni con passione e competenza il mestiere che fu già di suo padre (Nonno Felice): il Maestro Elementare. A mio avviso il suo contributo alla società lo ha fornito abbondantemente. Lo testimoniano anche le lettere di auguri che ha continuato a ricevere da alcuni dei suoi ex alunni per quasi vent'anni.
Che la terra gli sia finalmente lieve.

Andrea Mameli 16 Novembre 2012

Che la terra ti sia finalmente lieve Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti, di parole,
di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole.
Che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
(Alda Merini, Terra d’Amore, 2003)

14 novembre 2012

Di chi è la Luna? Riflessioni intorno a Moon (Duncan Jones, 2009)

Oggi alla Cineteca Sarda di Cagliari insieme agli ex allievi del Master in Comunicazione della Scienza) proiettiamo MOON, film del 2009 diretto da Duncan Jones, per la rassegna "I geni e lo spazio".
Tra le innumerevoli domande che ci si può porre di fronte a questa pellicola vi è sicuramente l'interrogativo legato alla proprietà della Luna e delle sostanze in essa reperibili. Il film si basa infatti sulla raccolta di Elio 3 (isotopo dell'elio estremamente raro sul nostro pianeta) per le centrali a fusione nucleare presenti sulla Terra (in un futuro imprecisato). Esistono regolamenti internazionali dedicati ai giacimenti lunari?
Il film non risponde a questa domanda 
Esiste il trattato Treaty on Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space, including the Moon and Other Celestial Bodies altrimenti noto con il nome abbreviato: “Outer Space Treaty”. Questo trattato discende dalla dichiarazione del 1966 dell'Assemblea Generale dell'ONU: "Declaration of Legal Principles Governing the Activities of States in the Exploration and Use of Outer Space" (in vigore dal 1967 e ratificato da 98 Stati).
I 17 articoli dell'“Outer Space Treaty” sanciscono che:
  • le finalità dell'esplorazione e dell'uso dello Spazio extra-atmosferico devono andare a beneficio e l'interesse di tutti i Paesi e sotto la giurisdizione di tutta l'umanità;
  • l'esplorazione dello spazio Spazio deve essere libera;
  • lo Spazio non può divenire proprietà nazionale per rivendicazione di sovranità, esplorazione o uso, né per qualsivoglia altra motivazione;
  • gli Stati non possono collocare armi nucleari o di distruzione di massa in orbita o su corpi celesti o stazionarle nello Spazio in qualsivoglia altra maniera;
  • la Luna e gli altri corpi celesti devono essere utilizzati esclusivamente per scopi pacifici;
  • gli astronauti devono essere considerati come inviati dell'umanità;
  • gli Stati sono responsabili delle attività spaziali nazionali, che siano esse governative o private;
  • gli Stati sono responsabili per i danni causati dai loro sistemi spaziali e devono evitare nocive contaminazioni dello Spazio e dei corpi celesti.

Per il nostro satellite in particolare nel 1979 è stato redatto il “Moon Threaty” (entrato in vigore nel 1984). A oggi è stato ratificato da 14 Stati: Australia, Austria, Belgio, Cile, Filippine, Kazakhstan, Libano, Messico, Marocco, Olanda, Pakistan, Perù, Turchia, Uruguay) e firmato (ma non ratificato) da: Francia, Guatemala, India e Romania.
    In base al “Moon Threaty”:
  • la Luna deve essere utilizzata per il bene di tutti gli Stati e di tutti i popoli della comunità internazionale;
  • il suo ambiente non deve essere alterato e gli Stati devono prendere le appropriate misure per evitare contaminazioni;
  • le Nazioni Unite devono essere aggiornate su tutte le attività svolte sulla Luna e sui risultati conseguiti;
  • tutti gli Stati hanno diritto di condurre ricerche sulla Luna;
  • il territorio della Luna e le sue risorse naturali sono patrimonio dell’umanità
  • per lo sfruttamento di tali risorse dovrà essere adottato un regime internazionale
Il “Moon Threaty” esclude la proprietà privata sulla Luna e su ogni sua parte: “the Moon and its natural resources are the common heritage of the mankind”.
La NASA (Office of Space Flight) nel maggio 1986 ha proposto uno “Statement of principles for Space enterprise" nel quale sono enunciati i seguenti diritti di sfruttamento della Luna:
  1. FREEDOM OF NAVIGATION - libertà di navigazione per intraprendere qualsivoglia iniziativa in analogia con quanto sancito per la libertà dei mari;
  2. THE RIGHT TO PRIVATE PROPERTY - diritto di proprietà privata: la proprietà privata è fondamentale per l’attività d’impresa, per l’investimento, per l’esplorazione e per la libertà dell’uomo, sia sulla Terra che nello Spazio. Ovvero, non c’è nessuna differenza tra le attività di un Uomo libero sulla Terra e nello Spazio;
  3. SPACE HOMESTEADING RIGHTS - diritto di presa di possesso nello Spazio. Si devono, però, stabilire, per la Luna e per gli altri Corpi Celesti, la portata e i limiti per l’appropriazione di superfici e delle sottostanti risorse. Tale diritto è garantito a chi prende fisicamente possesso dei beni, personalmente o attraverso imprese da lui finanziate a suo rischio e beneficio. I diritti di proprietà devono essere esercitati attraverso l’uso, per un periodo di 99 anni, diversamente l’oggetto del possesso ritorna allo stato di Spazio non rivendicato;
  4. LOW COST ACCESS TO SPACE FOR PRIVATE ENTERPRISE - accesso allo Spazio a basso costo per l’impresa privata: i Governi dovranno rendere disponibili istallazioni, servizi, hardware e proprietà intellettuali per lo sviluppo di imprese private;
  5. COMPETITION - competizione: il miglior successo può essere conseguito sia sulla Terra che nello Spazio quando vi è aperta competizione di idee e d'impresa. Pertanto, dovranno essere evitate leggi e disposizioni che possano in qualche modo soffocare un’impresa nei mercati aperti;
  6. EXERCISE OF RIGHTS AND CLAIMS - esercizio di diritti e rivalse: in linea con i principi positivi della legge internazionale, uno Stato potrà reclamare o riconoscere diritti di proprietà. 
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 14 Novembre 2012

13 novembre 2012

Il Pesce Luna e le foto ritrovate.

Ritrovare una foto vecchia di molti anni (anche se il concetto di molti è del tutto relativo) è sempre una poderosa fonte di ricordi. Quella che pubblico qui sopra fu scattata presumibilmente il giorno di Pasqua del 1974 (il 14 Aprile) o il giorno del mio compleanno (il primo Maggio).
Sicuramente fu stampata nel Maggio 1974 (la scritta a bordo foto non lascia dubbi).
La scattò mia mamma e ritrae me e mio fratello Marco alle prese con un Pesce Luna (Mola mola).
L'emozione che provai scorgendo quel pesce sulla spiaggia di Campus (Villasimius) la ricordo ancora. Non avevo mai visto nulla di simile e mi lasciò senza fiato. La scoperta destò grande curiosità anche tra familiari e parenti accorsi alle mie grida. Ritornati a casa consultammo l'enciclopedia e scoprimmo il nome del pesce. Il giorno dopo la parte meno grassa del corpo fu messa a cuocere ma non ricordo bene il gusto.
In anni successivi al 1974 mi è capitato di leggere svariate notizie del Pesce Luna e, per un meccanismo psicologico a me sconosciuto, me ne ricordo molte: tra i pesci ossei è il più grande, dato che può arrivare a pesare più di due tonnellate per tre metri di lunghezza; può vivere anche oltre un secolo; ha una colonna vertebrale più corta del cervello; è uno dei vertebrati più fecondi del mondo: può arrivare a deporre 300 milioni di uova; amano restare a galla in superficie crogiolandosi al sole ma si sono osservati esemplari immergersi anche 40 volte in un giorno; immersione più profonda misurata: oltre mille metri vicino alle isole Galapagos.
Recentemente ho letto che questi pesci non sono in via di estinzione, ma hanno un micidiale nemico artificiale: le buste di plastica. Purtroppo questi detriti della civiltà dei Sapiens possono essere scambiati per meduse (il principale nutrimento del Pesce Luna).
Molti cassetti delle case abitate nel secolo scorso traboccano di fotografie stampate. Che ne sarà delle foto digitali? Come si ritroveranno?
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 13 Novembre 2012
sotto: un esemplare di Pesce Luna di circa 1500 kg pescato nell'Oceano Pacifico (isola di Santa Catalina, California) nel 1910

12 novembre 2012

Il paradigma della clessidra. Bruno D'Aguanno al Cagliari Festivalscienza 2012

La clessidra (Hourglass): è la metafora scelta dal fisico Bruno D'Aguanno nel corso del suo seminario ("Entropia, materiali e tecnologie: il pensiero di Georgescu-Roegen letto da un fisico") al Cagliari FestivalScienza 2012 per rappresentare il rapporto tra l'energia e la Terra. Una metafora utilizzata dall'economista Herman Daly, allievo di Georgescu-Roegen per rappresentare il flusso energetico e il processo economico. Una clessidra ancorata saldamente al suolo, in modo da non essere capovolta: l'energia sprecata non può essere riciclata, se non spendendo più energia per realizzare il riciclo di quanta ne riceveremmo.
Una clessidra che non scambia energia o materia con l’esterno, quindi un sistema isolato.
La sabbia contenuta nella clessidra, è costante (Primo Principio della Termodinamica) e rappresenta la materia e l'energia complessiva. Per gravità la sabbia scorre dall'alto verso il basso, attraverso il collo della clessidra, e in questo modo la sua qualità cambia (Secondo Principio della Termodinamica): in altre parole si degrada, passando da materia-energia utilizzabile a materia-energia non utilizzabile.
La larghezza della strozzatura della clessidra determina il flusso entropico del sistema: la velocità con la quale la materia/energia utilizzabile degrada in uno stato inutilizzabile. Più il collo della clessidra è stretto, più il sistema è sostenibile.
Con la metà superiore della clessidra si rappresenta la "bassa entropia": energia proveniente dal sole e diretta verso la Terra e (almeno in parte) "utilizzabile".
L'energia che attraversa la strozzatura della clessidra rappresenta il limitato flusso di energia solare che viene utilizzata ogni giorno dagli organismi vegetali, definito "alta entropia". Questo tipo di energia è contenuta nei giacimenti di combustibili fossili: carbone, petrolio e gas naturale.
Nel modello di Georgescu-Roegen i combustibili fossili sono rappresentati come "bassa entropia", ovvero energia bloccata all'interno della metà inferiore della clessidra e che segue un flusso da "utilizzabile" a "usato".
Andrea Mameli www.liguaggiomacchina.it 12 Novembre 2012
Economics in a Full World [Pdf] Herman E. Daly (Scientific American, August 22, 2005)

11 novembre 2012

Colpo di stagione per un bottino di salute. Alimentazione in scena al Cagliari FestivalScienza 2012.

La forza delle animazioni e degli spettacoli teatrali ispirati a fatti scientifici risiede nella capacità di mutare le forme lasciando inalterati i contenuti. Quello portato in scena oggi al Cagliari FestivalScienza 2012 dalla compagnia "L'Asino nel Secchio. L'altro lato della lavagna" è uno spettacolo che scherza su quel che introduciamo nel nostro stomaco.
Ma tra una risata e l'altra Pietro Olla e Antonio Iavarone portano anche a riflettere sull'importanza della varietà alimentare, della stagionalità dei cibi e la loro provenienza.
Questi due ladri imbranati, capitati per sbaglio in un negozio di alimentari, ingaggiano con i bambini una serie di gag divertenti fino a innescare un ottimo livello di complicità: in questo modo le buone norme nutrizionali si lasciano ingoiare senza difficoltà.
Olla e Iavarone, ospiti del Cagliari FestivalScienza 2011 con lo spettacolo "PiuomenoE", continuano a sfornare ottime idee e contribuiscono a vivacizzare le proposte di comunicazione della scienza Made in Sardinia con originalità e serietà.


 

Testo, foto e video: Andrea Mameli. Blog www.linguaggiomacchina.it 11 Novembre 2012

La percezione falsata dei nostri consumi. Nicola Armaroli al Cagliari FestivalScienza 2012.

Quanto pensiamo di consumare? Nicola Armaroli (direttore dell’Istituto di Sintesi organica e fotoreattività del CNR di Bologna), a Cagliari nei giorni scorsi per il FestivalScienza 2012, ha mostrato i risultati di un'inchiesta del 2007 condotta dal servizio per l'analisi delle tendenze dell'opinione pubblica della Commissione europea (Eurobarometro).

La discrepanza tra percezione e realtà dei consumi è evidentissima: forse - è la spiegazione fornita da Armaroli - ciò che più si vede e si sente (luci, lavatrice, lavastoviglie, frigorifero) colpisce maggiormente la nostra immaginazione. Mentre la voce più consistente dei consumi reali, il riscaldamento, passa quasi inosservato.
Possibile che sia così, anche se l'analisi andrebbe meriterebbe uno studio a parte.
Tuttavia va anche detto che la media dei consumi reali si riferisce a un territorio molto esteso e particolarmente eterogeneo dal punto di vista climatico come il "vecchio continente". Quindi non rispecchia di fatto la realtà dei consumi di ogni casa europea. In ogni caso è un genere di riflessione a mio avviso estremamente importante.
    Ecco la misura della percezione dei consumi dei cittadini europei:
  • 39% Luce + Elettrodomestici
  • 26% Riscaldamento
  • 18% Acqua calda
  • 14% Auto
  • 3% Non so
    Ecco i consumi reali (media):
  • 53% Riscaldamento
  • 31% Auto
  • 8% Luce + Elettrodomestici
  • 8% Luce Acqua calda
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 11 Novembre 2012
Energia: sfida globale e responsabilità individuale (Nicola Armaroli)