03 febbraio 2013

Un uomo, un albero (Gaia, Dicembre 1993)

Un uomo,
un albero
di Andrea Mameli

   Secondo il mensile del Wwf "Panda Junior" (settembre 1993) il verde in Italia è davvero scarso: 2 metri quadrati procapite a Bari, 3 a Cagliari, poco più di 5 a Milano e quasi 15 a Bologna, contro i 18 previsti dalla legge. Eppure, questi numeri potrebbero cambiare facilmente: in base alla legge 113 del 29 gennaio 1992 proposta dall'attuale sindaco di Roma Francesco Rutelli sussiste l'obbligo "per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione".
   Tuttavia l'applicazione della norma è disattesa dall'80 per cento dei Comuni italiani. In Sardegna gli unici centri in regola risultano essere: Capoterra e Sant'Andrea Frius, in provincia di Cagliari; Villanova Truschedu in provincia di Oristano; Nuoro e Silanus in provincia di Nuoro; Golfo Aranci, Ozieri e Uri in provincia di Sassari.
Strano, perché non manca la copertura finanziaria: l'articolo 4 recita: "Per l'attuazione degli interventi di cui alla presente legge è autorizzata a decorrere dal 1992 la spesa annua di 5 miliardi di lire,  (...) il Ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".
   Strano, perché non manca la copertura operativa: "le Regioni a statuto ordinario, nell'ambito delle proprie competenze, avvalendosi anche del Corpo Forestale dello Stato, disciplinano la tipologia delle essenze da destinare alle finalità di cui alla presente legge, ne mettono a disposizione il quantitativo di esemplari necessario e ne assicurano il trasporto e la fornitura ai Comuni. Le Regioni a statuto speciale e le province di Bolzano e Trento provvedono attraverso i propri organi competenti" (articolo 2).
   Strano, perché non manca la copertura logistica: "i Comuni che non dispongano di aree idonee per la messa a dimora delle piante possono fare ricorso, nel quadro della pianificazione urbanistica, all'utilizzzione, mediante concessione di aree appartenenti al demanio dello Stato, a tal fine eventualmente utilizzando i fondi assegnati annualmente a ciascuna Regione ai sensi dell'art. 4. Tali aree non possono comunque essere successivamente destinate a funzione diversa da quella di verde pubblica" (articolo 3).
   Ma, come ogni cosa, anche la "legge Rutelli" non è perfetta: non spiega dove prendere i fondi per la cura degli alberi e non prevede sanzioni per le amministrazioni inadempienti. Forse è meglio così: ogni Comune è libero di attuare le iniziative adeguate, ad esempio promuovere la nascita di apposite Fondazioni per gli alberi dei bambini o richiedere il sostegno di banche o istituti di credito, i quali (per statuto) devono devolvere fondi a favore di inziative di pubblica utilità.
   Resta il fatto che la legge 113 può offrire occasioni di crescita della cultura ambientale e dello stesso senso civico, se i Comuni sapranno farsi promotori di iniziative "di contorno".
È accaduto a Capoterra: nel corso della Festa dell'Albero (28 novembre 1993) i genitori dei bambini nati nel 1992 hanno ricevuto una pergamena con dati sull'albero e sulla sua ubicazione. E a Villanova Truschedu il sindaco ha distribuito un diario ("Io e il mio amico albero") sul quale i genitori scriveranno i dati del bambino e dell'albero, e incolleranno le fotografie dei "gemellini".
   E se mancheranno i fondi per la manutenzione delle piante si può sempre affidare il tutto alle famiglie, com'è accaduto nel paesino di Uri. In attesa di raggiungere i 20 metri quadrati di verde a testa di Zurigo o i 30 di Praga.

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