10 marzo 2013

Domani porto a Westminster la voce dei cittadini disabili (mia intervista a Maria Grazia Zedda: L'unione Sarda, Cultura, 10 Marzo 2013)

Al convegno "Tecnologie per la disabilità - ICT: Innovation and work", organizzato da Sardegna Ricerche, l'8 marzo a Cagliari, una storia ha colpito il pubblico. Quella di Maria Grazia Zedda, una persona che deve fare i conti con una sordità dal 75 al 90% delle frequenze medio-alte: «quando mi parlano sento solo le vocali e non le consonanti, e nella musica sento i bassi, quindi la batteria e il basso ma non la chitarra o i violini».
Una storia di sacrifici e di successi: premi internazionali e affermazioni professionali.
Domani Maria Grazia sarà a Londra, alla Camera dei Comuni, per illustrare ai deputati inglesi il portale per le persone disabili che ha messo a punto per le ferrovie. «Dirò - spiega - che è stato un onore immenso per me e per la mia piccola impresa, Wideaware, affrontare questa sfida che ci ha proposto la Association of Train Operating Companies. Abbiamo costruito un portale web totalmente accessibile che incoraggia i disabili a viaggiare in treno, parlando con franchezza delle barriere presenti nel sistema ma anche spiegando le risorse pratiche e online che sono disponibili per chi viaggia. Per esempio l'assistenza gratuita durante il viaggio, le informazioni vocali o testuali in tempo reale sui treni per qualsiasi dispositivo».
Dopo che hai lasciato Cagliari per Londra hai dovuto affrontare molte sfide?
«Sono stati momenti di sfiducia assoluta che mi hanno portata a lasciare la Sardegna, a dubitare delle mie capacità, però sono stata fortunata: ho imparato ad avere un atteggiamento aperto nei confronti della vita. E penso sempre che la vita mi sta insegnando qualcosa quando devo adattarmi».
Com'è nata la tua idea di impresa?
«L'idea di Wideaware Training è nata da mio marito, Ian Sheeler, audioleso anche lui, con un passato di produttore alla BBC e Channel 4. Ci siamo conosciuti proprio alla Bbc alla mia prima assunzione. Lui ha utilizzato la sua esperienza di Instructional Designer per convincermi a costruire dei corsi e-learning per trasmettere la mia conoscenza e la mia esperienza come formatore e Access Auditor - esaminatrice - di Barriere Architettoniche e Culturali».
Ora di che cosa ti occupi?
«Di formazione al personale: insegno a rapportarsi con sicurezza con la disabilità senza paure e per inserire i colleghi disabili nel lavoro con collaborazione e partecipazione. E con gli opportuni ausili. Il mio tirocinio è pratico e divertente e il nostro sistema di formazione a distanza si basa su solidi principi pedagogici di "instructional design" che favoriscono l'assimilazione e la pratica rispetto alla nozionistica tradizionale. Aiuto a far crescere la consapevolezza delle proprie capacità - awareness training - e del valore profondamente umano della disabilità. Ora sto preparando per il Parlamento Britannico, Camera dei Lord e Camera dei Comuni, dei corsi per migliorare i rapporti con il cittadino, qualsiasi cittadino. E per offrire un servizio che tratti i disabili come cittadini alla pari, non di seconda classe».
Quali premi hai vinto?
«Tre premi UnLtd (Millennium Awards) per imprenditori sociali (4 mila sterline nel 2006, 20 mila nel 2008 e 15 mila nel 2009), poi un Barclays’ Changing Places Awards nel 2008 e un “Ready to Start Disabled Entrepreneur United Kingdom National Winner “ nel 2010».
I tuoi prossimi progetti?
«Ci sono prospettive di lavorare sulla formazione del personale dell'Edinburgh Airport e anche con alcune compagnie ferroviarie per risolvere le barriere architettoniche delle stazioni. Ma l'obiettivo che mi sta più a cuore lavorare presto con la Sardegna. Mi vorrei riconciliare con una società che un tempo non aveva aperture per me. E non solo per me stessa: voglio dimostrare agli altri disabili, che si sentono scoraggiati, che se si vuole si può».

Andrea Mameli
L'unione Sarda
Cultura, pag. 48
10 Marzo 2013

2 commenti:

Marco Espa ha detto...

molto bella, molto interessante!

Gianfranco Meloni ha detto...

Faccio mia la speranza della stessa Maria Grazia Zedda e mi auguro che una persona forte e creativa come lei possa davvero collaborare con l'Italia e la Sardegna!
Ne avremmo davvero bisogno!