14 marzo 2013

I nostri bambini camminano meno. Una ricerca dell'Istc-Cnr.

Il 19 Maggio 2011 il quotidiano L'Unione Sarda ha pubblicato un mio articolo (Zainetti, il sovrappeso della scuola (L'Unione Sarda, 19 maggio 2011) dedicato alle ricerche condotte da un gruppo di ricercatori dell'Università di Cagliari coordinati da Massimiliano Pau (che ringrazio per la foto) su un campione di 359 bambini di età compresa fra 6 a 10 anni e presentato a San Francisco al convegno "Human Factors and Ergonomic Society".
Il peso che i bambini portano nello zainetto, emergeva da quello studio, supera troppo spesso la soglia del 15% del peso corporeo (raccomandata dal Consiglio Superiore di Sanità) in oltre la metà dei bambini. La ricerca dell'Università di Cagliari sta andando avanti con un campione di ragazzi delle scuole medie, allo scopo di valutare possibili alterazioni del cammino legate all'uso dello zaino e del trolley, utilizzando sia le piattaforme baropodometriche che i sensori inerziali.

Sempre in tema di bambini e ragazzi che vanno a scuola, l'ufficio stampa del CNR mi ha segnalato la pubblicazione di uno studio del Laboratorio di Psicologia della Partecipazione infantile (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione): "La mobilità autonoma dei bambini in Italia" (Pdf).
La ricerca è stata condotta da Alfredo Alietti, Daniela Renzi, Monica Vercesi e Antonella Prisco con un finanziamento della Provincia di Roma e della Provincia di Monza e Brianza e con il patrocinio della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e del Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo Imballaggi a base Cellulosica.
Il Laboratorio di psicologia della partecipazione infantile è l'unico partner italiano della ricerca Children’s Independent Mobility - La mobilità autonoma come aspetto critico dello sviluppo dei bambini e della qualità della vita. L’indagine, promossa dal Policy Studies Institute (Psi) di Londra, consente un primo confronto tra Italia, Regno Unito e Germania, ma si è svolta in altri 15 paesi. I dati italiani sono pubblicati sul sito: lacittadeibambini.org (Pdf). «La mobilità infantile - ha spiegato Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istc-Cnr - è uno degli aspetti che ha maggiormente risentito della grande trasformazione dell’ambiente urbano, con ricadute negative sul benessere e sullo sviluppo psico-fisico. L’autonomia di spostamento dei bambini italiani nell’andare a scuola si è ridotta, passando dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%. Per il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi».
In Italia risulta estremamente basso anche l’uso del mezzo pubblico: «Mentre per i bambini non ci sono differenze tra Italia e Inghilterra, 3% per entrambi i Paesi, in Germania la percentuale sale all’8 - sottolinea Daniela Renzi, ricercatrice dell’Istc-Cnr - mentre maggiori differenze si hanno per la scuola secondaria, dove l’Italia resta ferma al 3%, l’Inghilterra passa al 25% e la Germania arriva addirittura al 64%,: probabilmente per l’efficienza dei servizi pubblici, ma forse anche per maggiore fiducia dei genitori».
Apprendiamo anche che in Italia i maschi risultano più autonomi delle femmine, indipendentemente dall’età.
Sono stati somministrati due questionari, uno per i bambini e ragazzi dai 7 ai 14 anni e l’altro per i loro genitori, a un campione di circa 800 soggetti residenti in centri urbani di varia dimensione demografica, collocazione geografica, caratteristiche urbanistiche ed economiche: Roma, Bari, Guidonia Montecelio (Roma), Desio e Misinto (Monza-Brianza).
«La possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini - conclude Prisco - permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità, ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e a sviluppare un senso di identità e responsabilità, riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza».
Il Laboratorio Istc-Cnr promuove da anni ai bambini delle scuole primarie l’iniziativa A scuola ci andiamo da soli, parte del Progetto internazionale La città dei bambini.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 14 Marzo 2013

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