26 agosto 2013

Una risata NON vi seppellirà. Chi ride può campare più di cent'anni.

Due delle caratteristiche che maggiormente mi colpiscono, nella mia prozia Consolata Melis (106 candeline il 22 Agosto 2013), sono il suo senso dell'umorismo e la propensione a trovare i giusti tempi per le battute. C'è più di un aspetto che mi incurisce: come si acquisisce la capacità di scatenare la risata negli altri? Come si conserva il senso dell'umorismo? E poi: quanto conta ridere, per vivere bene? Quali sono le correlazioni tra risata e longevità? Prima o poi troverò risposta anche a questi miei interrogativi. Molti studi indicano nella risata un antidoto contro le malattie del sistema cardiovascolare, come questo di Michael Miller: "The Effect of Mirthful Laughter on the Human Cardiovascular System" (Med Hypotheses, 2009).

Mi incuriosisce molto anche come si forma (e come si mantiene) l'atteggiamento adatto alla battuta, quella tensione, che ho visto molto chiaramente in Zia Consola, che prepara allo scoppio di risate. C'è poi qualcosa di speciale in quella battuta a una sola vocale (quella di Consolata Melis si trascriverebbe con "Hi!" o "Eh!") che riscontro in molte zone della Sardegna (con varianti tipo "Uh!", "Ellusu!", ecc.). Un'esclamazione, accompagnata spesso da un rapido muovimento del capo all'indietro, che di fatto prepara gli astanti alla risata. Ma bisogna saperla fare, nei momenti giusti e con la durata giusta. E soprattutto c'è bisogno di qualcosa che faccia davvero ridere, subito dopo.


Un esempio tratto da un breve video del 22 Dicembre 2013. La figlia domanda a Zia Consola se la sua vita è stata felice dopo che si è sposata. E Zia Consola risponde: "Hi! Appu trabagliau!" (Hi! Ho lavorato!) [1'30"]

Andrea Mameli blog Linguaggio Macchina 26 Agosto 2013

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