17 ottobre 2013

Ciao FunkyProf. La lezione sarda di Zamperini

Lo chiamavamo Funky Professor perché insieme alla conoscenza trasmetteva allegria. E Marco Zamperini, scomparso pochi giorni fa, una dimostrazione di questo talento la diede anche a Cagliari. Il 12 Luglio, invitato da Sardegna Ricerche a intervenire sul tema Social Media Marketing, tenne un'applauditissima lezione al primo salone dell'innovazione in Sardegna, Sinnova 2013.
«Imparate facendo – disse in quell'occasione – e non nascondetevi dietro l'alibi del non avere tempo, è un alibi intollerabile: comprendete che l'uso dei social media, immegetevi nei social media. Per comprenderli l'unica maniera è utilizzarli. Ma non diventate dei tecnoidioti: ricordatevi che gli analfabeti del futuro non sono quelli che non sanno leggere e scrivere ma quelli che non hanno la capacità di imparare studiando continuamente, di cancellare tutto e iniziare a imparare di nuovo».
Zamperini era innamorato del suo lavoro e sapeva esprimere a parole concetti ampiamente condivisi dalle comunità degli sviluppatori, ma nessuno esprimeva mai pubblicamente. Pochi mesi fa, per esempio, scrisse: «la programmazione è una attività creativa raffinatissima che sconfina nell’arte».
Quando parlava in pubblico aveva sempre un sorriso pronto per stemperare la serietà degli argomenti e per “umanizzare” le macchine. Una capacità che ha trasmesso anche in casa, come si è visto al funerale, dove una delle figlie di Funky Professor ha interrotto le lacrime degli amici e dei parenti con questa frase: «sicuramente a quest'ora avrai già insegnato a Gesù a usare Twitter».
Da due giorni nel web e nei social network circolano i ricordi di chi ha conosciuto Marco Zamperini, nella sua carriera di sviluppatore di software, di docente, di innovatore. E non è per nulla retorico affermare che proprio quella rete che lui ha imparato a utilizzare come strumento d'innovazione e di dialogo ora ospita il suo ricordo. Anzi, come scrisse lo stesso Zamperini in un post del 2007 dedicato alla mamma settantenne che faceva pratica con Skype: «La Rete non è più un altro mondo, distinto e separato dal cosiddetto mondo reale, è il mondo».

Andrea Mameli 
Articolo pubblicato nella pagina della cultura del quotidiano L'Unione Sarda il 17 Ottobre 2013

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