07 ottobre 2013

"Saper programmare è importante come leggere e scrivere" (Coder Dojo, Roma, Ottobre 2013)

Quando preparavo la mia tesi di laurea ricordo di aver letto tutti i libri di Seymour Papert (almeno quelli che mi riuscito a procurare). Papert è uno che dopo aver lavorato con Piaget (1968-1963) aprì un laboratorio di Intelligenza Artificiale al Massachusetts Institute of Technology (e stiamo parlando 50 anni fa), poi iniziò a propugnare (e a provare) il computer come ambiente d'apprendimento innovativo, finché nel 1967 inventò il LOGO: un linguaggio di programmazione (derivato dal LISP) pensato per i bambini delle scuole elementari.
I bambini si trovano alle prese con una sfida, tipica dei giochi più avvincenti (e, in fondo, degli stessi videogiochi): impartire ordini alla tartaruga: vai avanti, gira a sinistra, torna indietro, gira a destra, vai avanti... E questi sono proprio i comandi essenziali del Linguaggio Logo.
Ma non è tutto qui: muovendo la tartaruga le si possono far tracciare dei disegni sullo schermo del computer. Un modo di ragionare per progetti, che permette di riflettere sui risultati dei propri pensieri e offre al bambino la possibilità di guidare la macchina, ma non solo: in quel momento il bambino sta insegnando al computer come si pensa. Inoltre, mentre gioca con la tartaruga il bambino impara a risolvere un problema scomponendolo in sottoproblemi più semplici, potenziando in tal modo, le proprie capacità simboliche. 

Ultimamente questo repertorio di idee e di potenzialità mi è ritornato d'improvviso in mente perché ho scoperto un nuovo ambiente di sviluppo dedicato ai bambini (scratch, sviluppato sempre al MIT) e un movimento per la diffusione della programmazione tra 8 e 11 anni (Coder Dojo).
Sto iniziando a documentarmi e presto ci ritornerò.

Ecco alcuni link interessanti:

CoderDojo, le palestre per insegnare ai bambini a programmare (girlgeeklife.com, Apr. 2013)

Coder Dojo, la palestra per piccoli programmatori, Wired Italia Dic. 2012

Coder Dojo a Milano

Coder Dojo a Roma

Andrea Mameli
Blog Linguaggio Macchina
7 Ottobre 2013

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