09 marzo 2013

Touchscreen per nonvedenti. Un prototipo sviluppato alla Georgia Tech University (School of Interactive Computing)

Y'evoluzione tecnologica non coincide sempre con le esigenze di chi ha bisogni particolari. Per esempio la massiccia introduzione del touch screen ha creato qualche problema ai nonvedenti e agli ipovedenti, abituati a utilizzare i computer per mezzo della tastiera. Ecco allora BrailleTouch, l'innovazione proposta dai ricercatori della Georgia Tech University, coordinati da Mario Romero (School of Interactive Computing). La voce guida dice quali lettere si stanno digitando e il software di fatto elimina il bisogno di guardare lo schermo dello smartphone (Software eliminates need to look at mobile screen).  

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 9 Marzo 2013 
 

Così ho imparato a vincere. Maria Grazia Zedda intervistata da Cosmopolitan (Aprile 2012)



“This is how I learned to win”
On her amplified phone she is an avalanche of enthusiasm. Nothing suggests that Maria Zedda is deaf almost 90 percent since childhood. This is the story of how she turned her disability into opportunity. Even employment.
“Everything started when I left Sardinia 20 years ago to go to London. I was a waitress and I had an accident that changed my life. My boss wanted me to wear my hair behind the ears to show everyone that I had a hearing aid. To my refusal he shouted at me and in shock I dropped a frying basket that splashed me with lava-hot oil, injuring me. I was advised to go to the Citizen Advice Bureau to learn how I could ask for help and wade through the bureaucracy of claiming for benefits as I lost my job.
It was then that I discovered that I was eligible for help and someone with a disability like me could apply for further education courses and attend “confidence boosting” workshops to re-launch myself in the job market.
So my first interview was to work at the BBC’s Disability Programmes Unit. I was hired and I met a Scottish young man, Ian, who later became my husband.
It’s like the beginning of a fairytale. “At the BBC I worked in a unit where everyone, from directors to operators, were disabled. But they were also very prepared and talented and I learned a lot. As people progressed in their career, I felt that I could not advance in my job as much as I could because I did not have a degree. It was a very hard decision, but I left the BBC to join university”.
After graduation Maria worked for various charities in London. Then she got married and moved to the U.S., in San Francisco, Charleston, Philadelphia, always working on projects for disabled people.
Then, with the birth of the first of her two little girls, she and her husband returned to London. “I knew that I would struggle to find employment, being deaf and a new mum. So Ian and I decided to set up Wideaware Training , a social enterprise to help the public sector and private businesses to promote the inclusion of disabled people in employment and through inclusive customer service.
We did this through delivering face to face training and e-learning. After 6 months we won the first of three UnLtd awards that changed things around for us. This and other awards allowed us to go forward without asking for loans and helped us provide work to our disabled associates. Now, among our clients we have the likes of ATOC (Association of Train Operating Companies), Network Rail, and luxury mega-store Westfield Stratford City.”
But Maria still has a dream: “To visit Italy to help promote how disabled people can be included in employment and in customer service.”

Una persona straordinaria. Della serie imparare a superare le difficoltà

Ieri a Cagliari, al convegno Tecnologie per la disabilità - ICT: Innovation and work ho conosciuto Maria Grazia Zedda.

Una persona straordinaria, che ha imparato a superare le difficoltà e ora insegna agli altri attraverso il portale della sua impresa: Wideaware.

Guardate questo video (Handimatica 2012) per farvi un'idea. Mi ha colpito molto il punto in cui racconta il periodo in cui, in Inghilterra, cercava lavoro e pensava "ma a me non mi prenderebbero mai, perché io non pensavo di avere le abilità per poter fare certi lavori". Dopo un corso di Autostima, fornito dallo stato (ecco perché ammiro gli inglesi), ha fatto un colloquio alla BBC e l'hanno assunta.


Ho avuto l'onore di intervistare Maria Grazia. L'articolo uscirà domani nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda.

Andrea Mameli
www.linugaggiomacchina.it
9 Marzo 2013

07 marzo 2013

La matematica della lana di pecora. Mia intervista a Daniela Ducato, pubblicata su Cagliari Globalist

Il comando oculare nello smartphone? Il 14 Marzo.

Sarà il Samsung S IV il primo smartphone a comando oculare. In particolare il comando dello scrolling.
Lo anticipava il New York Times il 4 Marzo: Samsung’s New Smartphone Will Track Eyes to Scroll Pages. La prima uscita pubblica sarà il 14 Marzo a New York.
La Samsung ha registrato il marchio “Eye Scroll” in Europa un mese e mezzo fa e ora si prepara a sferrare l'attacco decisivo al concorrente princiale: l'iPhone.
Vedremo
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 7 Marzo 2013

06 marzo 2013

Ristoranti fantastici: il pranzo con i piedi in acqua a Villa Escudero

L'acqua che cade per gravità affascina da sempre l'umanità. Specie se la caduta è copiosa e abbondante tanto da guadagnare il nome di cascata. Perché allora non avvicinare un'altro aspetto affascinante e altrettanto naturale come mangiare? Ecco come nasce Villa Escudero
(San Pablo City, Filippine). Chi pranza ha i piedi in acqua. Quella che un tempo era solo una piantagione di palme da cocco, ricca d'acqua, ora è un'attrazione turistica originale.
Da notare che la caduta dell'acqua è sfruttata, in parte, per la produzione di energia elettrica, utile anche per alimentare le grandi vasche idromassaggio.


Lunch is served on bamboo dining tables set in a few inches of crystalline running water from the falls. The experience of dining on delicious local dishes with the sparkling waterfalls as a backdrop with clear spring water running over your feet is a truly singular and memorable experience only Villa Escudero can offer.


Posidonia sull'asfalto. Esclusiva Cagliari Globalist, 6 Marzo 2013

Posidonia sull'asfalto La statale 195 in alcuni punti, tra Cagliari e Capoterra, si avvicina sempre di più al mare
di Andrea Mameli
Esclusiva Cagliari Globalist, 6 Marzo 2013
La statale 195 in alcuni punti, tra Cagliari e Capoterra, si avvicina sempre di più al mare. Dove c'era una spiaggia ora c'è un piccolo argine di pietre e l'asfalto, in caso di mareggiate, si bagna abbondantemente. Come si può vedere dalle foto che ho scattato dal bordo della strada, la presenza della Posidonia oceanica era ancora abbondante questa mattina.
So che non c'entra niente, ma la domanda la vorrei porre lo stesso: quando sarà pronta la nuova 195?

05 marzo 2013

Colpito il simbolo di una città della conoscenza. Di Marco Ferrazzoli (CNR)

Il commento del presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luigi Nicolais, sull’incendio che ha devastato la Città della scienza di Napoli. Distrutta nel rogo anche la mostra allestita dal Cnr sull’esploratore Fridtjof Nansen e le ricerche nell’Artico.

Un gigantesco incendio ha distrutto la Città della scienza di Napoli, dov’era tra l’altro in corso la mostra: “Fridtjof  Nansen: esploratore, scienziato e benefattore dell’umanità (1861-1930)”, organizzata dal Consiglio nazionale delle ricerche.
 “L’incendio di Città della Scienza è una ferita profonda, per Napoli e per l’intera comunità nazionale. In poche ore sono andati distrutti anni di lavoro, di sacrifici, di passione. Ma non dobbiamo, né possiamo restare fermi”, commenta il  presidente del Cnr, Luigi Nicolais. “Tutti dobbiamo sentirci partecipi della sua ricostruzione, che dovrà avvenire in tempi rapidi e certi. Città della Scienza è il simbolo del riscatto di un’area e di una comunità che non può essere ridotto in macerie: per questo è necessaria una mobilitazione straordinaria della comunità scientifica e delle istituzioni, pubbliche e private. 
Come Cnr siamo particolarmente coinvolti e provati. In questi giorni Città della Scienza ospitava un’importante mostra iconografica e documentale su Fridtjof Nansen, esploratore, scienziato, politico norvegese, andata completamente distrutta. Sicuramente non ci rassegneremo né lasceremo morire un presidio di cultura, legalità e progresso come è stato e come tornerà ad essere Città della Scienza.
Lo scorso 22 febbraio alla Città della scienza era stata inaugurato la mostra: “Fridtjof  Nansen: esploratore, scienziato e benefattore dell’umanità (1861-1930). Evidenza ed attualità del suo pensiero e delle sue intuizioni scientifiche nel suo lavoro a Napoli e nelle ricerche del  Cnr in Artico”,  organizzata dall’Ente in collaborazione con Reale Ambasciata di Norvegia e associazione ‘Circolo Polare’ per celebrare i 150 anni dalla nascita dell’esploratore. L’esposizione era approdata a Napoli arricchita di documenti e materiali didattici di grande interesse e purtroppo andati tutti distrutti, tra cui preziosi reperti da alcuni musei di Oslo: uno sci dell’esploratore, un microscopio d’epoca, le bottiglie Nansen e Niskin utilizzate per campionare l’acqua, monili inuit, guanti e un galleggiante-frenante. Divorati dalle fiamme anche un modellino della nave Fram proveniente dal museo dell’Antartide di Trieste, gli sci, il giubbotto e la tuta di volo del generale Umberto Nobile e il brogliaccio del dirigibile ‘Norge’ della spedizione del 1926.

Marco Ferrazzoli, CNR

Ricordo la Città della Scienza di Napoli come un presidio culturale e sociale

Il 4 dicembre 2008 sono a Napoli all'ottavo convegno annuale sulla comunicazione della scienza. L'evento, organizzato dalla SISSA di Trieste in collaborazione con la Fondazione Idis di Napoli, si svolge nella Città della Scienza. Non c'ero mai stato. Mi colpisce, appena scendo dall'autobus, quella struttura variopinta in mezzo ai grigi muri delle fabbriche dismesse. Ecco Bagnoli, penso. Ma dura pochi secondi: l'atmosfera del primo centro della scienza italiano mi rapisce completamente. Quelle ampie stanze dedicate a giocare con la simulazione di esperimenti e leggi fisiche ("Hands-on") mi fanno pensare all'importanza di questo approccio per l'avvicinamento del grande pubblico alla scienza. Penso alla ricerca che devo presentare: "Il Concetto di Energia nei Bambini di Seconda Elementare", condotta in alcune scuole di Cagliari con pochi mezzi, e immagino cosa si potrebbe fare con una struttura stabile dello spessore di questa che sto vedendo a Napoli. E immagino lo sforzo che è stato necessario per arrivare a questo risultato: un accordo di Programma (sottoscritto nel 1996) fra Ministero del Bilancio, Regione Campania, Provincia e Comune di Napoli e Comune di Napoli.
Un progetto straordinario, che incarna la necessità culturale (e sociale) di rendere la scienza una cosa viva e nel contempo il bisogno di trasformare una zona devastata dall'industria in qualcosa di nuovo (per questo accanto al centro della scienza è nato un incubatore d'impresa).
"Città della Scienza - ha scritto Marco Cattaneo nel blog Le Scienze - era una speranza solida, mattone su mattone, un'impresa titanica e coraggiosa. Tra i drammi e le contraddizioni di Napoli, persino nella nefasta stagione della monnezza Città della Scienza era un monumento a ciò che si può essere, a un futuro che si alimenti di conoscenza, di iniziativa, di volontà."
Oggi vedo quelle foto del cielo e del mare avvolti in un'immensa fiammata e penso: è finita.
Ma no. Non è finita. Nel gruppo Facebook "Ricostruiamo Città della Scienza" si parla già di cosa fare: "una campagna di crowdfunding legata alle aziende e ai singoli cittadini per la ricostruzione".
In bocca al lupo, Scienza!
Andrea Mameli (Giornalista scientifico freelance)
Cagliari Globalist, 5 Marzo 2013