06 luglio 2013

La bombola in bicicletta (Cagliari, 6 Luglio 2013)

Trasportare una bombola in bicicletta richiede abilità. Non solo nel condurre la bici, ma anche e soprattutto nell'ancorare la bombola al portapacchi: meglio una corda o un elastico?

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 6 Luglio 2013

05 luglio 2013

Lampi radio, enigmi da un Universo fa (L'Unione Sarda, 5 Luglio 2013)


Scoperta col telescopio Parkes: ricercatori sardi protagonisti
Lampi radio, enigmi da un Universo fa

Provengono da molto lontano e la loro origine è un enigma scientifico. Sono i lampi-radio rilevati dal radiotelescopio australiano di Parkes e descritti sull'ultimo numero di “Science”.
Ne diamo notizia non solo per l'importanza della scoperta, destinata a innescare una gigantesca caccia alla sorgente di queste emissioni, ma anche perché coinvolge quattro ricercatori che lavorano in Sardegna: Marta Burgay, Sabrina Milia e Andrea Possenti (Inaf Osservatorio Astronomico di Cagliari) e Nicolò D'Amico (Università di Cagliari e Inaf). I quattro, insieme a ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa e del Max-Planck Institute for Radio Astronomy tedesco, e altre istituzioni scientifiche internazionali, hanno firmato l'articolo, online da poche ore.
Ma cosa sono questi lampi-radio? Si tratta di impulsi della durata di qualche millesimo di secondo che giungono al nostro pianeta sparpagliati e lo sparpagliamento è causato dal fenomeno della dispersione: l'interazione delle onde radio con le particelle elettricamente cariche del mezzo intergalattico, formato da gas e polveri e forse anche da materia oscura. Più lungo è il cammino percorso dalle onde radio più aumenta il ritardo tra gli impulsi emessi a energia più alta e quelli a energia più bassa. Marta Burgay (ricercatrice INAF di Cagliari) illustra l'utilità di questo dato: «Dalla misura del ritardo siamo risaliti alle distanze percorse dai quattro impulsi osservati: il più lontano ha percorso 8 miliardi di anni luce. Ciò significa che i lampi-radio sono stati emessi quando l'età dell'Universo era circa la metà di quella attuale».
Proprio l'osservazione di queste caratteristiche permetterà di utilizzare questi segnali come sonde naturali, utili a scandagliare lo sterminato percorso compiuto dai lampi-radio prima di raggiungere i radiotelescopi. L'altro aspetto di rilievo delle future ricerche è che accanto alla materia ordinaria, fatta di gas e di polveri, si potrebbe forse giungere a individuare tracce della ricercatissima materia oscura. L'altro dato fondamentale è il numero di questi lampi-radio, per il momento solo stimato, come spiega Andrea Possenti (direttore dell'Osservatorio Astronomico INAF di Cagliari): «Dal fatto che abbiamo registrato quattro eventi stimiamo che devono verificarsi circa 10.000 lampi-radio al giorno in tutto il cielo, come dire un lampo-radio ogni 10 secondi. Questa frequenza è oltre mille volte più grande di quella tipica degli studiatissimi lampi di raggi gamma».
E l'origine? Per il momento è del tutto sconosciuta. Gli autori della ricerca, coordinata da Dan Thorton (Università di Manchester), ipotizzano che questi segnali potrebbero essere emessi da stelle di neutroni o buchi neri, ma è indispensabile cercare ancora. Come spiega Nicolò D'Amico, docente all'Università di Cagliari, associato Inaf e direttore del Sardinia Radio Telescope: «Sarà necessario aumentare il numero di eventi osservati. In secondo luogo identificare questi lampi-radio quasi in tempo reale, così da permettere l'individuazione di possibili emissioni transitorie in altre bande dello spettro elettromagnetico. In entrambi i casi il Sardinia Radio Telescope reciterà un ruolo di primo piano».
Andrea Mameli

04 luglio 2013

Parkes capta Lampi-Radio. Marta Burgay, Sabrina Milia, Andrea Possenti e Nichi D'Amico tra gli autori dello studio pubblicato su Science

Lampi-radio, brevissimi impulsi nella banda delle onde radio, in viaggio nello spazio da miliardi di anni, sono stati rilevati da un gruppo internazionale di ricercatori con il radiotelescopio Parkes.
La scoperta è descritta in un articolo pubblicato un minuto fa su Science (A population of fast radio bursts at cosmological distances) e firmato tra gli altri fa quattro astrofisici che lavorano e vivono in Sardegna: Andrea Possenti, Marta Burgay, Sabrina Milia e Nicolò D’Amico.
Andrea Possenti, Marta Burgay, Sabrina Milia, Nicolò D'Amico
L'origine di questi Lampi-Radio è tutta da scoprire. E un ruolo di primo piano potrà giocarlo proprio SRT, radiotelescopio della stessa classe di Parkes.
Parkes (Australia), SRT (SardInia Radio Telescope)
I dettagli ve li spiego domani, nell'inserto Estate dell'Unione Sarda.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it
4 Luglio 2013
20:01


Lampi radio, enigmi da un Universo fa (L'Unione Sarda, 5 Luglio 2013)

02 luglio 2013

Il lievito culturale e l'emozione di ritrovarsi dopo anni. Ricordando Franco e Riccardo.

Sarà perché i comunicatori della scienza non hanno un albo professionale (e meno male). 
Sarà perché l'associazione degli ex allievi del Master in Comunicazione della Scienza non esiste (e in fondo è meglio così) [2]
Sarà per l'emozione di ritrovarsi dopo (tanti) anni accanto a persone con le quali abbiamo condiviso un tratto di strada (in taluni casi un bel cammino di confronto e di crescita, in altri solo momenti di allegria). 
Sarà per la commozione (collettiva) legata al ricordo del maestro (Franco Prattico, che ora rivive nel nome stesso del Master. O per quella (intima) che riaffiora ripensando a un compagno di corso  (Riccardo Tomassetti, che rivive in un Premio di giornalismo scientifico).
Sarà per il sincero entusiasmo nel veder viva una cosa nella quale si crede [2].
O forse per tutte queste componenti frullate insieme. 

Fatto sta che questa foto di gruppo per me rappresenta molto. E non solo per me.
Rappresenta la forza di un'idea (mettere insieme Scienza e Comunicazione) e l'importanza di avere in Italia un momento di formazione (il Master appunto) e di condivisione di esperienze e di analisi (il Convegno) che rappresentano una sorta di Saccharomyces cerevisiae, di lievito culturale.

E il valore di una foto, in questi casi, non si riduce solo a quello di pietra focaia, utile a riaccendere l'emozione. Forse può rappresentare l'incoraggiamento, che a volte serve, per proseguire in questa strada.
Scusate se è poco.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 2 Luglio 2013 

[1] Esistono molti esempi, come l'Associazione ex Allievi del Master in Organizzazione e Funzionamento della Pubblica Amministrazione (AEXA MOFPA) oppure l'associazione degli ex-allievi e allievi del Master in Economia e Finanza o ancora l'Associazione ex allievi del Master in Management dell'Innovazione della Scuola Superiore di Studi e Perfezionamento Sant'Anna di Pisa.

[2] la festa per i 20 anni del Master è coincisa con l'undicesima edizione del Convegno Nazionale sulla Comunicazione della Scienza



Festa del Ventennale del Master in Comunicazione della Scienza:
la foto di gruppo (SISSA, Trieste, 29 Giugno 2013)
 [Foto di Chiara Saviane]

01 luglio 2013

Margherita Hack, un vertiginoso senso della scienza

Quando Margherita Hack ha iniziato a parlare di costellazioni e astri in tv era la sola scienziata a farlo, in Italia. E per rosicchiare spazio agli oroscopi, che dominavano la scena, si divertiva a ridicolizzare l'astrologia con affondi di rara efficacia: «chi sostiene che le stelle possano esercitare una qualche influenza su di noi evidentemente non sa a che distanza si trovano dal nostro pianeta».
Ma Margherita Hack era soprattutto una scienziata: non a caso faceva parte dell'Accademia dei Lincei, della Royal Astronomical Society e dell'Unione Internazionale Astronomi e la ricordiamo come la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia. A partire dalla tesi di laurea, discussa a Firenze nel 1945, con una tesi di astrofisica relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle a luminosità variabile. Era una tesi sperimentale, realizzata all'osservatorio di Arcetri, dove poi la Hack ha iniziato a interessarsi di spettroscopia stellare, che diventerà il suo principale campo di ricerca. Anni di precariato: prima assistente sempre ad Arcetri, poi docente all'Istituto di ottica di Firenze. Poi arriva primo impiego stabile, a Milano, alla “Società Scientifica Radio Ducati” dove viene incaricata di scrivere le istruzioni per una nuova macchina fotografica. Ma il richiamo per l'astrofisica è forte: nel 1948 rientra a Firenze, riprende a insegnare e inizia a condurre le sue prime ricerche in autonomia. Punta il telescopio sulla stella Zeta Tauri e ottiene i suoi primi risultati da vera scienziata. Una carriera che culmina con l'ottenimento della libera docenza nel 1954 e la collaborazione con Otto Struve, a Berkeley, fino alla pubblicazione del trattato Stellar Spectroscopy considerato tuttora un testo fondamentale. Nel 1964 una doppia affermazione: diventa professore ordinario all'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste e viene chiamata a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste, dove resterà fino al 1990. Qui la mano di Margherita Hack si fa sentire: l'osservatorio di provincia diventa un istituto di fama mondiale. Dal 1982 inizia a collaborare con la sezione astrofisica della Sissa, la Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, dove viene chiamata anche a tenere seminari nel Master in comunicazione della scienza.
La passione per la diffusione della scienza l'ha portata a incontrare, con entusiasmo, migliaia di persone, anche in Sardegna. L'ultima occasione, pochi giorni fa, in un incontro privato nella sua casa di Trieste con alcuni bambini. Anche in quel caso aveva dimostrato la sua schiettezza, invitando a proseguire nello studio e nella ricerca per spiegare quello che ancora non si conosce.
Andrea Mameli
(articolo pubblicato nella pagina della Cultura del quotidiano L'Unione Sarda il primo Luglio 2013)

30 giugno 2013

Un successone per la mattinata dell'orgoglio solare a Cagliari

La nostra mattinata dell'orgoglio solare è stata un successone. Otto concorrenti, decine di curiosi e un bellissimo sole estivo a illuminare (e riscaldare) le nostre pietanze.

E dire che la gara di cucina, "Solo Sole", l'abbiamo organizzata con mezzi molto poveri. Certo, una domenica estiva si può semore andare al mare, ma io sinceramente mi sono divertito molto anche sotto il sole, nel parco di Monte Claro (gentilmente offerto dalla Presidenza della Provincia di Cagliari). La gara, per me, era solo un pretesto per cucinare con il sole. Ma molti concorrenti si sono dedicati con cura e con passione anche all'aspetto gastronomico. E come loro la giuria, che ha immolato la domenica mattina per dedicare tre ore intense a questa simpatica competizione.

Sono contento di aver potuto mettere alla prova il mio forno:


E ho potuto riconfermare di aver speso bene i 97 euro del mio fornello a parabola:

Grande anche la soddisfazione di vedere che anche i forni costruiti con materiali di recupero, svolgono egregiamente il loro compito.
Come quello di Raffaelangela:
E quello di Marco:

Ho imparato molto oggi. Sui tempi di cottura e su alcuni dettagli tecnici che si scoprono solo sul campo, come la condensa che si forma all'interno del mio forno durante la cottura. O altri aspetti che potrò tentare di correggere più avanti.

Resta il piacere, e l'orgoglio, di aver vissuto una bellissima esperienza. Da ripetere? Non lo so. Di sicuro da ricordare.

Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 30 Giugno 2013