05 febbraio 2014

Lavoro Nero = Buco Nero. Oggi il twitter storm #NoLavoroNero

Buco Nero artistico (NASA/Dana Berry/SkyWorks Digital)
Io immagino il lavoro nero come un buco nero che cattura chi si avvicina e gli impedisce di fuggire, una voragine nella quale si verifica la totale scomparsa dei diritti fondamentali dei lavoratori e delle persone, attirati in maniera irresistibile dalla necessità di occupazione.
Un campo di forze che impedisce anche solo di pensare al progresso e all'innovazione.
Una zona nella quale scompare anche la luce e si nasconde l'evasione fiscale.
Una barriera gravitazionale che impedisce il benessere economico e sociale dello spazio circostante.
Una regione dello spazio-tempo che che spinge al ribasso i salari e non garantisce alcuna sicurezza.
In altre parole, il lavoro nero è un potentissimo fattore di sottosviluppo che incrementa le differenze sociali e lo sfruttamento delle persone.

Per queste ragioni partecipo con convinzione alla twitter storm che sarà attiva oggi dalle 8:00 alle 20:00 con hashtag: #NoLavoroNero

A Cagliari nel Novembre del 2011 è stata siglata una convenzione tra enti locali, centrali cooperative e sindacati al fine di impedire l’uso di lavoro nero negli appalti. La convenzione è stata fatta propria dal Comune di Cagliari con una deliberazione del Settembre del 2012.

Oggi il Comune di Cagliari avvia una campagna informativa contro il lavoro nero, proprio a partire dalle concessioni comunali.

Così, in attesa di sapere se Cagliari sarà scelta come Capitale Europea della Cultura 2019, l'idea è far diventare Cagliari la capitale del lavoro dignitoso. Perché la prima cultura che deve albergare in una città è quella dei diritti.

Lo spunto per questi miei ragionamenti lo devo ai Consiglieri Comunali Enrico Lobina, Giovanni Dore, Davide Carta, Sergio Mascia, i quali hanno presentato un'interrogazione al Sindaco di Cagliari in merito al lavoro nero.

Il mio augurio è di occuparci di questi temi solo parlando al passato.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 5 Febbraio 2014.


Premesso:
- che è intendimento dell'amministrazione comunale eliminare l'uso di manodopera in condizioni illegali in nero da parte di soggetti titolari di concessioni comunali;
- che abbiamo la ragionevole convinzione che questo tipo di manodopera venga utilizzata nel contesto cagliaritano e riteniamo necessario eliminare tale fenomeno, con un'azione per il suo contrasto;
- che riteniamo opportuno prevedere un sistema di sanzioni per i soggetti beneficiari di concessioni demaniali, concessioni per l'utilizzo di suolo pubblico o concessioni di altro tipo che non osservino le norme relative al loro rapporto con i soggetti istituzionali di riferimento, particolarmente quelle riguardanti i loro dipendenti;
- che è possibile prevedere la violazione di tali norme, come causa “interruttiva”della concessione stessa, con la sua revoca, sia con riferimento ai principi comunitari (sulla violazione della concorrenza, rispetto ai soggetti che assumono regolarmente tutti gli oneri di legge; nonché sulla tutela del lavoro) sia con le norme di garanzia per i prestatori d'opera previste dall'ordinamento giuridico nazionale, riguardanti particolarmente la loro sicurezza e giusta retribuzione, sia come causa del prevedibile conseguente venire meno dei necessari standard qualitativi delle prestazioni ai cittadini;
- che il 30 novembre 2011 è stato firmato a Cagliari, dalla Direzione Territoriale del Lavoro, INPS, Provincia di Cagliari, Provincia del Medio Campidano, Confcooperative Cagliari, Legacoop Cagliari, Legacoop Sulcis Iglesiente, CGIL e CISL, un “Protocollo d’intesa in materia di appalti pubblici”, diretto a impedire il rischio che il lavoro irregolare, precario e sottopagato nel settore degli appalti e delle concessioni di servizi pubblici sia frequente o addirittura strutturale;
- che il Comune di Cagliari, con deliberazione n. 187 del 28 settembre 2012, ha recepito i contenuti del protocollo d’intesa in materia di appalti pubblici in parola.

Considerato che l'osservanza delle disposizioni di legge sulla materia in questione deve essere garantita tanto con una specifica azione di controllo da parte dell'Amministrazione comunale quanto con una pubblica responsabilizzazione dei lavoratori interessati.

Tutto ciò premesso e considerato si impegnano il Sindaco e la Giunta
a emanare norme specifiche, con deliberazione di giunta, con disposizioni che riprendano contenuto e spirito di quelle approvate con deliberazione n. 187 del 28 settembre 2012 e riguardino le concessioni
ad attribuire una specifica competenza a una struttura dell'Amministrazione per un controllo immediato, e poi periodico, del rispetto delle norme sulla tutela dei rapporti e delle condizioni di lavoro da parte dei concessionari di servizi e beni comunali;
a dare adeguata pubblicità e informazione specifica ai lavoratori dipendenti delle concessioni in questione, con una campagna comunicativa, della volontà regolarizzatrice della Amministrazione comunale;
a disporre la revoca delle concessioni nei casi di abituale violazione delle disposizioni sulla tutela dei lavoratori, ammettendo una regolarizzazione in proposito solo nei casi di minime infrazioni.

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