10 settembre 2014

Andrea Mameli: “Vi racconto come vivo la scienza” (paroleacolori.com 10 Settembre 2014)


Andrea Mameli, laureato in Fisica all’università di Cagliari, è un giornalista free-lance, esperto di comunicazione scientifica. Nell’intervista ci racconta un modo di vivere la scienza ad ampio raggio, basato sulla divulgazione attraverso il suo blog, Linguaggio macchina. Perché l’informazione on-line può affiancare quella su quotidiani e riviste per raggiungere un pubblico sempre più ampio.

Come nasce la passione per la scrittura e l’idea del blog?
Ho capito che mi piaceva scrivere a 15/16 anni, dopo aver letto molto e dopo aver provato l’emozione di pubblicare qualcosa di mio. Ma la conferma definitiva l’ho avuta nel 1994, quando mandai un articolo al quotidiano di Cagliari, L’Unione Sarda, e fu pubblicato nella pagina della cultura. Da allora ho scritto per periodici e quotidiani e nel 1997, dopo aver avuto a che fare con il web a partire dal 1994 (dopo aver fatto l’Html-lista a Video On Line e dopo aver insegnato Html in corsi di formazione e all’Università di Cagliari) ho avuto l’idea di aprire un blog. Avevo appena finito di frequentare il Master in Comunicazione della scienza (alla Sissa di Trieste) e la tematica non poteva essere che quella: Scienza e Tecnologia. Il blog l’ho alimentato prima sporadicamente, ma da alcuni anni pubblico grossomodo un post al giorno. Per la cronaca, pochi giorni fa ha raggiunto il mezzo milione di visualizzazioni (oggi siamo a 505.146), per 2178 post pubblicati fino a ieri. E nelle classifica e-Buzzing dei blog di scienza, in lingua italiana, è ventesimo (negli ultimi tre anni stabilmente nei primi cinquanta).
Il titolo, “Linguaggio macchina”, si deve a qualcosa di particolare?
Due cose mi affascinano in modo particolare: i nomi delle cose e la storia della scienza (e della tecnologia). Mi piace il nome “Linguaggio Macchina”, attribuito al linguaggio in cui sono scritti i programmi eseguibili per computer, una sorta di esperanto al livello più vicino al calcolatore. Quindi più lontano dall’umano, rispetto a ogni altra forma di comunicazione. Questo nome racchiude quel sogno universale del dar vita a qualcosa di artificiale. E del dialogare con le cose: è quel grido strozzato in gola («Perché non parli!?») che a mio avviso è tanto dell’artista quanto di chi, con la tecnologia, forgia oggetti che fanno qualcosa.
Quali sono i tuoi obiettivi?
Non ho nessuna pretesa di fornire informazioni scientifiche e tecnologiche complete su un ampio orizzonte dello scibile umano. Quello a cui aspiro, invece, è di appagare le mie curiosità, raccogliendo notizie e cercando di raccontarle a parole mie e usando, laddove possibile, immagini mie. Il mio concetto di blog ha a che fare con la visione originaria: quella del diario da condividere. Diciamo che la linea editoriale coincide con la mia curiosità. Non a caso i post dei blog si intrecciano bene, secondo me, con i social media: c’è un rilancio reciproco tra Linguaggio macchina e il profilo twitter @linguaggiomacc e a volte anche il mio profilo Facebook.


[INTERVISTA COMPLETA: http://paroleacolori.com/andrea-mameli-vi-racconto-come-vivo-la-scienza/]

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