30 ottobre 2014

Osservare e immortalare i movimenti umani a New York: Maria Antonietta Mameli "Human Observations Grand Central Station, Continued"

L'introduzione della ferrovia e la nascita delle stazioni nelle città sono alcuni degli elementi più importanti nell'evoluzione culturale umana. Segnano infatti il passaggio a una dimensione collettiva del trasporto su terraferma di persone e cose, anche su grandi distanze.
Ecco perché ritengo è sensato (e bello) ricordare la nascita delle stazioni, come stanno facendo a New York, con la Grand Central, inaugurata il 2 Febbraio 1913.
I festeggiamenti sono lunghi e coinvolgono svariate forme espressive. In questo contesto ieri, 29 Ottobre 2014, è stata inaugurata un'esibizione delle opere di Maria Antonietta Mameli alla Italian Academy di New York
Maria Antonietta Mameli osserva e fotografa da anni il movimento umano all'interno di questa immensa e colorata stazione situata nel cuore di Manhattan, tra la 42_sima strada e la Park Avenue.

Le dieci fotografie di Maria Antonietta, prese con una Leica M6, rendono poetico il movimento della folla e illuminano i volti degli sconosciuti, strappando quei corpi sfuggenti alla confusione che li circonda.
Se posso avanzare un parallelo con un progetto musicale non può che tornarmi in mente Music for Airports di Brian Eno (1978). Quanto vorrei essere a New York adesso, per ammirare queste opere, per riabbracciare Maria Antonietta e per visitare la maestosa Gran Central.

La mostra è curata da Renato Miracco in collaborazione con la gallieria Bruce Silverstein, il Circolo Shardana USA e Melchionna Gandolfo, LLP.

Andrea Mameli, Linguaggio Macchina, 30 Ottobre 2014

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