09 agosto 2014

CoderDojo Cagliari al Festival delle arti del Gerrei.


COMUNICATO STAMPA 

Festival delle arti del Gerrei

BISU DE UNA NOTI DE MESU ESTADI

09 agosto – 4 settembre 2014

Ballao, Sant'Andrea Frius, Villasalto (CA) 

Edizione numero sei per il Festival delle Arti del Gerrei: 
un mese di arte, teatro, cinema, laboratori e mostre
Sabato 9 agosto primo appuntamento con lo spettacolo di teatro e scienza firmato da Pietro Olla 

Prende il via oggi, Sabato 9 Agosto nella piazza delle Feste di Ballao "Bisu de una noti de mesu estadi", Festival organizzato da L'Aquilone di Viviana che coinvolgerà fino al 4 settembre i tre comuni del Gerrei Ballao, Sant'Andrea Frius e Villasalto.
Il Festival, che ha visto la sua prima edizione nel 2006, si propone come un percorso culturale itinerante all'interno di un territorio suggestivo e dalla forte identità, ma isolato ed economicamente svantaggiato, con l'obiettivo di favorire l'interazione artistica e culturale della sua comunità. Nella sesta edizione, "Bisu de una noti de mesu estadi" offrirà una riflessione sui temi di sostenibilità, scienza e tecnologia attraverso laboratori, cinema, spettacoli e arte. Ampio spazio sarà dedicato ad attività che coinvolgeranno direttamente gli abitanti dei tre comuni con laboratori per bambini e ragazzi.
 
TEATRO-SCIENZA
Il calendario del Festival si aprirà sabato 9 agosto a Ballao alle 22 con la sezione Teatro-Scienza: in scena "Prof. Pietrosky e il coniglio nel cappello", spettacolo del cagliaritano Pietro Olla, laureato in ingegneria elettronica e professionista del circo dal 2002 (repliche a Sant'Andrea Frius e Villasalto). 
Per la stessa sezione due settimane dopo, il 27 agosto sempre alle 22, Laura Bifulco del Comitato Scienza Società Scienza presenterà al pubblico di Villasalto il Festival Scienza, che si svolge a Cagliari dal 2008.
Ancora il 27 agosto a Villasalto il fisico Ramon Pilia presenterà "Fisica e musica... così lontano... così vicino" per dimostrare che scienza e arte possono essere aspetti diversi di una stessa passione. Gli appuntamenti di Teatro-scienza prevedono esperimenti dal vivo e partecipazione del pubblico con l'obiettivo di stimolare l'interesse per la scienza attraverso l'esperienza teatrale. 

TEATRO DI STRADA E CIRCO
Grande spazio a teatro di strada e circo: la compagnia dei Lanchilonghi in arrivo da Olbia porterà in scena "Ratataplan", un suggestivo mix tra immaginario felliniano, commedia dell’Arte e teatro burlesco. I giovani artisti dei Lanchilonghi sono musicisti, danzatori sui trampoli, equilibristi, giocolieri, attori e clown: l'appuntamento è per il 24 agosto a Sant'Andrea Frius. 
Gli artisti del Teatro Circo Maccus proporranno a Sant'Andrea Frius il 4 settembre, ultimo giorno del Festival, una rivisitazione del circo tradizionale in chiave comica con un tocco di glamour e romanticismo alternandosi nei vari ruoli circensi più classici: il domatore di pulci, la ballerina sul filo, il lanciatore di coltelli, l’uomo cannone, i giocolieri del fuoco, i pagliacci burloni. 
In scena in prima assoluta anche la Compagnia dei ragazzini del Gerrei che il 24 agosto a Sant'Andrea Frius e il 29 a Villasalto presenterà l'esito scenico dei laboratori di giocoleria. 


LABORATORI
Da luglio a settembre Sant'Andrea Frius e Villasalto ospitano i laboratori di giocoleria con l'artista circense Adoliere. 
In tutti e tre i comuni verranno proposti nel mese di settembre i laboratori di creatività informatica  e programmazione giocosa CoderDojo per bambini e ragazzi, curati da LinguaggioMacchina, Sardiniaweb e Sardus Sapiens.

CINEMA E MOSTRE
Nel programma anche un appuntamento con il cinema (Villasalto, 28 agosto) con la proiezione di un estratto da "Capo e Croce, le ragioni dei pastori" di Marco Antonio Pani e Paolo Carboni, documentario che racconta il mondo agro-pastorale della Sardegna attraverso le lotte portate avanti dal Movimento dei Pastori Sardi nel 2010. 
Nei tre paesi sarà visitabile inoltre la mostra itinerante InterGENERazioni, parole e immagini per riflettere su stereotipi di genere, violenza e femminicidio. È stata finanziata dalla Commissione Pari Opportunità della Provincia di Cagliari e realizzata dalle Associazioni Genti de Mesu, Entulas e Malince onlus con la collaborazione della soc. coop. L'Aquilone di Viviana. 

Per il terzo anno consecutivo il pubblico del Gerrei si calerà nelle vesti del critico recensendo ogni appuntamento sulla pagina facebook Festival delle Arti del Gerrei, dove saranno pubblicati contributi e fotografie. 


L'AQUILONE DI VIVIANA
La Società Cooperativa L'Aquilone di Viviana è attiva dal 2001 nella produzione e distribuzione di spettacoli e nella pedagogia teatrale ed interculturale. Da oltre dieci anni lavora nel Gerrei e dal 2006 organizza il Festival “Bisu de una noti de mesu estadi”, che si è sviluppato negli anni attraverso una programmazione culturale ricca e continuativa, coinvolgendo nel tempo artisti locali accanto ad artisti di fama nazionale e internazionale come Cesar Brie, Andrea Cosentino e Oscar De Summa. 
Dal 2012 il Festival è stato declinato attraverso alcuni temi conduttori quali la sostenibilità,  l’intercultura, la scienza e la tecnologia. 

La partecipazione a tutti gli appuntamenti è gratuita. 


Il Festival delle arti del Gerrei è organizzato dalla Soc Coop. L'Aquilone di Viviana 
con la direzione artistica di Ilaria Nina Zedda
in collaborazione con i comuni di Ballao, Sant'Andrea Frius e Villasalto 
e con il sostegno della Provincia di Cagliari.

 

05 agosto 2014

Concordia, da Cagliari le sentinelle dell'ambiente

C'era anche un pezzo di Sardegna sulla Concordia. Erano i ricercatori dell'università di Cagliari guidati dal professor Marco Schintu, chiamati dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) a fornire un contributo di rilievo alle operazioni di monitoraggio ambientale. 
Schintu, che insegna Igiene all'Università di Cagliari, dove è anche responsabile del Laboratorio di Igiene Ambientale del Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Clinica e Molecolare, ha seguito la sfortunata nave fino a Genova.
Professore com'è nata questa collaborazione scientifica?
«Da circa un decennio ci occupiamo, a livello internazionale, di monitoraggio passivo dei contaminanti nell'acqua. Questo prevede l'esposizione nell'ambiente di opportune membrane e resine che accumulano i contaminanti, i quali vengono poi misurati in laboratorio. In questo modo si abbattono i costi legati al tradizionale prelievo dei campioni, si possono misurare anche concentrazioni bassissime e si ottiene una più attendibile valutazione dell'esposizione degli organismi a sostanze pericolose.»
Cosa avete realizzato?
«Al Giglio da due anni posizioniamo i campionatori nella zona del naufragio, integrando i nostri risultati con quelli prodotti dai biologi marini di Ispra. Abbiamo già pubblicato i risultati di ricerche analoghe in alcune aree marine protette della Sardegna.»
Che tipo di misure avete effettuato e quali analisi state eseguendo?
«Misuriamo nell'acqua metalli pesanti e contaminanti organici (ad esempio idrocarburi policiclici aromatici, PCB), inclusi plastificanti, ritardanti di fiamma, residui di farmaci e più in generale interferenti endocrini. La tecnica usata per monitorare l'inquinamento marino durante il trasferimento della Concordia a Genova è fortemente innovativa ed è la prima volta in assoluto che un vasto tratto di mare viene monitorato facendo trascinare a una nave priva di motori inquinanti dei campionatori passivi. Tentativi analoghi erano stati fatti precedentemente, cinque anni fa, da una spedizione norvegese nel Pacifico (Balsa raft) e durante il dragaggio di un porto nel mare del Nord.»
Da chi è composto il vostro gruppo di ricerca?
«Questo lavoro viene portato avanti grazie all'entusiasmo e alla passione di un pugno di assegnisti di ricerca, che formano un piccolo gruppo all'avanguardia in campo internazionale nell'utilizzo di queste tecniche di analisi. Ricercatori di grande competenza che nell'attuale panorama rischiano di essere un patrimonio di competenze perso.»
Andrea Mameli (L’Unione Sarda, Cronaca Italiana, Pagina 12, 5 Agosto 2014)

04 agosto 2014

Li-Fi: verso una Internet della luce? Le sperimentazioni di Raniero Pani a Cagliari

Light Fidelty, trasmissione dati basata sulla modulazione della luce emessa dai Led, una delle frontiere dell'innovazione. Linguaggio Macchina ne ha parlato con Raniero Pani, autore di un articolo per LEDIN.IT (Luglio 2014) e diretto sperimentatore di questa tecnologia. Dopo una prova disturbata dal maltempo sabato sera a Marina Piccola (qui un breve resoconto nel suo blog) Raniero sta ipotizzando una nuova sperimentazione della tecnologia LiFi al Museo Archeologico di Cagliari.
Raniero, in che modo hai iniziato a interessarti alla tecnologia LiFi?
«Mi occupo di illuminazione da ormai vent'anni e da dieci seguo l'evoluzione dei led; in particolare seguo la tecnologia LiFi dal luglio del 2011. Voglio sperimentare in prima persona, ora che la tecnologia LiFi è matura per le prime applicazioni. Siamo ancora in pochi a parlare e sperimentare il LiFi e sono orgoglioso di essere fra i primi a utilizzare la tecnologia in Italia e il primo in Sardegna.»
In che modo pensi di applicare questa tecnologia?
«Ho in mente due ambiti: museale e turistico. Con la fondazione Nurnet stiamo studiando soluzioni Lifi all'aperto con sistemi autonomi, quindi senza bisogno di infrastrutture elettriche e di antenne WiFi. Ho pronte tre applicazioni: una mi fornisce dati su una mappa, del tipo "io sono qui". Un'altra mi fa vedere immagini e testi correlati. Una terza mostra video.»
Come funziona?
«Il protocollo di trasmissione standardizzato a livello internazionale dalla Norma IEEE 802.15, disciplina le modalità tecniche del sistema. Si possono trasferire facilmente informazioni da un dispositivo LiFi - trasmettitore - a dei dispositivi ricevitori, come telefonini o tablet; questo trasferimento avviene sfruttando l'alta velocità di commutazione on-off delle lampade Led senza che i nostri occhi se ne accorgano, in quanto la variazione avviene in miliardesimi di secondo. Nella mia ipotesi di sperimentazione del sistema al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari possiamo posizionare tre led ognuno vicino a uno dei giganti di Monte Prama; in questo modo se puntiamo il tablet LiFi verso un Gigante vedrò nel display un'immagine o un video, a seconda dell'applicazione selezionata nel corso della visita.»
Vantaggi rispetto al WiFi?
«Maggiore è la velocità di commutazione on-off, maggiore sarà la possibilità di trasmettere bit; attualmente si opera con modulabilità intorno al GigaHertz: circa dieci volte superiore alle reti WiFi. Un ulteriore vantaggio è la direzionalità dell'emissione Led: possiamo indirizzare i dati solo nelle zone raggiunte dalla luce e lasciare senza dati le altre. Infine si può utilizzare la stessa luce necessaria per illuminare un ambiente e per trasmettere immagini relative a una scena connessa con quelle immagini.»
In che cosa consisterebbe la sperimentazione da condurre nel Museo Archeologico?
«La sperimentazione al museo archeologico potrà consistere nel sistemare i miei tre punti di illuminazione led in luoghi da convenire essendo dotati di agganci a molletta. Questo sistema è un ausilio alla fruizione multimediale del museo e delle opere d'arte presenti nella città di Cagliari e non sostituisce né la guida turistica né la guida museale. Inoltre quando il museo è chiuso il turista all'esterno potrebbe fruire di contenuti multimediali. Questo può valere anche all'interno del museo, con contenuti multimediali in lingue che la guida potrebbe non conoscere, come il russo o il cinese ad esempio.»

In merito a eventuali altri utilizzi di questa tecnologia, nell'articolo per LedIn.it Pani spiega che "le applicazioni ipotizzabili sono veramente tante, anche le più fantascientifiche; dalle informazioni per tutti inviate attraverso l'illuminazione stradale o come ipotizza uno dei padri della cultura LiFi, il Prof. Haas dell'Università di Edimburgo, in un vicino domani le automobili potranno ricevere informazioni dai led installati nei lampioni e dagli apparati semaforici, con scambio reciproco di dati, creando una vera e propria rete LiFi".

Linguaggio Macchina continuerà a seguire le prossime sperimentazioni di Raniero Pani. Per il momento: in bocca al lupo!

Andrea Mameli 
Blog Linguaggio Macchina
4 Agosto 2014







03 agosto 2014

Le missioni spaziali nella cameretta. Cosa può fare un papà ignegnoso, con Raspberry Pi e Arduino...

Ci sono papà che costruiscono archi, frecce e innumerevoli altre cose per i loro figli, altri organizzano viaggi, altri sviluppano app. Jeff Highsmith per il figlio di 4 anni ha costruito una piccola astronave. Ma non si tratta di una casetta a forma di nave spaziale. No, si tratta di un simulatore pieno di minuziose riproduzioni dei pannelli di controllo, complete di generatori di suoni originali delle missioni Apollo (scaricati da freesound.org). C'è un joystick che controlla luci e suoni dei propulsori. C'è il braccio robotico azionabile a distanza. C'è la connessione con il sistema di trasporto pneumatico, realizzato in precedenza in casa Highsmith. E c'è il pannello di controllo dei sistemi di allarme: "C&WS” (Caution and Warning System) del quale Jeff Highsmith è particolarmente orgoglioso per la somiglianza con quello originale delle missioni Apollo spacecraft. 
E pensare che tutto è partito dalla necessità di costruire un banco per fare i compiti a casa per l'altro figlio...
Jeff Highsmith nel suo blog si definisce uno che ama fare cose (e aggiunge: "Il mezzo non è importante, e mi piace rubacchiare materiali e costruire con quello che trovo"). Dietro questo complesso giocattolo ci sono competenze tecniche (tutto è controllato da schede Raspberry Pi e Arduino), tempo libero e una grande voglia di fare con le proprie mani.
Il video seguente illustra molto bene l'opera di Highsmith:



Jeff Highsmith ha raccontato la sua impresa su makezine.com il 26 Giugno: Making Fun: Kid’s Room Spacecraft (da cui sono tratte queste foto)



"I love to make things. The medium isn't important, and I enjoy scrounging for materials and making do with what's at hand."
Jeff Highsmith