04 gennaio 2015

Marte: evidenze fossili di vita microbiologica

Evidenze fossili, con significatività statistica molto elevata, di una passata vita microbiologica su Marte. In altre parole: tracce di vita su pianeta rosso. Sono contenute in uno studio pubblicato pochi giorni fa sulla rivista International Journal of Aeronautical and Space Sciences e firmato da Giorgio Bianciardi (Università di Siena), Vincenzo Rizzo (CNR), Nicola Cantasano (CNR).
Giorgio Bianciardi
Linguaggio Macchina ha interpellato Giorgio Bianciardi (medico, biologo e vicepresidente dell’Unione Astrofili Italiani, docente di astrobiologia e microbiologia all'Università di Siena).
Che tipo di ricerca avete condotto?
«Abbiamo effettuato un’analisi delle foto scattate su Marte negli ultimi 10 anni dal robot Rover Opportunity a livello microscopico e loro comparazione con le microbialiti e stromatoliti terrestri misurate allo stesso ingrandimento e risoluzione del rover marziano. Microbialiti e stromatoliti sono concrezioni minerali costruite da organismi unicellulari e alghe, che si trovano in diversi punti della Terra. Poi abbiamo effettuato analisi di tipo frattale, le stesse che utilizzo da più di un decennio in ricerche biomediche, cancro e aterosclerosi in particolare: modelli caotici dei sistemi biologici. In modo analogo a quello che feci nel 2012: lo studio della presenza di vita microbica analizzando i gas rilasciati negli esperimenti biologici dei Viking su Marte. Ma questa volta analizzando le forme e non i segnali come allora.»
Che risultati avete ottenuto?
«L'analisi degli indici frattali di misurazione delle forme che si evidenziano nelle foto microscopiche delle rocce marziane portano a una perfetta identità Marte/Terra (p<0.004). In Eagle crater, Meridiani Planum, all’equatore di Marte, esistevano, in tempi che si misurano in miliardi di anni, colonie di microorganismi unicellulari. Inoltre, anche se nell'articolo non l'ho scritto, tutta questa somiglianza con le microbialiti terrestri sembrano portare anche a probabili evidenze di una "contaminazione" interplanetaria, Terra-Marte o viceversa, originatasi miliardi di anni fa.»  
Con i dati provenienti dalle sonde che ispezionano Marte si ha possibilità di effettuare studi a costo molto basso? «È proprio quello che abbiamo fatto noi, Vincenzo come geologo ha cercato tra le immagini, io come biologo ho potuto impostare il Lavoro e usare i "miei" indici di misurazione della forma (complessità delle forme, loro sinuosità, loro dimensione minima e massima, ecc.) per un totale di 8 indici diversi, analizzando 40.000 microstrutture, sulla Terra e su Marte) Ma molto altro certo si potrebbe fare. Sottolinerei che la NASA, con tutti i suoi difetti, tipo andare con i piedi di piombo, e non voler vedere i risultati che loro stessi ottengono, mi riferisco ai dati che hanno in mano su vita su Marte dai tempi dei Viking, mette a disposizione di tutti i loro dati, gran parte di sicuro, specie le immagini. Certo lo fanno perchè sanno che è un modo perchè il contribuente americano continui a dire ai loro politici di finanziare la NASA, ma l'ESA invece è mooolto più restia. Vedi quel che sta succedendo con la cometa e la sonda europea atterrata. Inseriscono poche foto alla settimana. La NASA ha interi archivi di decine di migliaia di foto via via che vengono prodotte dai loro orbiter e dai loro rover. E dopo qualche mese anche una caterva di dati scientifici di misurazione.»  

Andrea Mameli Linguaggio Macchina,  4 Gennaio 2015
 
Microscopic Imager acquired on Opportunity's mission to Meridiani Planum at approximately 15:24:36 Mars local solar time. NASA/JPL/Cornell/USGS
Opportunity Rover’s image analysis: Microbialites on Mars? [International Journal of Aeronautical and Space Sciences 15(4), 419–433 (2014). DOI:10.5139/IJASS.2014.15.4.419

Esplorando la fascia abitabile. Intervista a Giorgio Bianciardi, astrobiologo Linguaggio Macchina, 11/3/2012


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