29 marzo 2015

Osservando iceberg e ghiacciai. Uno studio pubblicato su Nature Communication il 24 Marzo 2015

Siamo abituati a vedere il mare, dall'esterno, come un oggetto a due dimensioni. La terza dimensione è evidente, immersioni a parte, nel caso del ghiaccio. E nel caso degli iceberg la sensazione è accresciuta dalle dimensioni, anche se in realà non tutti sono giganteschi. Alcuni sono alti 100 metri sopra il pelo dell'acqua, alcune centinaia sotto, e si estendono per chilometri. Sono i cosiddetti Tabular Iceberg e al loro interno si formano delle sacche di mare aperto chiamate  polynya (termine di origine russa che significa aperto o vuoto) che offrono riparo a foche e pinguini.
In uno studio pubblicato su Nature Communication il 24 Marzo 2015 (Glacial ice and atmospheric forcing on the Mertz Glacier Polynya over the past 250 years), un gruppo di ricercatori francesi e canadesi ha riportato i risultati di un lungo monitoraggio del ghiacciaio Mertz effettuato su campioni di sedimenti prelevati dal fondo del mare nella zone protetta. Inoltre sono stati analizzati indicatori climatici come il contenuto di titanio. Osservando quali di plancton hanno dominato la regione in un periodo particolare i ricercatori hanno ricavato elementi importanti della storia del ghiacciaio. Se il sedimento è dominato da specie che vivono in mare aperto poi si può dedurre che vi era qualche polynya e quindi una lingua del ghiacciaio Mertz si è estesa verso nord. Se invece il sedimento è dominato da specie che vivono nel ghiaccio marino significa che la polynya e la lingua del ghiacciaio erano assenti.
La scoperta più rilevante è questa: ogni 70 anni la polynya del ghiacciaio Mertz scompare per alcuni anni. Ora, dato che il ghiacciaio avanza di circa un chilometro all'anno, significa che ogni anno si formano uno o più super iceberg lunghi decine di chilometri.

Su questo tema è molto interessante seguire il monitoraggio satellitare dei ghiacciai: From a Glacier's Perspective


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 29/3/2015


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