05 aprile 2015

Dinosauri a Masullas. Una mostra stimolante, anche prima di visitarla.

Come prepararsi a visitare una mostra intitolata "Alla conquista del cielo, il volo: dai dinosauri a... Leonardo"? Ma leggendo un articolo sulla transizione Dinosauri-Uccellii, no?

L'articolo - Gradual Assembly of Avian Body Plan Culminated in Rapid Rates of Evolution across the Dinosaur-Bird Transition (Stephen L. Brusatte, Graeme T. Lloyd, Steve C. Wang, Mark A. Norell) - è stato pubblicato il 20 Ottobre 2014 su Current Biology.
A quanto pare gli antenati degli uccelli iniziarono a mostrare le prime caratteristiche aviarie a partire da 230 milioni di anni fa. Quasi contemporaneamente alla comparsa dei dinosauri. Questa ricerca è importante non solo perché ha permesso di retrodatare l’evoluzione degli uccelli, ma anche per aver messo in luce il ruolo di penne e piume: strutture altamente specializzate e di fondamentale importanza per il volo.
Il favoloso Archaeopteryx, che fino a vent'anni fa era ritenuto il protagonista del transizione Dinosauri-Uccelli, ora è solo uno dei tanti. Ciò non diminuisce il fascino per queste ricerche, anzi: siamo solo all'inizio.
"La linea evolutiva che ha portato agli attuali uccelli - ha scritto Daniele Paulis su Pikaia il 13 Ottobre 2014 - presenta una velocità di evoluzione molto maggiore rispetto alla media degli altri teropodi".
Oggi del Cambriano. Fonte: Nature.
La novità evolutiva rappresentata dalla capacità di volare portò a una rapidissima diversificazione di specie.
Forse, fatte le debite proporzioni, è qualcosa di analogo alla conquista della vista da parte dei primi predatori marini espressa nella teoria dell’interruttore della luce (light switch theory). In questo caso sappiamo che 540 milioni di anni fa un trilobita sviluppò occhi in grado di formare immagini.
Lo sappiamo grazie ai fossili di Burgess Shale (le argilliti di Burgess, nelle Montagne Rocciose del Canada), per i quali il salto evolutivo (la cosiddetta esplosione del Cambriano, durata 5 milioni di anni) è ampiamente documentato: si svilupparono nuovi comportamenti, mimetismo, corazze, armi di difesa, nuovi piani anatomici.
La spiegzione più convincente della vista come detonatore dell'Esplosione Cambriana la dobbiamo a Andrew Parker, attualmente Research Leader al The Natural History Museum (Londra), autore del libro In un batter d'occhio (Zanichelli).
Scoperto occhio del Cambriano (mezzo milione di anni fa): era in un museo. Nature, 30 Giugno 2011 (Linguaggio Macchina, 1 Luglio 2011).
Occhi di Anomalocaris: chiave evolutiva per l'Esplosione Cambriana? (Linguaggio Macchina, 23 Dicembre 2011).

Ma perché sappiamo così tanto dei trilobiti del Cambriano e così poco degli avi degli uccelli?
Secondo me la differenza risiede proprio negli ambienti in cui abitavano. I trilobiti del Cambriano vivevano tra acqua, fango e sabbia e spesso sono stati sepolti molto rapidamente. Le particolari condizioni di alcuni siti Cambriani hanno garantito un livello di conservazione ottimale: spesso si sono conservate anche le parti molli. Gli esseri volanti, invece, potevano andare a morire ovunque, con meno probabilità di venire coperti da fango e terra. Chissà se è andata davvero così.

La mostra di Masullas è stimolante anche perché evoca le macchine volanti di Leonardo e l'ispirazione che deriva dall'osservazione degli uccelli. Ovviamente non vi è una connessione diretta con i dinosauri, dato che Leonardo non li conosceva (ma conosceva i fossili e fu probabilmente il primo a capire che si trattava dei resti pietrificati di organismi vissuti molto tempo prima).
Nel 1505 Leonardo compilò il Codice del volo degli uccelli: una metodica analisi sul volo che conduce alla progettazione delle sue celebri macchine volanti.

Le esposizioni di scienze naturali possono svolgere una fondamentale funzione divulgativa, offrendo al visitatore piccole ma preziose finestrelle sul mondo attuale e passato. E non è retorico sottolineare che rivestono anche un ruolo educativo, dato che oltre a favorire un valido avvicinando alle tematiche scientifiche e ambientali le mostre possono anche costituire un modello per capire il tipo di lavoro che porta alle scoperte. Anche quando esse sono, per così dire, casuali. O per meglio serendipiche. E il punto debole, spesso, è proprio questo: non è per niente facile fornire una visione approfondita del lavoro che c'è dietro. Ma sicuramente non è questo lo scopo della mostra di Masullas. Anzi, vedo, già alcuni aspetti positivi, prima di visitarla. Innanzitutto portare mostre come questa in un luogo come Masullas (1129 abitanti al censimento del 2011) significa portare la cultura verso le persone. E la stessa esistenza del Museo Mineralogico e Paleontologico, allestito nel 2010 all'interno del secentesco convento dei Frati Cappuccini, è ai miei occhi appare come un fatto molto importante.
Poi quando ci sono di mezzo i dinosauri il successo è assicurato, come ho constatato di persona a Villanovaforru (Museo Sa Corona Arrubia) con la mostra allestita dal febbraio 2000 al gennaio 2001 e a Tuili (Sardegna in miniatura) nel 2006. Dinosauri e bambini, amicizia inossidabile.



E poi, in fondo, l'esistenza stessa di questo post dimostra che una mostra, come "Alla conquista del cielo", può essere estremamente stimolante.
Complimenti a chi l'ha organizzata.

Andrea Mameli 
blog Linguaggio Macchina 
5 Aprile 2015

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