21 luglio 2016

Medicina, giornali e social media. Appunti sparsi e link utili

Nel 2003 l'American Journal of Medicine ha pubblicato uno studio dal titolo Translation of highly promising basic science research into clinical applications in cui si mostrava la sorte di terapie o tecnologie mediche molto promettenti contenute in 101 articoli pubblicati fra il 1979 e il 1983 in 6 riviste scientifice internazionali: solo 5 prodotti farmaceutici sono arrivati al mercato. E solo un farmaco era ampiamente utilizzato al momento della pubblicazione della ricerca.

Nel 2014 l'Agenzia italiana del farmaco ha pubblicato Non ho nulla da perdere a provarlo. Cure “miracolose”: guida per il paziente (tradotta dall'originale del 2013 “I’ve Got Nothing To Lose By Trying It”, Sense About Science).

Nel sito partecipasalute.it ha reso disponibile il Generatore di Comunicati Stampa di ambito sanitario.
Il generatore si basa su un semplice assunto: i comunicati stampa sono uno degli strumenti più comuni attraverso cui i mass media ricevono le informazioni e il loro schema spesso si articola secondo uno schema dettato dalle regole del marketing. La struttura dei comunicati viene poi trasferita, spesso in modo acritico, all'articolo giornalistico o al materiale informativo che giunge infine al cittadino. I comunicati di questo genere si articolano tutti secondo uno medesimo schema:
1° ingigantire il problema affermando che tocca milioni di persone per lo più inconsapevoli;
2° suscitare timori inducendo a credere che i rischi siano gravi, soprattutto se non si interviene tempestivamente;
3° indurre asostenere esami e visite per creare potenziali malati/clienti;
4° banalizzare la soluzione, sostenendo che un nuovo prodotto è in grado di risolvere facilmente il problema.


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