15 settembre 2017

Cassini, il tuffo, il radiotelescopio sardo e l'ultimo scatto

Impact Site: Cassini's Final Image (jpl/nasa)
Oggi la sonda Cassini ha concluso il suo giro di 13 anni intorno a Saturno con un tuffo nel pianeta con gli anelli (qui accanto l'ultima foto scattata dalla sonda).
Grazie all'invito dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari (INAF) ho potuo assistere, nella sede sede di Selargius al collegamento con la sede ASI di Roma e quella del Jet Propulsion LAboratory (NASA) a Pasadena (California). Durante l'incontro sono intervenuti di Andrea Zanini (portavoce ASI), Nichi D'Amico (presidente INAF), Emilio Molinari (direttore OAC), Andrea Possenti (direttore vicario OAC), in un clima di soddisfazione e di ammirazione per il lavoro svolto dalla collaborazione internazionale.
La comunità scientifica ha ragione di felicitarsi per questi risultati: progettazione, esecuzione e raccolta di dati sono tutte imprese gigantesche. E ora che la nave spaziale Cassini è stata fagocitata da quegli splendidi anelli che ha fotografato per tanti anni, la sua enorme raccolta di dati su Saturno, la sua magnetosfera, gli anelli e le lune, continuerà a produrre nuove scoperte per decine d'anni.
Assistere, seppure a distanze astronomiche, a questo storico evento offre l'occasione per riflettere sulla grandezza della mente umana. Spece se si confronta una simile impresa con cose meno edificanti. O peggio distruttuve ("Il costo della missione Cassini equivale a 3, 4 giorni di guerra in Iraq”, Roberto Battiston, presidente ASI, agenzia spaziale italiana).
Lo scopo della missione Cassini-Huygens, frutto di una collaborazione tra NASA (National Aeronautics and Space Administration), ESA (European Space Agency) e ASI (Agenzia Spaziale Italiana), è lo studio di Saturno e del suo sistema di satelliti e anelli con particolare riguardo al satellite Titano, elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario e in particolare per la comprensione del più complesso tra i pianeti gassosi.
Tra l'altro il tuffo ha avuto luogo su Saturno e non sul suo satellite Titano per non violarne l'atmosfera, estremamente preziosa in quanto simile a quella della Terra circa 3 miliardi di anni fa.
Un aspetto per me molto rilevante, sottolineato da Nichi D'Amico, è che il radiotelescopio sardo da alcune settimane stava seguendo la sonda e ha raccolto una grande quantità di dati: "ora si apre una nuova era per SRT, dato che l'ASI ha intenzione di investire nell'osservatorio sardo come sta già facendo la Regione Autonoma della Sardegna".
Le operazioni di “tracking” della sonda Nasa-Esa-Asi Cassini dal Sardinia Deep Space Antenna (Sdsa), iniziate il primo settembre 2017, sono state possibili equipaggiando opportunamente il Sardinia Radio Telescope realizzato dall’Inaf (Istituto nazionale di astrofisica) in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, la Regione Autonoma della Sardegna e il Ministero dell’istruzione, università e ricerca. In questo modo a partire da gennaio 2018 il Sardinia Deep Space Antenna diventerà ufficialmente operativo nell’ambito del Deep Space Network della Nasa e fornirà servizi di comunicazione e navigazione anche per le sonde interplanetarie europee, in vista dell'esplorazione umana di Marte.





This unprocessed image of the Saturn system was taken by NASA's Cassini spacecraft on Sept. 13, 2017. It is among the last images Cassini will send back. Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institu



Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 15 Settembre 2017


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