02 marzo 2019

FameLab, divulgare la scienza in 3 minuti. Le finali di Catania, 28 febbraio 2019

Il 28 febbraio ho avuto l'onore di far parte della giuria del talent scientifico FameLab Italia.
Insieme a Daria Guidetti, ricercatrice all'Istituto di Radioastronomia INAF di Bologna, Salvatore Bordonaro (Dipartimento Agricoltura Università di Catania) e Alberto Conti (Radio Zammù).
Nell’aula magna del dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania si sono esibiliti i sette concorrenti, di età compresa fra 21 e 35 anni: Salvato Alaimo (con una presentazione dal titolo: "Medicina 2.0"), Giuseppe Castro ("Viaggio al centro dell'universo"), Lidia Trombello ("Un virus per la nostra esistenza"), Giacomo Torrisi  ("L'effetto fotovoltaico in breve"), Luisa Scuccess ("Un'antica divinità azteca"), Simone Valastro ("Energia Oscura"), Giuseppe Calaciura ("Cosa sceglie per noi").
La mia impressione complessiva è di grande inventiva e coraggio da parte di tutti i concorrenti, alcuni hanno anche dimostrato di saper sfruttare tutti gli strumenti a disposizione: voce, gestualità, controllo dello spazio e movimenti. E in alcuni casi anche l'uso di oggetti.
Ridurre tutto il messaggio in una comunicazione di 3 minuti impone uno sforzo di chiarezza e di sintesi non banale. Per questo ammiro la determinazione con cui i sette concorrenti hanno intrapreso questa sfida.
Per alcuni di loro era una delle prime volte che si mostravano così apertamente davanti al pubblico. Per tutti sarebbe necessario un ulteriore sforzo nella gestione della voce e nella ricerca di un tono più naturale e più "vicino" al pubblico. Mi è già capitato di avvertire questa sensazione con giovani aspiranti imprenditori, per i quali la voce evidentemente non era un aspetto cui dedicare attenzione.
Da anni sostengo che la capacità di parlare in pubblico andrebbe curata a partire dalla scuola dell'obbligo, perché a mio modo di vedere non è possibile che una persona si trovi per la prima volta nella sua vita a parlare in pubblico in occasione della discussione della tesi di laurea. Per questo ho apprezzato l'iniziativa del Minister della Pubblica Istruzione di siglare un protocollo con Ted Conference LLC per offrire agli studenti delle superiori la partecipazione a percorsi volti a migliorare la loro capacità argomentativa e quella di parlare (in italiano e in inglese).
Dopo le esibizioni dei concorrenti a me e a Daria Guidetti è stata offerta la possibilità di proporre un seminario di 30 minuti.
Daria, con l'aiuto di immagini e video, ha parlato di inquinamento spaziale e di radioastronomia. E ha mostrato come, a causa del completo disinteresse da parte di chi spediva razzi in cielo, lo spazio intorno alla Terra si sia riempito di spazzatura. Per fortuna ora (anche con l'aiuto di SRT) è possibile una raccolta differenziata.
Io ho parlato dell'importanza delle simulazioni nella ricerca scientifica della loro presunta sostenibilità. Il pubblico, composto da studenti di una scuola media di Catania e di alcune scuole superiori, a conclusione dei due interventi ha posto una serie di domande molto stimolanti. E, come spesso accade, da quelle domande ho imparato qualcosa!

Poi con la giuria abbiamo valutato la chiarezza espositiva, il carisma narrativo e la coerenza dei contenuti delle sette esibizioni.
  
Si è classificata prima Lidia Trombello, studentessa di Medicina e Chirurgia dell'Università di Catania, grazie alla forza del suo racconto sulla storia del virus che si è introdotto nel DNA umano generando una proteina che sostiene la vita e favorendo la fusione di cellule embrionali e materne. Al secondo posto Giacomo Torrisi, assegnista di ricerca al dipartimento di Fisica e Astronomia dell'Università di Catani, il quale ha portato in scena la storia di una particolare amicizia, quella tra il fotone e l’elettrone, grazie alla quale si attiva l’effetto fotovoltaico. 
I primi due (nella foto) accedono alla fase finale che si svolgerà a Maggio a Milano, preceduta, un mese prima, da una Masterclass che si terrà a Perugia. 


Al terzo posto Luisa Scucces, con una presentazione dedicata all'importanza delle cellule staminali. Tra i terzi classificati di tutta Italia potranno essere ripescati alcuni per sostituire eventuali abbandoni. Simone Valastro ha ricevuto il premio “My best talk” grazie alle preferenze del pubblico in sala.

In Italia l'organizzazione di FameLab è a cura di Psiquadro, in collaborazione con Il British Council Italia. L'incontro di Catania è stato condotto da Mauro Gemma, di Radio Zammù. Tutto è andato molto bene grazie alla meticolosa supervisione del fisico Salvo Mirabella, cui va la mia gratitudine per avermi invitato. 

Il format FameLab, ideato dal Cheltenham Festival, viene promosso a livello mondiale dal British Council in oltre trenta Paesi e localmente conta, come è stato fatto (brillantemente) a Catania, sull'iniziativa di gruppi che devono far funzionare una complessa macchina organizzativa. Il 28 febbraio tutto ha funzionato bene grazie alla lunga serie di organismi coinvolti: Università di Catania, INFN e Laboratori Nazionali del Sud, INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania, Istituto per la Microelettronica e i Microsistemi del CNR, il Piano Lauree scientifiche, il Centro siciliano di Fisica nucleare e Struttura della Materia, la Scuola Superiore di Catania, Young Minds Catania, Accademia italiana per la Promozione della Matematica, Radio Zammù, Zammù Tv.
Le foto che ho pubblicato sono di Santo Reito  (INFN), che ringrazio vivamente.


Linguaggio Macchina, 2 Marzo 2019

Nessun commento: