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Visualizzazione dei post con l'etichetta Giappone

Non tutte le Fukushima vengono per nuocere

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Il titolo è cinico, lo so, ma il senso è quello: il disastro di Fukushima (e il conseguente calo della produzione elettrica del 30%) ha costretto il Giappone a ridurre i consumi energetici . E le soluzioni adottate sono molteplici: è stato migliorato l'isolamento in edifici pubblici e civili abitazioni, nelle stazioni si sfrutta l'energia recuperata nei vagoni in frenata, i distributori automatici di biglietti, cibi e bevande riciclano il calore di scarto (e sono alimentati da pannelli fotovoltaici). Due giorni fa il quotidiano Japan News sottolineava anche il ruolo giocato della massiccia introduzione dei LED nell'illuminazione e riportava un calo dei consumi energetici , per l'anno fiscale ( conclusosi il 31 marzo) in otto dei primi nove mesi , dall' 1 a ll' 8 per cento . Hiroshi Amano (Nobel per la Fisica nel 2014, insieme a Isamu Akasaki e Shuji Nakamura, proprio “per l'invenzione di efficienti diodi emettitori di luce blu che ha sviluppato fon...

Claudia Casu, così spiego i culurgiones ai giapponesi (8 settembre 2014)

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Claudia Casu Potete chiamarla maestra di pasta e dolci sardi. O artista della cucina tradizionale. O missionaria del sardolicesimo. Ma lei, Claudia Casu, sassarese trapiantata a Tokyo, si definisce semplicemente insegnante di food design. E basta guardare le sue creazioni, su Instagram #sardegnacookingstudio o su Facebook “Sardegna Cooking Studio”, per capire quanto conti per Claudia lavorare nel campo del design e della comunicazione da circa vent'anni. I suoi sono autentici gioielli gastronomici, fedeli alla tradizione o reinterpretati con grande rispetto, che stanno facendo innamorare i giapponesi (e non solo loro). Alla base di tutto c'è il desiderio di mantenere viva la cultura culinaria sarda rispettando la stagionalità e tradizione dei piatti. E il rigore nel ricercare la freschezza e la località di quasi tutti gli ingredienti.   Che cosa insegna? «Cucina sarda tradizionale, in particolare pasta fresca, pane e dolci. Inoltre propongo spesso, e con grande successo, ...

Il fotografo e il medico. Eroi dell’era nucleare

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Il 10 agosto 1945 Yosuke Yamahata fu incaricato dal comando militare nipponico di fotografare una città bombardata. Non era un evento raro, di quei tempi, ma la distruzione che restò impressa in quelle foto aveva qualcosa di eccezionale. Del resto erano passati solo tre giorni dalla distruzione di Hiroshima e pochi giapponesi sapevano cosa stava succedendo. Yosuke Yamahata attraversò a piedi Nagasaki in lungo e in largo, per 8 ore di fila. E nel primo pomeriggio consegnò 117 scatti. Quel Torii, il portale del tempio scintoista, che si staglia sopra la sterminata distesa di macerie è diventato uno dei simboli della devastazione atomica. Il nome della bomba al plutonio fatta esplodere 2 minuti dopo le 11 del 9 agosto era “Fat Man” (“Ciccione”) in base alla regola non scritta secondo la quale più la bomba era distruttiva e più il suo nome deve essere spiritoso. I suoi effetti furono devastanti: 73.884 morti, 74.909 feriti, 1.929 dispersi, come recita il bollettino di guerra defininivo, ...

Cosa ci fa un gioiello della Roma Imperiale in Giappone? Una foto del 10 Settembre 2011 pubblicata su The Archaeology News il 22 Giugno 2012.

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Negli scavi di Nagaoka i ricercatori del Nara ( National Research Institute for Cultural Properties ) hanno scoperto un oggetto di vetro di 5 millimetri di diametro. Il gioiello, trovato a dentro una tomba del V secolo denominata Utsukushi ("Bello" in giapponese: 美しい), è del tipo di quelli realizzati dagli abili artigiani dell'Impero Romano. L'oggetto è realizzato con il Natron (carbonato idrato di sodio) un sale naturale (che deve il nome alla parola egizia Ntry , da cui derivano il greco nítron , poi il latino natrium e infine il simbolo della tavola periodica Na per il sodio) usato per l'imbalsamazione dei corpi grazie alle sue eccellenti capacità di assorbimento dell'acqua. Cosa significa aver scoperto questo piccolo gioiello romano in una tomba giapponese? Troppo presto per dirlo. Di certo c'è la distanza tra Roma e l'antica capitale Kyoto: 9710 km. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 24 Giugno 2012 Picture: Nara National Institu...

Pannelli solari sui tetti giapponesi

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In Giappone sui tetti di ogni nuovo edificio saranno installati pannelli fotovoltaici per sopperire alla ridotta produzione di energia elettrica da fonte nucleare. Il programma sarà illustrato al G8 il 26 maggio a Deauville, in Francia, dal Primo Ministro Naoto Kan. - Japan eyeing plan for solar panels on all new buildings-Nikkei (Reuters, May 22, 2011). - KYOCERA Supplies Approx. 1-Megawatt of Solar Modules for “Eco Shopping Mall” (Solar Sofa, April 7, 2011). - Renewable energy can power the world, says landmark IPCC study (the guardian, 9 May 2011).

Le mele di Chernobyl e quelle del Giappone. Tra Biancaneve, linguaggio e informazione.

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"Le mele di Chernobyl sono buone? Certo, dopo aver seppellito il torsolo in profondità". Pescava a piene mani da questa barzelletta russa l'editore Sironi, nel 2006, per titolare il libro di Giancarlo Sturloni Le mele di Chernoby sono buone . Il libro evidenzia un aspetto cruciale delle moderne società democratiche: le decisioni relative a scienza e tecnologia devono essere il risultato di un articolato processo di negoziazione tra i vari gruppi sociali. Scrive Sturloni, a pagina 254: "A indirizzare l'atteggiamento delle società moderne nei confronti dei rischi tecnologici, in definitiva, sarà l'esito di questo confronto culturale, in cui la comunicazione gioca un ruolo cruciale. In accordo con il linguista statunitense George P. Lakoff, in ogni controversia ha la meglio chi riesce a imporre il proprio linguaggio, perché il linguaggio trasmette una precisa visione del mondo." E allora cosa accade se la percezione di un ipotetico rischio tecnologico vien...

Le meduse, i biscotti e i saku saku kukki...

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Un giorno cerchi meduse e Google, con un tipico gesto serendipico, ti fa trovare un post del 4 ottobre 2009 (Blog Dita di fulmine ); "Caramelle al gusto di meduse giganti" in cui si narra di dolcetti a base di meduse. Leggi e ti insospettisci, dopo frasi tipo "i giapponesi hanno scatenato la loro rinomata creatività creando delle caramelle al sapore di medusa gigante". Allora cosa fai? Lasci perdere o cerchi di capire? La seconda: interpelli la ricercatrice sarda che lavorava in Giappone e le chiedi di verificare le scritte sulle scatole ritratte nella foto (la stessa che trovi in numerosi altri post in svariati blog sparsi per il pianeta). E la mia instancabile cara Rosaria Piga, mi svela: "in quella foto di quei biscotti c'è scritto saku saku kukki (penso che tu non possa leggere i caratteri giapponesi nel tuo computer, per cui ti allego un jpg per mostrarti l'associazione tra l'alfabeto ed il loro Hiragana -sillabario-) e sono normalissimi bis...

Nintendo contro le rughe.

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Rosaria Piga mi segnala dal Giappone questo contenuto per il Nintendo Ds: sana ginnastica facciale per prevenire le rughe e rallentare l'invecchiamento della pelle del viso. Yodobashi Camera, il negozio nel quale Rosaria ha scattato questa foto, è gigantesco: tre edifici di sette piani, paralleli e collegati tra loro, autentico paradiso dell'elettronica!

Scrivere e leggere Giappone.

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Ormai sono ossessionato dai racconti di Rosaria da Kioto (in particolare la formidabile passione per la lettura dei giapponesi in treno e i sistemi digitali che soppiantano i libri) e imbattermi in un blog sul Giappone come questo Teo Banzai stuzzica la mia proverbiale curiosità. Anche perché qui si racconta di passeggeri che crollano nel sonno profondo immediatamente dopo essersi seduti in poltrona. Estremamente interessante il post dedicato all'alfabeto giapponese . Ma per questo tema non possiamo dimenticare Giapponeonline .

Non esiste la cultura dell'apparecchietto! Da Kioto: Rosaria Piga.

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Ospitiamo un intervento (esilarante? illuminante? tracotante? decidete voi!) di Rosaria Piga, la nostra infiltrata in Japan. Andrea, scopri prima di me ed a distanza, un sacco di cose che mi succedono sotto il naso mentre io manco me ne accorgo. Poi mi metto ad indagare dopo che tu mi dici o mi fai notare una cosa ed allora mi rendo conto che le cose ce le ho sotto il naso ma ho dovuto aspettare te per accorgermene. Quindi come minimo adesso noterò la pubblicità dappertutto di questo robot qui, comincio subito a chiederlo alle mie amiche giapponesi, ci vediamo domani a casa di una di loro che tra l'altro farà cucina sarda!!! E' venuta a trovarmi ad ottobre e si è comprata un sacco di ingredienti, ti manderò qualche foto dell'evento socio-culinario giappo-sardo. Ma ritornando alla faccenda del robot per la pratica dentistica, oh mamma mia, ci mancava solo la bambolona parlante, dopo il cane di metallo che scodinzolava e dopo che in Giappone sono 124 milioni di persone...

Los Alamos, quell'alba estiva vide sorgere un secondo sole (L'Unione Sarda, 28 luglio 2005)

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  "Appuntamento a Hiroshima": diario della più terribile invenzione della storia Los Alamos, quell’alba estiva vide sorgere un secondo sole  Dal Trinity Test ai due lanci sul Giappone, la bomba atomica  La notte tra il 15 e il 16 luglio del 1945 quasi nessuno riuscì a prendere sonno. Tra scienziati, tecnici e militari impegnati a Los Alamos nella creazione della bomba atomica si era diffusa una formidabile eccitazione. Tutti erano vittime dell’emozione di assistere al Trinity Test e vedere alla prova la nuova arma ma anche del timore che l’esperimento conclusivo del Progetto Manhattan potesse fallire. Così la gigantesca esplosione del primo ordigno al plutonio, all’alba del 16 luglio, giunse come una liberazione. Ma fu l’inizio dell’incubo atomico. In Appuntamento a Hiroshima (Longanesi, 365 pagine, 18 Euro) Stephen Walker descrive così l’esperienza provata dagli uomini riuniti nel deserto del New Mexico: "Sorse dal deserto come un secondo sole, una palla di fuoco brilla...

Da Londra al Giappone storie di giovani sarde all'estero (Il Messaggero Sardo, giugno 2005)

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