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Alla ricerca delle basi neurali del pregiudizio. Uno studio dell'Università di Milano-Bicocca

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Le facce associate a un pregiudizio negativo si ricordano più facilmente. Sono i risultati di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca in base al quale i volti che attivano maggiormente l’ippocampo Università di Milano-Bicocca coordinati dalla professoressa Alice Mado Proverbio hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica statunitense PLOS ONE.  How Negative Social Bias Affects Memory for Faces: An Electrical Neuroimaging Study ”. (memoria) e le strutture limbiche (emozioni) sono quelli che ci risultano antipatici o che ci spaventano. I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’ Fra le aree del cervello maggiormente coinvolte nella formazione di un pregiudizio negativo c’è la corteccia prefrontale mediale sinistra , tanto più attiva quanto più il volto mostrato in una fotografia viene descritto come immorale o socialmente pericoloso. La ricerca ha indagato sulle basi neurali del pregiudizio con un campione formato da 17 studenti universi...

Romundina, il pesce che ha inventato la faccia. Uno studio pubblicato su Nature il 12 Febbraio 2014

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I volti li apprezziamo nell'espressività del teatro e nella possibilità di riconoscere le persone. Ma non è una prerogativa della nostra specie: tutti i vertebrati hanno una parte del corpo riconducibile alla faccia. Ma quando e come le facce iniziarono ad acquisire le forme che conosciamo? Un articolo pubblicato il 12 Febbraio 2014 su Nature - A primitive placoderm sheds light on the origin of the jawed vertebrate face (Vincent Dupret, Sophie Sanchez, Daniel Goujet, Paul Tafforeau, Per E. Ahiberg) - indica nei Placodermi i primi artefici di questa trasformazione. Placoderma ( Tim Evanson/Wikimedia Commons) I Placodermi erano pesci corazzati c he dominavano gli oceani , i fiumi e i laghi del nostro pianeta tra 440 milioni e 360 milioni di anni fa e sono stati i primi animali a evolvere mascelle e denti . Autentiche pietre miliari nell' evoluzione che riverbereranno poi negli squali, nei pesci ossei , negli anfibi, nei rettili e nei mammiferi . Si ritiene ...

Le difficoltà nel riconoscere i volti in persone con autismo connessa con un gruppo di neuroni. Studio pubblicato su "NeuroImage: Clinical"

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L'anomalia da cui dipende la difficoltà delle persone con autismo di riconoscere i volti sarebbe riconducibile a un preciso gruppo di neuroni. I neuroscienziati, coordinati da Maximilian Riesenhuber (Georgetown University Medical Center, Washington, Usa) hanno scoperto utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per analizzare il comportamento Lo studio, pubblicato il 15 marzo 2013 sulla rivista online NeuroImage, suggerisce che in molti individui con autismo, i neuroni nella zona del cervello che elabora le facce (fusiform face area: FFA) non riescono a discriminare con precisione le caratteristiche dei visi. Normalmente, quando il cervello elabora le immagini dei volti, i neuroni analizzano cercano di trovare le differenze e le similitudini tra una faccia e un'altra. A quantitative link between face discrimination deficits and neuronal selectivity for faces in autism Xiong Jianga, Angela Bollichc, Patrick Coxa, Eric Hydera, Joette Jamesc, Saqib Ali Gowa...

Come facciamo a riconoscere un volto? Uno studio pubblicato su Proceedings Biological Sciences.

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Cosa succede quando il cervello si cimenta nel riconoscimento di una faccia? un gruppo di ricercatori guidato da Ming Meng (a sinistra; professore associato al Dipartimento di Scienze Psicologiche e del cervello al Dartmouth College) è riuscito, utilizzando un approccio innovativo, ad assegnare differenti aspetti complementari di elaborazione delle informazioni visive a ogni lato del cervello. I ricercatori hanno affiancato all’ imaging originato dalla risonanza magnetica funzionale (fMRI) con i metodi della computer vision (lo studio dell’acquisizione ed elaborazione di immagini mediante il computer) e con la psicofisica (con la quale si studia la relazione tra impulsi e misurabili e le risposte del soggetto). Ming Meng e il suo gruppo di ricerca sono riusciti a creare un modello in grado di esprimere il livello di appartenenza di uno stimolo visivo alla categoria delle facce. Uno degli scopi principali della ricerca riguarda l’individuazione delle aree cerebrali attivate durante ...

The face of anxiety (Journal of Personality and Social Psychology)

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Researchers from the Institute of Psychiatry at King's College London have, for the first time, identified the facial expression of anxiety. The facial expression for the emotion of anxiety comprises an environmental scanning look that appears to aid risk assessment. The research was published this week in the Journal of Personality and Social Psychology. See the image taken from Adam Perkins Facial Expression Video Clockwise: 1) Anxiety, 2) Happiness, 3) Surprise, 4) Interest "Our research group - explains Adam Perkins lead author of the study at the Institute of Psychiatry (IoP) at King's College - focuses on understanding the causes of anxiety. No one knows exactly what anxiety is. However many animal studies link it to risk assessment behaviour, suggesting anxiety can be explained as a defensive adaptation. We wanted to see if this was also the case in humans." A facial expression for anxiety. Perkins, Adam M.; Inchley-Mort, Sophie L.; Pickering, Alan D.; Corr, ...