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Quando la memoria non ti tradisce - when your memory does not betray you

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Si prova un'enorme soddisfazione quando la memoria non ti tradisce e la storia che avevi immaginato riemerge e prende forma. E così sconfiggi il terrore di dimenticarla o farla a brandelli. Quella di Eva Mameli è una storia di scienza, di impegno, di amore e di coraggio. There is enormous satisfaction when your memory does not betray you and in this way the story you had imagined resurfaces and takes shape. And in this way you overcome the terror of forgetting or tearing it to shreds. That of Eva Mameli is a story of science, commitment, love and courage. Eva Mameli, scienziata pioniera , Cagliari FestivalScienza, 7 novembre 2021 (EXMA - Exhibiting and Moving Arts).  Photo: Gaia Sitzia

Alla ricerca delle basi neurali del pregiudizio. Uno studio dell'Università di Milano-Bicocca

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Le facce associate a un pregiudizio negativo si ricordano più facilmente. Sono i risultati di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca in base al quale i volti che attivano maggiormente l’ippocampo Università di Milano-Bicocca coordinati dalla professoressa Alice Mado Proverbio hanno pubblicato i risultati del loro studio sulla rivista scientifica statunitense PLOS ONE.  How Negative Social Bias Affects Memory for Faces: An Electrical Neuroimaging Study ”. (memoria) e le strutture limbiche (emozioni) sono quelli che ci risultano antipatici o che ci spaventano. I ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’ Fra le aree del cervello maggiormente coinvolte nella formazione di un pregiudizio negativo c’è la corteccia prefrontale mediale sinistra , tanto più attiva quanto più il volto mostrato in una fotografia viene descritto come immorale o socialmente pericoloso. La ricerca ha indagato sulle basi neurali del pregiudizio con un campione formato da 17 studenti universi...

SSDAlloc: il software sviluppato a Princeton che consente di usare memorie flash con notevole risparmio di energia elettrica

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Per elaborare grandi quandità di dati serve una grande potenza elettrica. Si stima che Google utilizzi energia elettrica sufficiente per alimentare 200 case case. Per questo un professore di informatica dell'Università di Princeton, Vivek Pai (nella foto di Frank Wojciechowski) ha elaborato, insieme al laureando Anirudh Badam , una soluzione che potrebbe ridurre radicalmente i consumi di energia. Il gruppo ha sviluppato un software, SSDAlloc che permette di introdurre ampiamente la memoria a stato solido con la quale si può ridurre drasticamente il consumo di energia. In alcuni casi tale riduzione può arrivare fino al 90% rispetto a un computer che utilizza RAM tradizionale. E dato che le nuove macchine generano meno calore appare evidente che in questo modo si possono abbattere anche le bollette relative al raffreddamento dei centri di calcolo. Pai e Badam hanno raggiunto questi risultati partendo da precedenti ricerche ( Memoria HashCache , Technology Review, 24 marzo 2009). ...

Il declino cognitivo negli ultimi due anni di vita. Due studi del Rush Alzheimer's Disease Center di Chicago.

I due studi pubblicati il 4 aprile 2012 nell'edizione online di Neurology® (American Academy of Neurology) forniscono importanti indicazioni sull'invecchiamento cerebrale e sul deterioramento della memoria. Il primo studio ( "Terminal dedifferentiation of cognitive abilities" , Robert S. Wilson, Eisuke Segawa, Patricia A. Boyle, David A. Bennett, Rush Alzheimer's Disease Center, Rush University Medical Center, Chicago) mostra un'intensa accelerazione nei due anni e mezzo che precedono la morte. L'analisi è stata condotta da monitorando lo stato di salute mentale di 174 sacerdoti, suore e monaci cattolici, senza problemi di memoria, in un periodo compreso fra 6 e 15 anni prima della loro morte. Dopo il decesso i ricercatori hanno esaminato la materia cerebrale per alla ricerca delle tracce caratteristiche dell'Alzheimer. Secondo questo studio, il cui punto di riferimento è la conclusione della vita, nel periodo medio di due anni e mezzo prima della mo...

Aree del cervello dedicate al linguaggio. Una ricerca del MIT

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Una nuova ricerca condotta al Massachusetts Institute of Technology - anticipata nel sito del MIT: Localizing language in the brain e in pubbliazione su PNAS (Functional specificity for high-level linguistic processing in the human brain) - suggerisce l'esistenza di punti del cervello dedicati esclusivamente al linguaggio. Questo risultato costituisce un significativo passo avanti nella ricerca di regioni del cervello specializzate in particolari funzioni. Gli scienziati sanno che le specificità funzionali esistono in aree limitate. Nel controllo del movimento, ad esempio, alcuni neuroni sono dedicati alle dita della mano sinistra mentre altri controllano la lingua. Ma cosa cosa implicano funzioni molto più complesse come il riconoscimento delle facce o l'utilizzo di un linguaggio adeguato o la matematica? Esistono parti del cervello dedicate a queste attività o si utilizzano aree che utili per qualsiasi compito? Numerosi esperimenti hanno trovato che molte azioni differenti...