07 maggio 2021

SALLO!Quiz raccolta di conoscenze e convinzioni sui cambiamenti climatici

Avete dubbi sui cambiamenti climatici? Scriveteli sui social dell'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Chi partecipa dovrà rispondere 20 domande inerenti le seguenti tematiche:
  • Clima e riscaldamento globale
  • Costi e impatti del cambiamento climatico
  • Contributi di settore alle emissioni di gas ad effetto serra
  • Politiche e strategie per il contrasto al cambiamento climatico
  • Aspettative e buone pratiche
Il questionario è anonimo.

Le risposte corrette saranno disponibili sul sito www.enea.it a partire da settembre 2021.

I risultati aggregati del questionario verranno presentati in occasione della “Pre-COP 26” e pubblicati sul sito e sui social dell'ENEA: Sallo! Quiz per raccogliere informazioni sulle convinzioni più diffuse sul cambiamento climatico e rafforzare il dialogo tra ricerca e società civile, anche in vista della pre-conferenza sul Climate Change Pre-COP26 (Milano, 30 settembre - 2 ottobre 2021) e della conferenza COP26 (Glasgow, 1 - 12 novembre 2021).

Link per partecipare al sondaggio

02 maggio 2021

Concorso video artistici: Paradiso - Incontrare l'invisibile, esprimere l'indicibile, On Air Convivium 2021

 

Lorenzo Bastida, membro del comitato scientifico InArceDantis, invita gli artisti a inviare video artistici per partecipare a On Air Convivium 2021 (13-15 Septembe)r dedicato a: Paradiso - Incontrare l'invisibile, esprimere l'indicibile. Per maggiori informazioni: www.inarcedantis.com +39 3484741050 WhatsApp
Lorenzo Bastida, InArceDantis’s Scientific Committee Member, inviting artists to submit art videos for the On Air Convivium 2021, September 13 – 15, dedicated to: Paradise - Encountering the invisible, expressing the unspeakable. For more information: www.inarcedantis.com +039 3484741050 WhatsApp

01 maggio 2021

Premio Solinas Experimenta Serie, non pensare piccolo, inventa nuovo (quarta edizione)

Non pensare piccolo, inventa nuovo, un concorso con percorso di Alta Formazione che intende selezionare e sviluppare progetti innovativi di racconto seriale della durata di 25’ e realizzare il pilota di serie con un budget massimo di euro 120.000.

EXPERIMENTA SERIE è il concorso che invita Autori sotto i 45 anni a sfruttare le opportunità creative e produttive della tecnologia digitale per sperimentare nuove forme di racconto seriale e sviluppare progetti sotto i 120 mila Euro di serie TV da 25’ a puntata destinati a un prioritario sfruttamento multimediale multipiattaforma.

I progetti vincitori parteciperanno ad un laboratorio di Alta Formazione e saranno sviluppati con il supporto dei Tutor del Premio Solinas.

EXPERIMENTA SERIE intende sostenere concretamente la creatività offrendo ai vincitori l’opportunità di sviluppare e approfondire i progetti grazie all’incontro con alcuni dei più importanti professionisti dell’audiovisivo italiano.

Si può partecipare con un massimo di 2 Progetti per Autore (o gruppo di Autori) scritti da un Autore singolo (o da un gruppo di Autori o gruppo di co-Autori intesi in senso unitario). L’Autore (o il co-Autore) di un Soggetto può essere Autore (o co-Autore) di un solo altro Progetto partecipante allo stesso Concorso.

Si partecipa in forma anonima a tutela della parità di condizione di tutti i partecipanti.

Si può partecipare con opere di genere diverso: commedia, thriller, noir, horror, fantasy, social, musical, o forme ibride. 

Premi:

  • i 3 progetti migliori vinceranno una Borsa di Sviluppo di 2 mila Euro finanziata da RAI Fiction più la partecipazione al Laboratorio di Alta Formazione e Sviluppo del Premio Solinas;
  • il Percorso di Sviluppo (obbligatorio) sotto la guida di Tutor esperti sarà personalizzato e mirato alla messa a punto del Progetto (sceneggiatura, regia e strategia produttiva) in vista della possibile realizzazione del pilota di serie. Durante questa fase il Premio Solinas, in accordo con gli Autori e i Tutor, selezionerà il regista.
  • al termine del Percorso di Sviluppo (obbligatorio), uno dei tre progetti vincitori delle Borse di Sviluppo sarà dichiarato vincitore di ’Premio Solinas Experimenta Serie’ e verrà opzionato dal Premio Solinas per poter essere realizzato con un budget massimo di euro 120.000. A Rai Fiction, principale sponsor del Premio, sarà riservato un diritto di prima negoziazione e ultimo rifiuto sul progetto vincitore per l’acquisizione dei diritti del pilota e/o della serie, ai fini dell’eventuale realizzazione degli stessi.
I progetti dovranno consistere in:
  • un pitch (presentazione, lunghezza massima 10 righe)
  • un soggetto di serie (lunghezza minima 2 pagine, max 4 pagine)
  • la sceneggiatura della puntata pilota (lunghezza minima 23 pagine, max 25 pagine)
  • i soggetti della seconda, terza, quarta e quinta puntata della serie (lunghezza max 1 pagina per ogni soggetto)
  • presentazione dei personaggi (lunghezza max 2 pagine)

Scadenze:

  • INVIO PROGETTI VIA WEB: entro il 26 maggio 2021
  • INVIO PROGETTI VIA POSTA: entro il 27 maggio 2021
Il bando di concorso è nel sito ufficiale del Premio Solinas: www.premiosolinas.it

28 aprile 2021

(RI)MONTAGGI. Il cinema attraverso le immagini. Cinema through images (video essays, recuts, mash-ups, remixes)


La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro promuove per il sesto anno il concorso italiano "(RI)MONTAGGI. IL CINEMA ATTRAVERSO LE IMMAGINI", dedicato ai video essay.
Con “video essay” si intende l'incessante lavoro di rimontaggio e remixaggio delle immagini cinematografiche per interrogarne il significato in chiave critica e interpretativa. In altre parole una pratica di lettura e analisi del cinema attraverso il cinema, resa più accessibile grazie ai software di montaggio digitale sempre più economici e semplici da usare. Queste esperienze guardano al passato (al found footage sperimentale, al film-saggio, alla tradizione del documentario sul cinema) ma si contaminano con le pratiche ludiche e ibride del presente e delle nuove forme di cinefilia della rete (mash-up, re-cut trailer, supercut). I video essay inviati possono privilegiare approcci analitico-didattici, adottare strategie poetiche o riflessive, o prediligere la forma ludica.

In occasione dell’edizione 2021 la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro intende promuovere e incoraggiare la sperimentazione di un pensiero sul cinema per immagini attraverso un concorso di video essay rivolto agli studenti di scuole (italiane) e università (italiane e straniere) così meglio specificati:
  • studenti degli istituti italiani dell’indirizzo audiovisivo e multimediale dei licei artistici, all’indirizzo grafica e comunicazione degli istituti tecnici e all’indirizzo audiovisivo degli istituti professionali.
  • studenti universitari di ogni livello o gli allievi delle scuole di cinema, sia italiani che stranieri, di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
Le regole per partecipare sono le seguenti:
  • i lavori devono essere stati realizzati non prima del 1 gennaio 2020
  • durata massima del video-essay: 15 minuti
  • il video dovrà riportare nei crediti, oltre al/ai nome/i dell'autore/i, anche tutte le indicazioni relative alle opere citate (titolo, regia, anno ecc...)
  • per partecipare è necessario inviare entro il 30 maggio 2021 un link con il video (su YouTube, su Vimeo o su altre piattaforme di video sharing) all’email festival@pesarofilmfest.it
  • il video va accompagnato da una breve scheda di presentazione attraverso la compilazione dell’apposito form
(Re)Edit Competition. Cinema through images (video essays, recuts, mash-ups, remixes)Rules and Regulations

15 aprile 2021

Quantum Computing for 9-12 year olds? Yes, we can! Words of Eamonn Darcy



22nd April 6:00 PM PERTH Australian Western Standard Time (22nd April 2021 12:00 PM Central European Time)
22nd April 8:00 PM MELBOURNE/SYDNEY Australian Eastern Standard Time (23rd April 2:00 AM Central European Time)
YouTube Live Streaming:  This event is an overview of the Eamonn Darcy's course: The Magic of Quantum Computing for 9-12 year olds.

14 aprile 2021

Ciak, si gira! La scienza va in scena, 12-17 aprile 2021


 

CIAK, SI GIRA! LA SCIENZA VA IN SCENA 

12-17 APRILE 2021 

CONFERENZE IN DIRETTA 

CANALE YOUTUBE INDISCIENZA 

CANALE YOUTUBE COLLEGIO GHISLIERI 

PAGINA FACEBOOK INDISCIENZA 

PAGINA FACEBOOK COLLEGIO GHISLIERI


PROGRAMMA:

  • 12 Aprile ore 18 SCIENZA E FANTASCIENZA DA MELIÈS A INTERSTELLAR con Anna Curir, Istituto Nazionale di Astrofisica
  • 13 Aprile ore 21 MA I DRAGHI SOGNANO CIRCUITI ELETTRICI? con Michele Bellone, biologo e giornalista scientifico
  • 14 Aprile ore 18  STREAMING THE ALIEN. GLI EXTRATERRESTRI SULLO SCHERMO con Andrea Bernagozzi, ricercatore all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta e divulgatore
  • 15 Aprile ore 18 I GENI DEL MALE con Valter Tucci, genetista, IIT Genova
  • 16 Aprile ore 21 LA SCIENZA DI GUERRE STELLARI con Luca Perri, dottorando in fisica, divulgatore
  • 17 Aprile ore 21 NON È MARTE, È HOLLYWOOD: BUFALE E REALISMO DI “THE MARTIAN” con Paolo Attivissimo, giornalista informatico e cacciatore di bufale
Email: indiscienza.collegioghislieri@gmail.com

09 aprile 2021

Festival Cul-TURE d’@mare il 22 e 23 giugno a Calasetta: incontri e racconti, tra cultura e cucina

Un ciclo di incontri tra chef, ristoratori e food blogger da metà aprile e una rassegna culinaria nel mese di maggio saranno i due antipasti del Festival Cul-TURE d’@mare che si terrà il 22 e 23 giugno a Calasetta.

Parteciperanno 30 esperti di lingua, antropologia, storia, isole, Mediterraneo, filosofia, libri, navigazione, gastronomia, viaggi.

Al centro di tutto ci saranno le vicende dei liguri che nel 1541 partirono da Genova-Pegli alla volta dell’isola di Tabarka, in Tunisia, per pescare il corallo. Vi restarono due secoli. Poi si distribuirono tra le isole di Nueva Tabarca (in Spagna), di San Pietro e Sant’Antioco (in Sardegna) dove nel Settecento fondarono rispettivamente i paesi di Carloforte e Calasetta. Oggi si fanno chiamare “tabarchini” e grazie anche all’archivio digitale Ràixe (radici) stanno compiendo una grande opera di valorizzazione cultura.

Ma il filo conduttore di questa fase che precede il festival Cul-TURE d’@amare è la cucina: dal 16 aprile gli allievi dell’Istituto alberghiero Ipia di Sant’Antioco riceveranno la visita di chef del calibro di Luigi Pomata, già docente all’Etoile di Sottomarina (Venezia), vincitore del campionato mondiale Bocuse d’Or e del Cous cous festival. Cuochi come Graziella Cipollina e Graziano Serrenti (del ristorante Ca’ Taborka) e Donatello Maccioni, ristoratore de La Perla di Calasetta.

Il 30 aprile Luigi Pomata porterà in classe la sua arte nelle preparazioni e la sua filosofia legata ai prodotti locali da intepretare con il massimo della fantasia.

Il cascà (cous cous vegetariano alla carlofortina), il pilau (la sua versione calasettana) e il belu di tonno (lo stomaco) saranno al centro delle lezioni dei tre cuochi, che già dai primi incontri hanno emozionato insegnanti e allievi.

Si parlerà di focaccia genovese, farinata a base di ceci, ma soprattutto dell’importanza dello storytelling anche in cucina, delle immagini e dei social, di come scattare foto o realizzare video.

Nel mese di maggio sulle piattaforme di Cul-TURE d’@amare e nei canali di Eja Tv sono in programma 6 puntate di una web serie.

E finalmente, il 22 e 23 giugno, il Festival online Cul-TURE d’@amare prenderà tre strade: rosso per la storia e la memoria; blu per il viaggio e la scoperta; giallo per le relazioni e la continua conoscenza.

Parteciperanno, tra gli altri: la psicologa Selene Calloni Williams, la giornalista Tiziana Alterio, il linguista Fiorenzo Toso, l’archeologa Monique Longerstay, la giornalista Silvia Ugolotti, il critico d’arte Efisio Carbone, l’antropologo Carlo Felice Tiragallo.

A fine luglio è previsto l’incontro con il comandante della spedizione nautica, scientifica e culturale Progetto Mediterranea, ideata dallo scrittore e marinaio Simone Perotti, che ha appena avviato una collaborazione con l’Ispra per la salvaguardia del mare.



06 aprile 2021

Premio Centottanta 2021. Scadenza: 15 Giugno 2021



Il Premio Centottanta è un concorso nato nel 2017 dall’associazione Moviementu – Rete Cinema Sardegna, oggi gestito dalla Società Umanitaria – Cineteca Sarda di Cagliari.

Obiettivo: dare spazio ai filmmaker esordienti residenti o domiciliati in Sardegna con la creazione di un video in 180 secondi (titoli esclusi).

Premi:

  • Premio Cineteca Sarda - 1.000,00 €
  • Premio Cineteca Working - accesso a un fondo d’archivio conservato nella Cineteca Sarda della Società Umanitaria per la realizzazione di un’opera originale di fund-footage
  • Premio Moviementu – 1.000,00 €
  • Premio Sardegna Teatro – il premio sarà modellato insieme all'artista di riferimento, a partire delle sue esigenze e dalle peculiarità del suo progetto creativo (disponibilità a far abitare alcuni spazi del teatro per un periodo di residenza, condivisione delle competenze artistiche o tecniche e dei luoghi per le riprese o per le prove, etc.)
  • Premio Notorius – un corso di formazione a scelta tra quelli organizzati dall’associazione
  • Premio Mommotty - il premio consisterà nella disponibilità, da parte della casa di produzione, ad accogliere l'artista premiato/a, mettendo inoltre a sua disposizione l'attrezzatura in possesso della casa di produzione Mommotty, per sostenere la realizzazione di un nuovo progetto
  • Premio BornOut - stage alla BurnOut films
  • Premio Eja Tv – 300,00 €

Video ammessi: di qualsiasi di genere, tema, formato e tecnica, inediti e non.

Durata e lingua: la durata del corto deve essere pari o inferiore a 180 secondi; la durata dei titoli iniziali e finali non può superare i 30 secondi complessivi. Le opere la cui lingua principale non sia l’italiano devono essere sottotitolate in italiano.

Iscrizione: gratuita e aperta a tutti senza limiti di età, purché esordienti.

Scadenza: 15 Giugno 2021.

Per completare l'iscrizione inviare all'email premio.centottanta@gmail.com:

  •  la scheda compilata in tutte le sue parti ;
  •  due frame del film (in formato .jpg);
  •  una foto del regista (in formato .jpg);
  •  una scansione del documento d’identità (in formato .pdf).


04 aprile 2021

Visioni Italiane 2021: 27° Concorso nazionale per cortometraggi, mediometraggi e documentari


VISIONI ITALIANE 2021

27° Concorso nazionale per corto, mediometraggi e documentari

Bologna 26 - 31 Ottobre 2021

Cortometraggi e mediometraggi:
  • premio alla migliore opera: 10.000€ (premio Pelliconi)
  • premio al miglior regista: 3.000€ (premio in memoria di Giovanni Bergonzoni)
  • premio alla migliore opera che affronti il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza: 1.000€ (offerto dal prof. Massimo Sordella);
  • due menzioni speciali.
Documentari:
  • Concorso Visioni Doc: 2.000€.
  • Premio alla migliore opera che affronti il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza di 1.000€ (offerto dal prof. Massimo Sordella).
Visioni Ambientali
  • Per corto e mediometraggi che affrontino tematiche legate alla qualità dell’ambiente. Alle opere ritenute migliori verranno assegnati un premio di 500€, un premio di 300€ e un premio di 200€.
Visioni Acquatiche
    Per cortometraggi della durata massima di 20 minuti. Alle opere ritenute migliori verranno assegnati i seguenti premi:
  • il premio Mare Termale Bolognese consistente in 500€ per il miglior film che tratti come tematica “l’acqua come fonte di vita, benessere, salute e turismo”
  • Il secondo classificato riceverà un premio di 300€
  • il terzo classificato un premio di 200€.
Visioni Sarde
  • Per cortometraggi, mediometraggi e documentari realizzati da autori sardi o che abbiano come location la Sardegna. All'opera considerata migliore verrà attribuito un premio di 1.000€.

I film selezionati potranno essere proiettati, successivamente alla manifestazione, presso gli Istituti italiani di cultura e i circoli che ne faranno richiesta.

L'iscrizione implica la lettura e l'accettazione del regolamento

Scadenza: 5 Maggio 2021.

Per informazioni: 0512194835 

visioniitaliane@cineteca.bologna.it 

www.visionitaliane.it 

www.cinetecadibologna.it

03 aprile 2021

Ci guardano. Tutta la forza del teatro in dieci monologhi (video) degli allievi della Scuola “Luca Ronconi” guidati da Carmelo Refici

Ho visto "Ci guardano", un bel lavoro della Scuola “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano, sotto la regia di Carmelo Refici.  Sono 10 monologhi tenuti (molto bene) da altrettanti allievi della Scuola Ronconi, un flusso di parole, di gesti, di sguardi, di rimandi e di salti temporali, sul rapporto tra la vittima e il carnefice. 
"Ci guardano" è una visione, anzi un'irruzione, sul teatro (dentro il teatro), sulla sua rappresentazione (per mezzo di un video), sul suo significato (che non è solo quello di raccontare storie), sulla sua costituzione (la formazione degli attori 

Le storie in "Ci guardano" sono prese dalla mitologia e dalla cronaca. E tra i monologhi ispirati alla cronaca mi ha colpito molto quello che inizia con una vista dall'alto: sotto c'è una persona sporca di terra che parla guardando in camera. Il protagonista della storia è Alfredo Rampi (più noto come Alfredino, il bambino che cadde in un pozzo a Vermicino, 20 km da Roma, nel 1981).  Lo interpreta Alberto Marcello, al quale va tutta la mia stima e ammirazione perché è il primo sardo ad aver superato le selezioni della scuola Ronconi.

Mi ha colpito perché mi ricorda una storia: una tragedia inconsolabile il cui epilogo fu frutto di una gigantesca incapacità nella gestione delle emergenze (non a caso poco tempo dopo nacque la Protezione Civile). Ma è anche la storia di un bambino sacrificato sull'altare del voyeurismo televisivo.

Mi ha colpito per la rappresentazione: in questa porzione di "Ci guardano" il video supera il livello della semplice riproduzione dei momenti vissuti sulla scena e in quei pochi minuti si avvicina alla natura dell'immagine cinematografica in cui, per dirla con Jean Epstein: «lo sguardo percepisce, la memoria conserva e l’immaginazione compone».

Mi ha colpito per l'interpretazione: Alberto Marcello fa esplodere in 5 minuti tutta la forza del teatro. Lo guardi, lo ascolti, entri nella pozzo con Alfredo. 
E Alberto Marcello dimostra di possedere tutta la potenza della recitazione, quella capacità di entrare (e di farci entrare) nelle vite (e nelle morti) degli altri, con una intensità e una naturalezza che mi fanno scommettere sul futuro di questo giovane attore. 


Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 3 aprile 2021


Maria Gaetana Agnesi. Una semplice storia complicata (webinar di Massimo Mazzotti: 8 aprile 2021)

Prima di 21 figli, a 20 anni conosceva sette lingue (oltre all'italiano: latino, francese, tedesco, spagnolo, greco, ebraico), a 30 anni pubblicò "Istituzioni Analitiche ad uso della Gioventù" (per questo libro è nota come la prima donna autrice di libro di matematica), Maria Gaetana Agnesi verrà ricordata Giovedì 8 Aprile 2021 (alle 18:30 in diretta streaming sulla pagina Facebook Mathsharing Bari da Massimo Mazzotti, Professore di Storia e Sociologia della Scienza, Università di California, Berkley e Direttore del Center for Science, Technology, Medicine & Society.

 

L'evento è promosso dal Centro interuniversitario di ricerca "Seminario di Storia della Scienza" e organizzato in collaborazione con il MuMa, Museo della Matematica, Dipartimento di Matematica, Università degli Studi di Bari Aldo Moro e MathSharing, Comunicazione della Matematica, Bari, nell'ambito dell' Accordo di Collaborazione tra Università di California, Berkeley e Università degli Studi di Bari Aldo Moro e del Prin2017 "The uncertain borders of nature. Wonders and miracles in early modern Kingdom of Naples".

01 aprile 2021

Premio Critica Cinematografica Lino Miccichè. Scadenza: 15 maggio 2021

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (Gruppo Emilia-Romagna Marche) e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (Pesaro), allo scopo di avvicinare i giovani al lavoro critico nel campo del cinema e alle attività di ricerca condotte dal festival, hanno indetto il Premio per critici e recensori, intitolato a Lino Miccichè, articolato in due sezioni:
  1. Sezione giovanissimi (riservato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado): recensione della lunghezza massima di 4.000 battute (spazi inclusi) di un film proiettato nelle sale cinematografiche o sulle piattaforme on line dopo il 1° gennaio 2020.
  2. Sezione studenti (Università, Scuole di Cinema, Accademie di Belle Arti, Conservatori, ISIA) e soci di associazioni cinematografiche: saggio critico della lunghezza di massimo 8.000 battute (spazi inclusi) di un film proiettato nelle sale cinematografiche o sulle piattaforme on line dopo il 1° gennaio 2020 o di una serie tv andata in onda dopo il 1° gennaio 2020.


Per partecipare: inviare a premiomicciche@gmail.com un breve curriculum, completo di nome, cognome, indirizzo e-mail e numero telefonico, a corredo dell'elaborato (in formato word o pdf al seguente indirizzo) entro il 15 maggio 2021.

La giuria è composta da: Pedro Armocida, Luisa Ceretto, Andrea Miccichè, Francesco Miccichè, Franco Montini, Paola Olivieri, Bruno Torri.

La premiazione si terrà a Pesaro il 26 giugno 2021 durante la serata conclusiva della 57-sima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema.

    Premi Sezione A:
  1. 1° premio sezione A: €150 + attestato.
  2. 2° premio sezione A: €100 + attestato
  3. 3° premio sezione A: Abbonamento annuale alla rivista “Cinecritica” + attestato
    Premi sezione B:
  1. 1° premio sezione B: €250 + attestato
  2. 2° premio sezione B: €200 + attestato
  3. 3° premio sezione B: Abbonamento annuale alla rivista “Cinecritica” + attestato

30 marzo 2021

First interstellar comet may be the most pristine ever found

New observations with the European Southern Observatory’s Very Large Telescope (ESO’s VLT) indicate that the rogue comet 2I/Borisov, which is only the second and most recently detected interstellar visitor to our Solar System, is one of the most pristine ever observed. 
Astronomers suspect that the comet most likely never passed close to a star, making it an undisturbed relic of the cloud of gas and dust it formed from. 

Image of the 2I/Borisov interstellar comet

This image was taken with the FORS2 instrument on ESO’s Very Large Telescope in late 2019, when comet 2I/Borisov passed near the Sun (credit: ESO/O. Hainaut)


2I/Borisov was discovered by amateur astronomer Gennady Borisov in August 2019 and was confirmed to have come from beyond the Solar System a few weeks later. “2I/Borisov could represent the first truly pristine comet ever observed,” says Stefano Bagnulo of the Armagh Observatory and Planetarium, Northern Ireland, UK, who led the new study published today in Nature Communications
The team believes that the comet had never passed close to any star before it flew by the Sun in 2019.

Bagnulo and his colleagues used the FORS2 instrument on ESO's VLT, located in northern Chile, to study 2I/Borisov in detail using a technique called polarimetry [1]. Since this technique is regularly used to study comets and other small bodies of our Solar System, this allowed the team to compare the interstellar visitor with our local comets.

The team found that 2I/Borisov has polarimetric properties distinct from those of Solar System comets, with the exception of Hale–Bopp. Comet Hale–Bopp received much public interest in the late 1990s as a result of being easily visible to the naked eye, and also because it was one of the most pristine comets astronomers had ever seen. Prior to its most recent passage, Hale–Bopp is thought to have passed by our Sun only once and had therefore barely been affected by solar wind and radiation. This means it was pristine, having a composition very similar to that of the cloud of gas and dust it — and the rest of the Solar System — formed from some 4.5 billion years ago.

By analysing the polarisation together with the colour of the comet to gather clues on its composition, the team concluded that 2I/Borisov is in fact even more pristine than Hale–Bopp. This means it carries untarnished signatures of the cloud of gas and dust it formed from.

Artist’s impression of the surface of interstellar comet 2I/Borisov (credit: ESO/M. Kormesser)


“The fact that the two comets are remarkably similar suggests that the environment in which 2I/Borisov originated is not so different in composition from the environment in the early Solar System,” says Alberto Cellino, a co-author of the study, from the Astrophysical Observatory of Torino, National Institute for Astrophysics (INAF), Italy.

Olivier Hainaut, an astronomer at ESO in Germany who studies comets and other near-Earth objects but was not involved in this new study, agrees. “The main result — that 2I/Borisov is not like any other comet except Hale–Bopp — is very strong,” he says, adding that “it is very plausible they formed in very similar conditions.”

“The arrival of 2I/Borisov from interstellar space represented the first opportunity to study the composition of a comet from another planetary system and check if the material that comes from this comet is somehow different from our native variety,” explains Ludmilla Kolokolova, of the University of Maryland in the US, who was involved in the Nature Communications research.

Bagnulo hopes astronomers will have another, even better, opportunity to study a rogue comet in detail before the end of the decade. “ESA is planning to launch Comet Interceptor in 2029, which will have the capability of reaching another visiting interstellar object, if one on a suitable trajectory is discovered,” he says, referring to an upcoming mission by the European Space Agency.

An origin story hidden in the dust Even without a space mission, astronomers can use Earth’s many telescopes to gain insight into the different properties of rogue comets like 2I/Borisov. “Imagine how lucky we were that a comet from a system light-years away simply took a trip to our doorstep by chance,” says Bin Yang, an astronomer at ESO in Chile, who also took advantage of 2I/Borisov’s passage through our Solar System to study this mysterious comet. Her team’s results are published in Nature Astronomy.

Yang and her team used data from the Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), in which ESO is a partner, as well as from ESO’s VLT, to study 2I/Borisov’s dust grains to gather clues about the comet’s birth and conditions in its home system.

They discovered that 2I/Borisov’s coma — an envelope of dust surrounding the main body of the comet — contains compact pebbles, grains about one millimetre in size or larger. In addition, they found that the relative amounts of carbon monoxide and water in the comet changed drastically as it neared the Sun. The team, which also includes Olivier Hainaut, says this indicates that the comet is made up of materials that formed in different places in its planetary system.

The observations by Yang and her team suggest that matter in 2I/Borisov’s planetary home was mixed from near its star to further out, perhaps because of the existence of giant planets, whose strong gravity stirs material in the system. Astronomers believe that a similar process occurred early in the life of our Solar System.

While 2I/Borisov was the first rogue comet to pass by the Sun, it was not the first interstellar visitor. The first interstellar object to have been observed passing by our Solar System was ʻOumuamua, another object studied with ESO’s VLT back in 2017. Originally classified as a comet, ʻOumuamua was later reclassified as an asteroid as it lacked a coma.

Notes
[1] Polarimetry is a technique to measure the polarisation of light. Light becomes polarised, for example, when it goes through certain filters, like the lenses of polarised sunglasses or cometary material. By studying the properties of sunlight polarised by a comet’s dust, researchers can gain insights into the physics and chemistry of comets.

More information
This research highlighted in the first part of this release was presented in the paper “Unusual polarimetric properties for interstellar comet 2I/Borisov” to appear in Nature Communications (doi: 10.1038/s41467-021-22000-x). The second part of the release highlights the study “Compact pebbles and the evolution of volatiles in the interstellar comet 2I/Borisov” to appear in Nature Astronomy (doi: 10.1038/s41550-021-01336-w).

The team who conducted the first study is composed of S. Bagnulo (Armagh Observatory & Planetarium, UK [Armagh]), A. Cellino (INAF – Osservatorio Astrofisico di Torino, Italy), L. Kolokolova (Department of Astronomy, University of Maryland, US), R. Nežič (Armagh; Mullard Space Science Laboratory, University College London, UK; Centre for Planetary Science, University College London/Birkbeck, UK), T. Santana-Ros (Departamento de Fisica, Ingeniería de Sistemas y Teoría de la Señal, Universidad de Alicante, Spain; Institut de Ciencies del Cosmos, Universitat de Barcelona, Spain), G. Borisov (Armagh; Institute of Astronomy and National Astronomical Observatory, Bulgarian Academy of Sciences, Bulgaria), A. A. Christou (Armagh), Ph. Bendjoya (Université Côte d'Azur, Observatoire de la Côte d'Azur, CNRS, Laboratoire Lagrange, Nice, France), and M. Devogele (Arecibo Observatory, University of Central Florida, US).

The team who conducted the second study is composed of Bin Yang (European Southern Observatory, Santiago, Chile [ESO Chile]), Aigen Li (Department of Physics and Astronomy, University of Missouri, Columbia, USA), Martin A. Cordiner (Astrochemistry Laboratory, NASA Goddard Space Flight Centre, USA and Department of Physics, Catholic University of America, Washington, DC, USA), Chin-Shin Chang (Joint ALMA Observatory, Santiago, Chile [JAO]), Olivier R. Hainaut (European Southern Observatory, Garching, Germany), Jonathan P. Williams (Institute for Astronomy, University of Hawai‘i, Honolulu, USA [IfA Hawai‘i]), Karen J. Meech (IfA Hawai‘i), Jacqueline V. Keane (IfA Hawai‘i), and Eric Villard (JAO and ESO Chile).

ESO is the foremost intergovernmental astronomy organisation in Europe and the world’s most productive ground-based astronomical observatory by far. It has 16 Member States: Austria, Belgium, the Czech Republic, Denmark, France, Finland, Germany, Ireland, Italy, the Netherlands, Poland, Portugal, Spain, Sweden, Switzerland and the United Kingdom, along with the host state of Chile and with Australia as a Strategic Partner. ESO carries out an ambitious programme focused on the design, construction and operation of powerful ground-based observing facilities enabling astronomers to make important scientific discoveries. ESO also plays a leading role in promoting and organising cooperation in astronomical research. ESO operates three unique world-class observing sites in Chile: La Silla, Paranal and Chajnantor. At Paranal, ESO operates the Very Large Telescope and its world-leading Very Large Telescope Interferometer as well as two survey telescopes, VISTA working in the infrared and the visible-light VLT Survey Telescope. Also at Paranal ESO will host and operate the Cherenkov Telescope Array South, the world’s largest and most sensitive gamma-ray observatory. ESO is also a major partner in two facilities on Chajnantor, APEX and ALMA, the largest astronomical project in existence. And on Cerro Armazones, close to Paranal, ESO is building the 39-metre Extremely Large Telescope, the ELT, which will become “the world’s biggest eye on the sky”.

The Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), an international astronomy facility, is a partnership of ESO, the U.S. National Science Foundation (NSF) and the National Institutes of Natural Sciences (NINS) of Japan in cooperation with the Republic of Chile. ALMA is funded by ESO on behalf of its Member States, by NSF in cooperation with the National Research Council of Canada (NRC) and the Ministry of Science and Technology (MOST) and by NINS in cooperation with the Academia Sinica (AS) in Taiwan and the Korea Astronomy and Space Science Institute (KASI). ALMA construction and operations are led by ESO on behalf of its Member States; by the National Radio Astronomy Observatory (NRAO), managed by Associated Universities, Inc. (AUI), on behalf of North America; and by the National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) on behalf of East Asia. The Joint ALMA Observatory (JAO) provides the unified leadership and management of the construction, commissioning and operation of ALMA.

Links


22 marzo 2021

Sella del diavolo: la meraviglia di avare il mare e la campagna dentro la città

Il Golfo degli angeli visto dalla sommità della Sella del diavolo. Cagliari, 21 Marzo 2021

 

21 marzo 2021

Il mio monologo su Antonio Pacinotti il 23 marzo 2021 all'Università di Cagliari

Il 23 marzo 2021 un estratto di 5 minuti del video del mio monologo sul grande Antonio Pacinotti sarà presentato all'Università di Cagliari, nella serata dedicata alla storia della ricerca scientifica dell'ateneo cagliaritano.

Ho preparato il testo di questo monologo nel tempo libero, tra il lockdown e l'estate del 2020, e sono contento di aver contribuito in questo modo a far conoscere la storia dello scienziato pisano, inventore del motore e della dinamo a corrente continua, vissuto a Cagliari dal 1873 al 1882. Una storia in cui si intrecciano vicende scientifiche e umane, presentate con la voce e le sembianze di un ipotetico bidello della Règia Università.

Nel video realizzato da Francesco Pupillo, si vede la copia della dinamo di Pacinotti costruita da Carlo De Rubeis, esposta nel Museo di Fisica di Monserrato (ringrazio per l'ospitalità il direttore Andrea Mura). Ringrazio Fabio Marceddu per la consulenza artistica e Michele Saba per la consulenza scientifica. Ringrazio Giuliano Malloci e Gianluigi Corrias per il supporto fornito all'interno del Museo. Ma ringrazio soprattutto il Cagliari FestivalScienza, per avermi incoraggiato a dar vita al monologo e per averlo fatto entrare nelle scuole.

Il monologo "Il bidello di Pacinotti" (Copyright 2020 © Andrea Mameli)

Il link al monologo nel sito dell'Associazione per l'Insegnamento della Fisica (AIF) 

Per approfondire: 

  • "Descrizione di una macchinetta elettromagnetica del Dott. Antonio Pacinotti". Antonio Pacinotti, Il Nuovo Cimento, 19 (1863), 378-384. A. Pacinotti
  • "Raccolta degli scritti di Antonio Pacinotti sulla priorità dell'invenzione". A cura di Angelo Banti. Società italiana per il progresso delle scienze (1932)
  • "Antonio Pacinotti, onoranze e opere". Di Giovanni Polvani. Edizioni Nistri-Lischi (1933)
  • "Lo scienziato dei sogni. Di Gino Benvenuti". Editore GIardini (1959)
  • "Ho costruito il seguente apparecchietto". Di Claudio Luperini e Tiziana Paladini. Edizioni ETS (2007)
  • "I sogni di Antonio Pacinotti". Di Carlo Alberto Segnini. Domus Galileiana (2012)
  • "Antonio Pacinotti a cento anni dalla morte". Pisa University Press. Fondazione Galileo Galilei (2012)
  • "Antonio Pacinotti e il secolo dell'elettricità" video (Associazione culturale "La limonaia", Alfea cinematografica)


Blog Linguaggio Macchina, Andrea Mameli, 21 Marzo 2021


Il video esclusivo sulla ricerca scientifica nei 400 anni dell'Università di Cagliari (Unica News, 21/3/2021)

20 marzo 2021

The Consequences mostra fotografica di Stefania Prandi. Immagini per disinnescare l'ipocrisia. A Cagliari, Teatro Massimo (Mgallery)

Stefania Prandi, The Consequences
Da un anno a questa parte ho sentito e letto parole ricche di ipocrisia, da "andrà tutto bene" a "diventeremo migliori", che stridono duramente di fronte alle cifre della violenza domestica, quasi sempre violenza di genere. E quando si analizzano i dati l'ipocrisia diventa ancora più evidente.
A partire dal 22 marzo 2020 l'aumento delle chiamate al numero verde 1522 (messo a disposizione dal Dipartimento per le pari opportunità per raccogliere le richieste di aiuto, supporto e consulenza) ha fatto registrare una crescita esponenziale. 
Durante il lockdown le telefonate valide al 1522 sono state 5.031 quindi il 73% in più sullo stesso periodo del 2019. Le vittime che hanno chiesto aiuto sono state 2.013 (+59%). 
Dal confronto tra il periodo marzo-dicembre 2019 e l'analogo periodo del 2020, il numero dei femminicidi familiari con vittime conviventi è cresciuto da 49 a 54 (+10,2%). Questi dati mostrano quanto il fenomeno sia cresciuto nel giro di un anno, ma è altrettanto vero che prima la situazione non era proprio così felice. E se siamo ancora qui a ripetercelo è segno che c'è ancora molto da fare, a partire dal far sapere. 
Stefania Prandi, The Consequences
Per questo trovo di enorme importanza il lavoro svolto da Stefania Prandi, giornalista, scrittrice e fotografa, con la sua indagine, durata 3 anni in un mondo di costernazione, di dolore, di rabbia e di rassegnazione. Prandi, attraverso le parole dei familiari, ha raccolto in una mostra fotografica le storie di donne uccise o fatte sparire da mariti, ex mariti, fidanzati, ex fidanzati. 
The Consequences è un lavoro che non può e non deve passare inosservato. Deve colpire, interessare, far uscire dall'assuefazione, restituire attenzione e rispetto. Perché se è vero, come scrive Emanuela Falqui, curatrice della mostra, che "assistiamo quotidianamente ad una pubblica rappresentazione banalizzante e voyeuristica della violenza", è altrettanto drammaticamente reale che si assiste anche a un altro macabro spettacolo: "La notizia, ridotta a un mero fatto di cronaca, è accompagnata da parole giudicanti nei confronti della vittima, e c'è la tendenza a giustificare il comportamento maschile, assolvendolo, perché gli uomini non sarebbero in grado di gestire le proprie emozioni e pulsioni". 
Ecco perché il lavoro di Stefania Prandi meriterà più di una visita distratta e compulsiva.

"Un lavoro - ha scritto Emanuela Falqui, curatrice della mostra - che mette al centro l'ascolto, accoglie la rabbia, il lutto ma anche la forza di chi porta avanti le battaglie, dentro e fuori i tribunali, per restituire dignità a queste donne, perché oltre alla verità processuale esiste anche quella storica. Le fotografie, accompagnate dalle testimonianze, ricostruiscono i ricordi facendo emergere il vero significato dell'affetto e del rispetto verso le persone care, contro la retorica di una cultura che mette sullo stesso piano l'odio, la gelosia, il controllo, il potere, come manifestazioni secondarie e naturali dell'amore. Un incontro di sguardi e di fiducia in cui i familiari consegnano il loro vissuto alla fotografa che, con delicatezza, crea un immaginario intimo, di grande intensità psicologica e profondamente incisivo, allontanandosi dalla spettacolarizzazione del dolore alla quale siamo abituati per lasciare spazio alla riflessione. Trenta ritratti colmano l'assenza di queste donne, grazie a chi non si arrende; ma sono anche un invito ad avvicinarci e ad adottare queste storie come nostre, e per le quali tutte e tutti possiamo fare qualcosa per evitare che ancora accadano".
Stefania Prandi, The Consequences
Questa mostra è nello stesso tempo un omaggio a chi non c'è e un invito a non farsi contaminare dal virus dell'indifferenza: "Trenta ritratti colmano l'assenza di queste donne, grazie a chi non si arrende; ma sono anche un invito ad avvicinarci e ad adottare queste storie come nostre, e per le quali tutte e tutti possiamo fare qualcosa per evitare che ancora accadano", ma è anche il testimone passato da chi  Un incontro di sguardi e di fiducia, in cui i familiari consegnano il loro vissuto alla fotografa, che con delicatezza crea un immaginario intimo, di grande intensità psicologica e profondamente incisivo, allontanandosi dalla spettacolarizzazione del dolore alla quale siamo abituati, per lasciare spazio alla riflessione.

La mostra arriva a Cagliari grazie a Emanuela Falqui (alla quale va la mia gratitudine per aver realizzato questa complessa operazione) e grazie alla collaborazione con la Collettiva Le Infestanti, il Centro Antiviolenza dell'Unione Comuni d'Ogliastra, il Centro di Documentazione e Studi delle Donne di Cagliari, la Circola nel Cinema Alice Guy, Sardegna Teatro e Dry-Art. 

L'inaugurazione non sarà sabato 27 marzo, in occasione della Giornata Mondiale del Teatro, alle 11:00 al Teatro Massimo di Cagliari (via De Magistris 12) Mgallery
RINVIATA
La mostra sarà visitabile il 27 e il 28 marzo dalle 11 alle 20. Successivamente, sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 18:00 e il sabato dalle 16:00 alle 19:00.
 
Stefania Prandi, The Consequences


13 marzo 2021

12 marzo 2021

Le tecnologie quantistiche consentono una notevole accelerazione nel tempo di apprendimento artificiale. Studio internazionale pubblicato su Nature il 10 Marzo 2021

L'intelligenza artificiale sta entrando sempre più nelle nostre vite. Amazon tenta di prevedere ciò che ci interessa acquistare in base al nostro comportamento online. Netflix ha sviluppato una tecnologia predittiva basata sulle reazioni degli utenti e la usa per suggerirci film, serie e documentari. Alexa e Siri sono diventati assistenti estremamente sofisticati. In questi e innumerevoli altri scenari la domanda non sarà più se la macchina è in grado di imparare ma con quale rapidità.

Una ricerca, sviluppata all'interno di una collaborazione internazionale che comprende Austria, Germania, Paesi Bassi e Stati Uniti, ha fornito una risposta a questa domanda. E ha dimostrato che la tecnologia quantistica consente notevoli accelerazioni del tempo di apprendimento del computer. 

Questo risultato è stato ottenuto utilizzando un processore quantistico basato su fotoni. Il lavoro, che contribuisce al progresso dell'intelligenza artificiale quantistica, è pubblicato il 10 marzo dalla rivista Nature con il titolo: Experimental quantum speed-up in reinforcement learning agents.

Da una parte l'intelligenza artificiale con le sue macchine sempre più autonome, dall'altra la fisica quantistica e i suoi potenti algoritmi. Da alcuni anni molti scienziati hanno iniziato a investigare sulle connessioni tra questi due mondi e a studiare in che modo la meccanica quantistica può apportare significativi benefici per l'apprendimento dei robot e viceversa.

I ricercatori coinvolti in questo progetto hanno preso dei fotoni e li hanno accoppiati all'interno di un processore quantistico. Il processore è il nucleo della macchina di apprendimento. L'esperimento ha mostrato che la fisica quantistica riduce significativamente i tempi di apprendimento.

Per capire almeno concettualmente l'esperimento oggetto dello studio pubblicato su Nature si può provare a immaginare un robot, fermo a un incrocio, al quale sono permesse la svolta a sinistra e quella a destra. Se il robot si muove nel mondo che conosciamo, descritto dalla fisica classica, allora proverà a a sinistra o a destra indifferentemente, finché non sarà ricompensato nel compiere una delle due scelte. Invece se il robot è governato dalla fisica quantistica allora entrano in gioco gli aspetti più lontani dall'intuizione comune, in particolare il principio di sovrapposizione. E questo cosa comporta? Per capirlo cerchiamo di immaginare che il robot al momento di svoltare compirà simultaneamente la svolta a destra e a sinistra. Questa è la chiave, per quanto apparentemente inconcepibile, per realizzare un algoritmo di ricerca quantistica in grado di ridurre il numero di prove e di consentire al robot di imparare rapidamente il percorso corretto. Un agente intelligente che esplora l'ambiente giovandosi della sovrapposizione quantistica avrà la possibilità di imparare molto più velocemente di un analogo robot "classico". Sono sicuro che questa dimostrazione sperimentale sarà solo il primo passo di una promettente evoluzione nella tecnologia verso l'intelligenza artificiale quantistica.

Artistic impression of the quantum learning concept © Rolando Barry (University of Vienna)

Experimental quantum speed-up in reinforcement learning agents - Published: 10 March 2021

Abstract - As the field of artificial intelligence advances, the demand for algorithms that can learn quickly and efficiently increases. An important paradigm within artificial intelligence is reinforcement learning1, where decision-making entities called agents interact with environments and learn by updating their behaviour on the basis of the obtained feedback. The crucial question for practical applications is how fast agents learn2. Although various studies have made use of quantum mechanics to speed up the agent’s decision-making process3,4, a reduction in learning time has not yet been demonstrated. Here we present a reinforcement learning experiment in which the learning process of an agent is sped up by using a quantum communication channel with the environment. We further show that combining this scenario with classical communication enables the evaluation of this improvement and allows optimal control of the learning progress. We implement this learning protocol on a compact and fully tunable integrated nanophotonic processor. The device interfaces with telecommunication-wavelength photons and features a fast active-feedback mechanism, demonstrating the agent’s systematic quantum advantage in a setup that could readily be integrated within future large-scale quantum communication networks.



06 marzo 2021

BioArt challenge al MUSE: L'arte del vivente: ispirarsi ad architetture e funzioni biologiche per progettare un futuro diverso

Il MUSE, Museo delle Scienze di Trento che le lettrici e i lettori di questo blog conoscono bene - cerca creativi, artisti visivi e designer per avviare una collaborazione su un percorso di ricerca artistica nel campo della Bioart.  


Tema: "L'arte del vivente: ispirarsi ad architetture e funzioni biologiche per progettare un futuro diverso".

Scadenza: 15 marzo 2021.

Obiettivo: avviare un'indagine nella sfera delle arti performative, visive e applicate che esplorano le connessioni tra arte e scienze della vita, con particolare attenzione ai campi della biologia sintetica e al progresso scientifico che procede sulla linea di confine tra il prebiotico (non vivente) e il biotico (vivente).

BANDO DI SELEZIONE PER IL CONFERIMENTO DI UN CONTRATTO DI OPERA INTELLETTUALE PRESSO IL MUSE – Museo delle Scienze, nell’ambito del progetto europeo "ACDC –Artificial Cells with Distributed Cores” per condurre un progetto di ricerca e di indagine artistica sul tema della BioArt.  



Il bando si inserisce nell'ambito del progetto europeo ACDC (Artificial Cells with Distributed Cores to Decipher Protein Function).

28 febbraio 2021

Cagliari (nuvoloso)

Cane ammira panorama Cagliari

Cagliari, 28 Febbraio 2021; nuvoloso, bewolkt, bewölkt, cloudy, nuageuse, nublado

27 febbraio 2021

Lavanda di mare: la musica a sostegno della produzione cinematografica e non solo. Il progetto Return to Sea and Sardinia

All'inizio del 1921, dopo un breve soggiorno in Sicilia, lo scrittore inglese D.H. Lawrence e la moglie Freida partirono per la Sardegna. 
La cronaca di quel viaggio, che descrive le esperienze e le sensazioni di Lawrence, è narrata nel libro Sea and Sardinia (Mare e Sardegna). 
Esattamente un secolo dopo il fotografo e art director Daniele Marzeddu e il suo gruppo ripercorrono i passi di Lawrence. 
L'esperienza verrà fotografata e ripresa e porterà alla produzione di un film documentario: Return to Sea and Sardinia.

Come Sea and Sardinia è più di un libro di viaggio, così un film che racconta la sua storia deve essere più di un film. Perciò questo progetto comprende, tra immagini, suoni e voci, una serie di iniziative che saranno rivelate in seguito.

Il progetto originale prevedeva di girare in gennaio, il mese in cui Lawrence è sbarcato in Sardegna, ma di fronte alla catastrofe virale anche il piano più perfetto è costretto a cambiare. Per il momento dobbiamo limitare le nostre ambizioni di critici cinematografici all'ascolto della prima traccia della colonna sonora. A causa della pandemia tutto ciò che riguarda le riprese è stato rimandato: solo la produzione della colonna sonora ha potuto ignorare il covid e andare avanti. 

Mappa della Sardegna (D.H. Lawrence) 

Il mese scorso ho avuto l'opportunità di ascoltare Lavanda di Mare, la prima parte della musica che accompagna il film, composta da Glåsbird e devo dire che è stato impossibile non pensare al viaggio di Lawrence. L'ho trovata una perfetta cornice emotiva per le immagini di un viaggio nel viaggio.

Questo film, come sa chiunque si interessi alle storie di piccole produzioni, ha bisogno di raccogliere fondi. E così la musica è venuta in aiuto dell'arte visiva. Come? Fornendo una compilation per il la campagna di crowdfunding allestita da Daniele Marzeddu e i suoi. 

Così i Whitelabrecs hanno deciso di curare una compilation digitale, i cui proventi saranno devoluti a Return to Sea and Sardina per un periodo di 12 mesi: Ennio’s Muse (Whitelabrecs Compilation).

I compositori sono: Glåsbird, Simeon Walker, Ian Hawgood, Adrian Lane, Théo Martin, Lorenzo Masotto, Mikael Lind, Emanuele Errante, Autistici & He Can Jog, Andrew Heath, Sven Laux, Grotta Veterano, The Green Kingdom, Blochemy, Anthéne & Simon McCorry, Logic Moon, Jazzdefector, Henrik Lauge & Enzo Orefice, Pruski, Andrew Lang, Mi Cosa de Resistance, S.hel, Pie Are Squared, Polaroid Notes and Nebel lang. 

L'album si ispira all'opera del grande Ennio Morricone e anticipa i temi del viaggio nel Mediterraneo. 

Agli artisti invitati è stato chiesto di produrre un brano, come se stessero realizzando la colonna sonora di un film immaginario.

Glåsbird, nello scrivere musica per il cinema, quanto è importante conoscere la storia e quanto è importante vedere le immagini

«Penso che risultati affascinanti possano venire fuori da entrambi gli approcci, sia che si tratti di registrare una traccia per un film, o semplicemente di usare l'immaginazione senza avere molto in termini di immagini. Il mio lavoro al di fuori del cinema è basato interamente sulla ricerca e l'immaginazione, quindi per me scrivere musica per film mi dà ancora più immagini e storie per aiutare a ispirare la mia musica.

Se il film non esiste ancora, allora l'approccio che potrei adottare è quello di scrivere molto materiale, per costruire una libreria di suoni. In questo modo, il regista potrà disporre di più materiale con cui lavorare per abbinare la musica a una particolare scena.

Questo aiuta a trarre ispirazione e mi piace che il mio lavoro significhi qualcosa e mostri un certo rispetto per ciò che esiste già..»

Venendo al film Mare e Sardegna, hai già in mente che tipo di atmosfera legare alle scene? 

«Ho già iniziato a lavorare! Anche se al momento mi sto prendendo una pausa in attesa di notizie su quando i viaggi internazionali saranno di nuovo permessi. Mi piacerebbe vedere alcune delle immagini o dei filmati che Daniele riprenderà e avere il tempo per mettere a punto i suoni che ho già sviluppato. Potremmo usare registrazioni di strumenti tradizionali sardi, o forse alcuni suoni che la troupe incontrerà durante il percorso.

Finora ho lavorato facendomi ispirare dalla visione di documentari sulla Sardegna, dalle storie e dalle immagini che Daniele ha condiviso e, naturalmente, dal magnifico libro di D.H. Lawrence. Tutto può cambiare e svilupparsi, ma ho una collezione di atmosfere ricche e moderne di stampo classico così come del materiale acustico caldo, e alcune percussioni per dare un po' di movimento. 

Il mio approccio iniziale è stato quello di creare una collezione di librerie di suoni e quindi sto cercando di variare le sonorità. Vedremo se ci saranno molti dialoghi da combinare con la musica, e se non ci saranno, dovrò creare molte idee interessanti per aiutare a mantenere gli spettatori interessati al film!»

Conosci la Sardegna? Ci sei mai stato?

«Sono stato molte volte in Italia, ma non in Sardegna. Quindi non la conosco in questo senso. Ma come parte di questo progetto, così come tutto il mio lavoro su album (A Sonic Expedition), sto trascrivendo ciò che imparo da dentro la comodità della mia casa, viaggiando, senza muovermi veramente. Forse un giorno la visiterò.»

Come è nata l'idea di riunire più di 20 artisti per creare una compilation a sostegno di questo film?

«Abbiamo cercato di pensare a qualche idea per la raccolta di fondi tra di noi, in modo da poter contribuire a rendere possibile la realizzazione di questo film. Harry di Whitelabrecs ha suggerito di creare una compilation. L'etichetta ha gestito molti grandi progetti che coinvolgono diversi artisti prima d'ora, quindi mi è sembrata una buona idea. Sono rimasto sorpreso che sia stata pianificata una data di uscita entro gennaio, quando abbiamo avuto l'idea solo all'inizio di gennaio. Sono stati contattati numerosi artisti e la maggior parte ha prodotto qualcosa in tempo! È incredibile quanto velocemente sia stato messo insieme, ma anche quanto sia stata realizzata bene!

Il cortometraggio per il mio brano Lavanda di Mare era in realtà la nostra ultima idea, ma cementa davvero l'album e sembra come se fosse sempre stato destinato ad essere incluso. Daniele ha chiesto al suo amico Antonio, che viaggerà in Sardegna con lui, di mettere insieme alcuni filmati che avevano girato in precedenza e questo consente di vivere un'esperienza davvero emozionante di ciò che verrà da questo progetto.»

Andrea Mameli - Linguaggio Macchina, 27 febbraio 2021


Glåsbird – Lavanda di Mare



P.S. Lavanda di mare nel blog di Beppe Severgnini

Italians, Corriere della Sera, 3/3/2021

Lavanda di Mare nel blog di Beppe Severgnini

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23 febbraio 2021

Lavanda di mare: a musical endorsement to film production and beyond. The Return to Sea and Sardinia project

D.H. Lawrence's map of Sardinia 
In early 1921, after a stay in Sicily, D.H. Lawrence set out with his wife Freida to travel through Sardinia. 
The chronicle of that journey, describing the experiences and feelings of the English writer, is narrated in the book Sea and Sardinia. Exactly one century later, the Photographer and art director Daniele Marzeddu and his team plan to retrace Lawrence’s steps this year and will capture their experiences through photography and a documentary film: Return to Sea and Sardinia

As well as Sea and Sardinia is more than a travel book, a film that tells its story must be more than a film. Therefore, this project includes a series of actions, which will be revealed later, between images, sounds and voices,

The original plan was to film in January, the exact month Lawrence landed in Sardinia, but faced with a viral calamity, even the most perfect plan has be forced to change. For the time being we must confine our ambitions as film critics to listening to the first track of the soundtrack: because of the pandemic, everything to do with filming was postponed and solely the production of the sound track went ahead, ignoring the covid. 

During last weekend I had the opportunity to listen to this first portion of the music to accompany the film, composed by Glåsbird, Lavanda di Mare (Lavender of the Sea) and I must say that it was impossible not to think of Lawrence's journey. I found it the perfect emotional framework for the images of a journey within a journey. 

This film, as anyone interested in the stories of small productions knows, needs to raise funds. And music comes to the aid of visual art. How? By providing a compilation for the crowdfunding campaign set up by Daniele Marzeddu and his team. 

So Whitelabrecs have decided to curate a digital compilation, in which all proceeds will be donated to Return to Sea and Sardinia for a period of 12 months: Ennio’s Muse (Whitelabrecs Compilation).

The composers are: Glåsbird, Simeon Walker, Ian Hawgood, Adrian Lane, Théo Martin, Lorenzo Masotto, Mikael Lind, Emanuele Errante, Autistici & He Can Jog, Andrew Heath, Sven Laux, Grotta Veterano, The Green Kingdom, Blochemy, Anthéne & Simon McCorry, Logic Moon, Jazzdefector, Henrik Lauge & Enzo Orefice, Pruski, Andrew Lang, Mi Cosa de Resistance, S.hel, Pie Are Squared, Polaroid Notes and Nebel lang. 

The album is themed on cinematic scoring, inspired by the late great Ennio Morricone and throwing forward the themes of Mediterranean travel that lie ahead. 

The artists invited have been asked to produce a piece of music, as if they are scoring for an imaginary film.

Glåsbird, in writing music for cinema, how important is it to know the story and how important is it to see the images?

«I think fascinating results can come out of either approach, whether it’s scoring a cue to a pre-recorded film, or just using imagination without much in the way of imagery. My non-cinema work is all based around research and imagination, so for me writing music for film gives me yet more visuals and stories to help inspire my music.
If the film does not yet exist, then the approach I might take is to write a lot of material, to build a library of sounds. That way, the director has more to work with in matching up the music to a particular scene.
If the film is an adaptation or inspired by a book such as the case with Sea and Sardinia, then absolutely I feel it’s really important to read it! I like to bring stories, history, facts and culture together before writing my music. This helps draw inspiration and I like my work to mean something and show some respect to what exists already.»

Coming to the film Sea and Sardinia, you already have in mind what kind of atmosphere are you thinking of linking to the scenes? 

«I’ve already started working! Although I’m currently taking a break whilst we wait for news on when international travel will be allowed again, so that Daniele can follow through with the visit. I’d like to see some of the images or footage he collects and take the time to fine tune the sound I’ve already developed. We may use recordings of traditional Sardinian instruments for example, or perhaps some sounds that the team find in their visit.
Otherwise, what I’ve been working on so far has been informed by watching documentaries of Sardinia, stories and imagery Daniele has shared as well as of course, D.H Lawrence’s magnificent book. It may all change and develop, but I’ve got a collection of rich and modern classical leaning moods as well as some warm acoustic material, some percussion even to give some movement. As I’ve started already, the initial approach has been to create a collection of music library and so I’m trying to vary my sound quite a bit. We’ll see if there’s much dialog in the music, and if not, I’ll need to create lots of interesting ideas to help keep the viewers engaged in the film!»

Do you know Sardinia? Have you ever been there?

«I've been to Italy many times, but not Sardinia. So I do not know it in that sense. But as part of this project, as much as all of my album work (A Sonic Expedition), I am transcribing what I learn from inside the comfort of my home, traveling, without actually moving. Maybe some day I will visit.»

How did the idea of gathering more than 20 artists to create a compilation in support of this film come about?

«We’ve been trying to think of some ideas on fundraising between us, so that we can help make it possible for this film to take place. Harry from Whitelabrecs is involved in our discussions too and suggested a compilation. The label has run many large projects involving several artists before so it seemed a good idea. I was surprised that a release date of January was planned, when we only had the idea at the beginning of January. So many artists were approached and most produced something in time! It’s amazing how quickly it came together, but how good it all sounds too!
The short film for my track Lavanda di Mare was actually our last idea but it really cements the album and feels like it was always meant to be included. Daniele asked his friend Antonio who will be traveling to Sardinia with him, to put together some footage they’d shot before and it gives a really exciting experience of what’s to come from this project.»

Andrea Mameli - Linguaggio Macchina


[video of the week] Glåsbird – Lavanda di Mare


16 febbraio 2021

Un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato su un computer quantistico. Uno studio coordinato da Enrico Prati pubblicato su Advanced Quantum Technologies

Un nuovo modello di intelligenza artificiale sviluppato su un computer quantistico. È il risultato di uno studio, coordinato dall'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn) di Milano, pubblicato (come storia di copertina) sull’ultimo numero della rivista Advanced Quantum Technologies.

Nel 2016 alla NASA era stata sperimentata su un computer quantistico una particolare famiglia di reti neurali chiamate macchine di Boltzmann. In quel caso per rappresentare ciascun neurone artificiale era stato utilizzato un solo qubit. Ma cosa è il quit? Il bit tradizionale, l’unità di informazione del calcolatore classico, può assumere i valori 0 e 1. Nel computer quantistico invece, proprio grazie alle proprietà della fisica quantistica, si utilizza il qubit, il quale può assumere più valori contemporaneamente e questo permette di effettuare più calcoli e diverse operazioni in maniera parallela e con più velocità rispetto ai computer tradizionali. 

Il gruppo di ricerca di Enrico Prati invece è riuscito a raggruppare più qubit per mezzo di una tecnica denominata embedding. E il qubit virtuale così originato eredita le connessioni di quelli che lo compongono, facendo incrementare enormemente la connettività del computer quantistico risultante.

Per capire bene cosa è successo nel laboratorio del CNR Linguaggio Macchina ha intervistato Enrico Prati.

Avete ottenuto questo risultato utilizzando un computer della società canadese D-Wave da 2.048 qubit. Per i lettori e le lettrici del blog Linguaggio Macchina possiamo spiegare cosa significa, materialmente, programmare un computer come questo?

«A differenza dei computer desktop, un computer quantistico a superconduttori è molto voluminoso - qualche metro cubo - perché include tutto l'impianto di raffreddamento che contiene il chip, che invece è di dimensioni del centimetro. Non occorre trovarsi materialmente davanti a questo computer per usarlo, e quindi lo si usa da remoto mediante un accesso che richiede autenticazione. All'atto pratico le chiamate al processore quantistico avvengono tramite un programma in un linguaggio standard ampliato da librerie che fanno la chiamata al computer quantistico.»

Il vostro lavoro con l'intelligenza artificiale ha anche lo scopo di orientare e migliorare i metodi di apprendimento delle reti neurali artificiali. In questa ricerca in particolare avete utilizzato un approccio semantico e con la tecnica del reverse annealing. In che cosa consiste?

«Il computer quantistico adiabatico come il DWave consente di essere utilizzato per generare una distribuzione di probabilità. Questa caratteristica risulta naturale per certi algoritmi, come l'algoritmo di Netflix basato sulla cosiddetta macchina di Boltzmann. Nei primi esperimenti, si era pensato di sfruttare solo questa caratteristica e poi svolgere il calcolo senza ulteriori ottimizzazioni, iniziando il training da stati casuali. Con a tecnica del reverse annealing si può partire da stati iniziali a immagine di elementi validi del dataset, in modo da sfruttare l'informazione fino dall'inizio, con maggiore analogia rispetto al caso noto per i computer convenzionali.»

Per vedere i risultati delle vostre ricerche pubblicati su Advanced Quantum Technologies in quanti avete lavorato e con quali competenze?

«Il lavoro è nato dalla tesi magistrale di Lorenzo Rocutto, all'epoca studente dell'Università Milano Bicocca, che ha trasformato l'idea di partenza in realtà, ed è stato sviluppato con la collaborazione del Professor Claudio Destri dell'Università Milano Bicocca, uno dei maggiori fisici teorici italiani, che ha accettato la sfida di applicare la sua conoscenza a un tema emergente come questo. Devo però dare merito al Quantum Team, l'eterogeneo e dinamico gruppo di giovani collaboratori che coordino, di aver continuamente supportato con critiche, idee, e discussioni il progresso di questo lavoro.» 

Prossimi passi?

«Questo algoritmo si presta a molte varianti matematiche e a molte applicazioni, che vanno dalla quantum security alla quantum finance, all'imaging. Quello che è certo è che le aziende hanno capito che il momento di muoversi è ora, e che la sperimentazione è il primo passo verso l'utilizzo.»

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 16 Febbraio 2021

Lorenzo Rocutto, Claudio Destri, Enrico Prati
Advanced Quantum Technologies. First published: 14 December 2020
https://doi.org/10.1002/qute.202000133

Abstract - Restricted Boltzmann machines (RBMs) constitute a class of neural networks for unsupervised learning with applications ranging from pattern classification to quantum state reconstruction. Despite the potential representative power, the diffusion of RBMs is quite limited since their training process proves to be hard. The advent of commercial adiabatic quantum computers (AQCs) raised the expectation that the implementations of RBMs on such quantum devices can increase the training speed with respect to conventional hardware. Here, the feasibility of a complete RBM on AQCs is demonstrated, thanks to an embedding that associates the nodes of the neural networks to virtual qubits. A semantic quantum search is implemented thanks to a reverse annealing schedule. Such an approach exploits more information from the training data, mimicking the behavior of the classical Gibbs sampling algorithm. The semantic training is shown to quickly raise the sampling probability of a subset of the set of the configurations. Even without a proper optimization of the annealing schedule, the RBM semantically trained achieves good scores on reconstruction tasks. The development of such techniques paves the way toward the establishment of a quantum advantage of adiabatic quantum computers, especially given the foreseen improvement of such hardware.

15 febbraio 2021

La fisica che ci piace è quella di Vincenzo Schettini. Un canale youtube che aiuta a capire (e non solo la fisica)

Vincenzo Schettini è un fisico che insegna fisica, la ama e ama insegnarla. E lo fa, con successo, su YouTube, con il canale La fisica che ci piace


Le caratteristiche principali dei video del professor Schettini sono la chiarezza (per ogni argomento vengono fornite accurate spiegazioni, esempi e, quando il video è generato da una diretta, anche interazione in tempo reale con studenti e studentesse), la capacità didattica al di sopra della media (le lezioni sono sempre molto chiare, stimolanti e complete) e la simpatia del docente (che non va a detrimento della potenza dell'intervento formativo ma anzi la arricchisce). 
La morale in tutti i video di Vincenzo Schettini è semplice: non dovete imparare a memoria ma dovete capire e lo si fa con il buonumore è meglio. Come dargli torto? Anzi, in alcuni video è stato più esplicito: voglio che i miei studenti diventino più bravi e più intelligenti. I suoi studenti sono quelli dell'I.I.S.S. Luigi dell'Erba di Castellana Grotte (Bari) ma sono anche quelli che lo seguono su youtube (e non sono solo studenti).
Io ho visto molti suoi video e non ho mai trovato una spiegazione superficiale o un passaggio fatto tanto per farlo. Il professor Schettini ha tutta la mia ammirazione.
Poi ho sentito la necessità di andare oltre, per capire cosa ha significato questo progetto per il suo artefice. E così è nata questa intervista per Linguaggio Macchina.


Professor Schettini, come è nata l'idea di spiegare fisica, ma anche matematica, inglese e musica, attraverso i video? 
 «La dimensione del video è qualcosa che mi appartiene perché sono un musicista e quindi sono sempre stato abituato al palcoscenico, alla sperimentazione attraverso le immagini. Quindi ho sentito una forte attrazione nei confronti di un percorso completamente nuovo che includesse il racconto della scienza attraverso i video.»

In che modo ti sei organizzato, tra innumerevoli impegni di lavoro e personali, riuscendo a trovare il tempo necessario per registrare i video, caricarli e pensare ai successivi? 
«All'inizio non è stato difficile anche perché scorrendo indietro nel mio canale YouTube ci si rende conto che la maggior parte dei video erano realizzati in classe, cosa tra l'altro assolutamente autentica e tuttora molto apprezzata. Poi ho sentito l'esigenza di ampliare il racconto e ho cominciato a fare tutta una serie di progetti direttamente dal mio studio di posa, questo devo dire è stato e continua ad essere piuttosto complicato ma mi piace continuare con grande energia perché il riscontro è così forte che mi carico ogni volta di più.»

Quando hai iniziato pensavi che saresti arrivato a questi risultati? 
«Assolutamente no! Lo facevo semplicemente perché mi piaceva, ero felice nel fare le live nel comunicare in maniera semplice la scienza. Tutto quello che è venuto dopo è stato un dono, un meraviglioso dono.»



Quali sono le maggiori soddisfazioni in questa attività? 
«Una delle più grandi soddisfazioni e proprio poter essere un punto di riferimento per studenti, docenti, famiglie ma anche appassionati. Devo dire che è anche una grande responsabilità, cerco di essere il più preciso possibile anche perché in rete c'è moltissima gente che ama mettere continuamente "i puntini sulle i"… Ma io vado avanti tranquillo sapendo che la prima cosa che arriva attraverso il mio racconto è l’emozione.»

C'è qualcosa che ti ha deluso o infastidito? 
«Devo dire la verità che all'inizio ero piuttosto preso di sorpresa dagli insulti che a volte avvenivano durante le live. Fortunatamente pochi episodi, ma ho capito immediatamente che questo faceva parte del gioco e piano piano mi ci sono abituato. Si impara presto a capire che la rete è un luogo nel quale spesso la gente si nasconde dietro uno pseudonimo credendo di avere il potere di dire tutto quello che vuole. Questo per me che sono un adulto è una presa di coscienza, mi dispiace invece che molti giovani, magari fragili, possano soffrire per questo.»

In tutto questo (conoscenza, comunicazione, tecnica, organizzazione e motivazione) quanto conta la formazione musicale, tra rigore nella preparazione e capacità creativa? 
«Come ho detto prima conta moltissimo: la musica ha sviluppato fortemente il senso di creatività dentro di me e fuori di me. Devo dire grazie alla musica perché mi ha formato come artista e anche come persona. Sul discorso organizzativo invece è tutta una questione personale: schedulare in maniera attenta il lavoro, essere rigorosi, non perdere mai troppo tempo, puntare alla praticità ed all'essenzialità.»



Hai avuto notizia di essere stato di stimolo per qualche collega insegnante? 
«Tantissime volte! Mi scrivono molti insegnanti, mi confessano di condividere il mio materiale come supporto alle loro lezioni e mi ringraziano perché ho saputo “curare" un loro momento di sconforto, si sono fatti coraggio nell'andare avanti, specie in questo periodo così complicato per la scuola e per l’apprendimento.»

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 15 Febbraio 2021

P.S. La Fisica che ci piace ha due sorelline: La Matematica che ci piace e La Musica che ci piace