15 febbraio 2021

La fisica che ci piace è quella di Vincenzo Schettini. Un canale youtube che aiuta a capire (e non solo la fisica)

Vincenzo Schettini è un fisico che insegna fisica, la ama e ama insegnarla. E lo fa, con successo, su YouTube, con il canale La fisica che ci piace


Le caratteristiche principali dei video del professor Schettini sono la chiarezza (per ogni argomento vengono fornite accurate spiegazioni, esempi e, quando il video è generato da una diretta, anche interazione in tempo reale con studenti e studentesse), la capacità didattica al di sopra della media (le lezioni sono sempre molto chiare, stimolanti e complete) e la simpatia del docente (che non va a detrimento della potenza dell'intervento formativo ma anzi la arricchisce). 
La morale in tutti i video di Vincenzo Schettini è semplice: non dovete imparare a memoria ma dovete capire e lo si fa con il buonumore è meglio. Come dargli torto? Anzi, in alcuni video è stato più esplicito: voglio che i miei studenti diventino più bravi e più intelligenti. I suoi studenti sono quelli dell'I.I.S.S. Luigi dell'Erba di Castellana Grotte (Bari) ma sono anche quelli che lo seguono su youtube (e non sono solo studenti).
Io ho visto molti suoi video e non ho mai trovato una spiegazione superficiale o un passaggio fatto tanto per farlo. Il professor Schettini ha tutta la mia ammirazione.
Poi ho sentito la necessità di andare oltre, per capire cosa ha significato questo progetto per il suo artefice. E così è nata questa intervista per Linguaggio Macchina.


Professor Schettini, come è nata l'idea di spiegare fisica, ma anche matematica, inglese e musica, attraverso i video? 
 «La dimensione del video è qualcosa che mi appartiene perché sono un musicista e quindi sono sempre stato abituato al palcoscenico, alla sperimentazione attraverso le immagini. Quindi ho sentito una forte attrazione nei confronti di un percorso completamente nuovo che includesse il racconto della scienza attraverso i video.»

In che modo ti sei organizzato, tra innumerevoli impegni di lavoro e personali, riuscendo a trovare il tempo necessario per registrare i video, caricarli e pensare ai successivi? 
«All'inizio non è stato difficile anche perché scorrendo indietro nel mio canale YouTube ci si rende conto che la maggior parte dei video erano realizzati in classe, cosa tra l'altro assolutamente autentica e tuttora molto apprezzata. Poi ho sentito l'esigenza di ampliare il racconto e ho cominciato a fare tutta una serie di progetti direttamente dal mio studio di posa, questo devo dire è stato e continua ad essere piuttosto complicato ma mi piace continuare con grande energia perché il riscontro è così forte che mi carico ogni volta di più.»

Quando hai iniziato pensavi che saresti arrivato a questi risultati? 
«Assolutamente no! Lo facevo semplicemente perché mi piaceva, ero felice nel fare le live nel comunicare in maniera semplice la scienza. Tutto quello che è venuto dopo è stato un dono, un meraviglioso dono.»



Quali sono le maggiori soddisfazioni in questa attività? 
«Una delle più grandi soddisfazioni e proprio poter essere un punto di riferimento per studenti, docenti, famiglie ma anche appassionati. Devo dire che è anche una grande responsabilità, cerco di essere il più preciso possibile anche perché in rete c'è moltissima gente che ama mettere continuamente "i puntini sulle i"… Ma io vado avanti tranquillo sapendo che la prima cosa che arriva attraverso il mio racconto è l’emozione.»

C'è qualcosa che ti ha deluso o infastidito? 
«Devo dire la verità che all'inizio ero piuttosto preso di sorpresa dagli insulti che a volte avvenivano durante le live. Fortunatamente pochi episodi, ma ho capito immediatamente che questo faceva parte del gioco e piano piano mi ci sono abituato. Si impara presto a capire che la rete è un luogo nel quale spesso la gente si nasconde dietro uno pseudonimo credendo di avere il potere di dire tutto quello che vuole. Questo per me che sono un adulto è una presa di coscienza, mi dispiace invece che molti giovani, magari fragili, possano soffrire per questo.»

In tutto questo (conoscenza, comunicazione, tecnica, organizzazione e motivazione) quanto conta la formazione musicale, tra rigore nella preparazione e capacità creativa? 
«Come ho detto prima conta moltissimo: la musica ha sviluppato fortemente il senso di creatività dentro di me e fuori di me. Devo dire grazie alla musica perché mi ha formato come artista e anche come persona. Sul discorso organizzativo invece è tutta una questione personale: schedulare in maniera attenta il lavoro, essere rigorosi, non perdere mai troppo tempo, puntare alla praticità ed all'essenzialità.»



Hai avuto notizia di essere stato di stimolo per qualche collega insegnante? 
«Tantissime volte! Mi scrivono molti insegnanti, mi confessano di condividere il mio materiale come supporto alle loro lezioni e mi ringraziano perché ho saputo “curare" un loro momento di sconforto, si sono fatti coraggio nell'andare avanti, specie in questo periodo così complicato per la scuola e per l’apprendimento.»

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 15 Febbraio 2021

P.S. La Fisica che ci piace ha due sorelline: La Matematica che ci piace e La Musica che ci piace









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