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Uno studio sulle proprietà anticancerogene della mela pubblicato su Scientific Reports

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Uno studio dell’ Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche ( Isa-Cnr ), condotto in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno, fornisce alcune spiegazioni in merito alle proprietà anticancerogene della mela . I risultati, pubblicati il 2 Agosto 2016 su Scientific Reports ( "A theoretical study on predicted protein targets of apple polyphenols and possible mechanisms of chemoprevention in colorectal cancer" ) mostrano i meccanismi nel dettaglio : «Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale - spiega uno degli autori del lavoro: Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr - Noi abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche pr...

Ecco come si formano le piastrine: a scoprirlo anche studiosi sardi (L'Unione Sarda, 1 dicembre 2011)

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Coinvolge anche ricercatori sardi lo studio pubblicato ieri dalla rivista Nature, che costituisce il più grande studio mai condotto sulle varianti genetiche coinvolte nella formazione delle piastrine. Queste componenti del sangue rivestono un ruolo fondamentale nei processi di coagulazione e la comprensione delle basi genetiche che regolano la loro struttura è oggi estremamente significativa per la medicina. Un elevato numero di piastrine o un aumento del loro volume determinano un incremento di rischio per l'ictus, gli eventi trombotici e le malattie coronariche. Viceversa i bassi valori aumentano la probabilità di emorragie. Questo studio ha permesso di identificare 68 regioni del genoma che regolano numero e volume delle piastrine, risultati che possono essere potenzialmente trasferibili in ambito clinico, rappresentando possibili bersagli per la diagnosi e il trattamento terapeutico di patologie emorragiche. L'analisi di alcuni di questi geni in modelli animali (il moscer...

Il CRS4 (Programma Bioinformatica) tra i vincitori della competizione internazionale DREAM, dedicata alle metodologie di analisi dei dati biologici.

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Quest'anno la competizione interessava anche il Next Generation Sequencing : i partecipanti sono stati invitati a predire il trascrittoma di diverse linee cellulari di uomo, mandrillo e rinoceronte. Massimiliano Orsini e Alberto de la Fuente del Programma Bioinformatica del CRS4 , hanno partecipato alla ricostruzione del trascrittoma partendo da dati di sequenziamento dell'RNA, sviluppando specifici passaggi di analisi dei dati. Another success for CRS4 Bioinformatica in the international DREAM 2011 competition (Oct. 7, 2011) Bioinformatics Laboratory (CRS4) Inferenza di reti biologiche: CRS4 e Linkalab ai primi posti nella classifica "DREAM5" (Linguaggio Macchina, 13 dicembre 2010)

Le anomalie del cuore: ecco i geni colpevoli (L'Unione Sarda, 23 marzo 2009)

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Sono classificate come “infarto”, ma spesso hanno un altro nome. Le anomalie nell'attività elettrica del cuore, considerate tra le principali cause di morte entro i primi 40 anni di vita, sono la “sindrome del QT lungo” e la “sindrome del QT corto”. Il loro nome deriva dalla distanza, nel tracciato dell'elettrocardiogramma di questi soggetti, tra il punto denominato Q e il punto T: la distanza tra i due punti, l'intervallo QT, corrisponde al periodo di tempo necessario alla ripolarizzazione, ovvero alla “ricarica” delle cellule cardiache dopo ogni battito. In altre parole il loro cuore ha bisogno di tempi piu lunghi o più corti per ricaricarsi rispetto a un individuo normale. Ieri su “Nature Genetics” è stato publicato uno studio internazionale che fornisce nuove conoscenze utili nella prevenzione delle aritmie ventricolari e della morte cardiaca improvvisa connesse con anomalie dell'intervallo QT. La ricerca ha coinvolto ricercatori dell'Istituto di Neurogenetica ...

I robot del nostro quotidiano (L'Unione Sarda, 15 aprile 2006)

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Il Golem plasmato nel fango. I robot della prima fantascienza, il cyborg, tutti affondano le radici nel mito dell’automa malvagio cui si ispirò nel 1818 anche il Frankenstein di Mary Wollenstonecraft Shelley, il moderno Prometeo, appunto. Un mito nato forse insieme a quegli automi del teatro greco come gli uccelli in grado di cantare grazie alla pressione dell'acqua di Hero d'Alessandria (285-222 a.C.). Quanto alla parola robot pare derivi dal gotico “arbi”, da cui anche il tedesco “arbeit” (lavoro) e il ceco “robota” (schiavo o lavoratore forzato). Il Robot comparve per la prima volta nel 1912 in RUR: Rossum's Universal Robots, romanzo di Karel Kapek pubblicato nel 1917 in Cecoslovacchia. Ma parlare di robot e di fantascienza significa affrontare un tema molto reale e concreto: quanto la tecnologia ha inciso sul nostro quotidiano. Ne abbiamo parlato con Edoardo Boncinelli, docente di Biologia e Genetica all’Università San Raffaele di Milano e membro del Comitato di consul...

Un'isola di sapere scientifico nei nuovi mari della genetica (L'Unione Sarda, 14 marzo 2006)

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