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Mostra macchine del cinema. Società Umanitaria, Carbonia

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Ho avuto il piacere di visitare la mostra Macchine del Cinema nella sede della Società Umanitaria, alias La Fabbrica del Cinema , all'interno di quel posto stupendo chiamato Grande Miniera di Serbariu a Carbonia. Si tratta di una piccola selezione di un fondo donato dai fratelli Oreste e Leandro Coni alla Società Umanitaria. Ma per quanto piccolo è in grado di rappresentare quel gigantesco mondo, insieme creativo e tecnologico, diviso di due categorie: le macchine che il cinema lo creano (le cineprese) e quelle che lo mostrano al pubblico (i proiettori). L'occasione della visita era la tavola rotonda organizzata dal FabLab Sulcis : "Didattica Innovativa: learning by doing, making, problem solving" nella quale ho avuto l'onore di fare da moderatore con le nove ospiti: Valeria Cagnina, Paola Santoro e Anna Rita Vizzari; Rosita Esposito, Giulia Paciello, Emanuela Amadio; Alice Soru, Liliana Monticone, Katiuscia Zedda. Proiettore (1920/1930) La Fabbric...

Dalla matematica alle emozioni. L'evoluzione del computer tra scienza e arte [Carnevale della Matematica #69]

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Questo post partecipa al Carnevale della Matematica #69 (14 Gennaio 2014) "Macchine matematiche antiche e moderne" Abstract Nell'evoluzione del computer la volontà era quella di meccanizzare il calcolo, basato fino a quel momento sull'esecuzione manuale o sulle tavole numeriche. Il desiderio di svolgere operazioni matematiche sovrastava il resto. Poi sono arrivati computer in grado di fare molte più cose. E domani? Non credo nelle invenzioni capitate per caso: credo che ci sia sempre qualcosa di voluto, anche nelle innovazioni più serendipiche , cioè quelle incorse mentre si cercava altro. E baso questa mia convinzione sulle storie degli inventori e delle invenzioni, che non mi sembrano mai casuali . Quando ripenso alla storia che ha portato alla creazione dei computer immagino la lenta sovrapposizione di conoscenze e il progressivo avvicinamento tra discipline, come l'algebra e l'elettronica. E penso al percorso tecnologico che ha portato dall...

Fragili Equilibri: dove le Emozioni guidano l'approccio Etico all'Energia.

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Fragili Equilibri 3E - Energia, Etica, Emozione - inaugurata ieri a Cagliari offre non pochi spunti di riflessione. E di azione. La mostra interattiva inizia dietro una tenda nera, con la sala Nautilus . E subito si viene colpiti dalle macchine di Raffaello Ugo . Macchine alimentate con l'acqua e in grado di sfruttare la gravità. Macchine che manifestano il loro valore per il materiale di cui sono costruite: latta recuperata da barattoli usati, listelli e corde di tende, fil di ferro, ruote di bicicletta. Macchine che suonano, quando l'acqua scende e provoca movimenti. Movimenti che si manifestano solo dopo che il peso raggiunto da un contenitore, libero di ruotare, rompe l'equilibrio e scarica il suo contenuto d'acqua ritornando nella posizione iniziale. Il principio di funzionamento è molto simile a quello delle fontane giapponesi Shishi Odoshi (fatte prevalentemente di bambù) ma qui in più c'è il suono, ottenuto con la caduta dell'acqua, lo sfregamento ...

La scienza riscopre la rivolta dell’oggetto (L’Unione Sarda, 19 settembre 2007)

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L’Unione Sarda, Inserto Cultura Estate Pagina VI, 19 settembre 2007  Artefatti “sovversivi” e bussole culturali nel libro del sociologo Mongili   Un tentativo di aprire al pubblico il tema della progettazione di dispositivi tecnologici “Gli Europei, la scienza e la tecnologia”, sondaggio commissionato dalla Commissione Europea nel maggio 2001, mise in evidenza una serie di contraddizioni: fiducia, speranza, incertezza, scarso interesse, paura. Nel dicembre dello stesso anno la Commissione approvò il Piano d’azione “Scienza e società”, ovvero la strategia destinata a rendere la scienza più accessibile ai cittadini attraverso 38 azioni concrete. A distanza di sei anni si è aperta una nuova stagione di critica dell’esistente nella quale la diffusione della cultura scientifica e tecnologica è lo strumento centrale. Su queste basi si è aperto il dibattito sulla necessità, in una società come la nostra, definita non sempre a ragione “della conoscenza”, di una sempre maggiore consape...

I robot del nostro quotidiano (L'Unione Sarda, 15 aprile 2006)

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Il Golem plasmato nel fango. I robot della prima fantascienza, il cyborg, tutti affondano le radici nel mito dell’automa malvagio cui si ispirò nel 1818 anche il Frankenstein di Mary Wollenstonecraft Shelley, il moderno Prometeo, appunto. Un mito nato forse insieme a quegli automi del teatro greco come gli uccelli in grado di cantare grazie alla pressione dell'acqua di Hero d'Alessandria (285-222 a.C.). Quanto alla parola robot pare derivi dal gotico “arbi”, da cui anche il tedesco “arbeit” (lavoro) e il ceco “robota” (schiavo o lavoratore forzato). Il Robot comparve per la prima volta nel 1912 in RUR: Rossum's Universal Robots, romanzo di Karel Kapek pubblicato nel 1917 in Cecoslovacchia. Ma parlare di robot e di fantascienza significa affrontare un tema molto reale e concreto: quanto la tecnologia ha inciso sul nostro quotidiano. Ne abbiamo parlato con Edoardo Boncinelli, docente di Biologia e Genetica all’Università San Raffaele di Milano e membro del Comitato di consul...