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Future Low Orbit Resort 2050: una finestra sul futuro dello Spazio e un concorso per le Scuole

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Future Low Orbit Resort 2050 : un concorso dedicato agli studenti delle scuole medie superiori per l’anno scolastico 2015-2016. L'iniziativa sarà presentata a Napoli ( Università Suor Orsola Benincasa ) nel corso del terzo Congresso Nazionale di Futurologia organizzato dall’ Italian Institute for the Future (IIF) dal 26 al 27 Novembre 2015 . Gli studenti si confronteranno su un tema avvincente: il Quarto Ambiente . Ovvero come render confortevole la vita all'interno di una base spaziale di futura generazione. L'ormai irrinunciabile espansione delle attività umane nello Spazio prefigura uno scenario di progressivo e sempre più ampio coinvolgimento di nuove generazioni di popolazione, destinate a diventare protagonisti e utenti dell’ambiente circumterrestre e lunare. Non un futuro lontano, ma una tipologia di sviluppo forse più veloce di quanto si possa immaginare. Per questo la gestione del cosiddetto “Quarto Ambiente” è uno dei tre temi scelti per il Congresso ...

Marte: evidenze fossili di vita microbiologica

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Evidenze fossili, con significatività statistica molto elevata, di una passata vita microbiologica su Marte. In altre parole: tracce di vita su pianeta rosso. Sono contenute in uno studio pubblicato pochi giorni fa sulla rivista International Journal of Aeronautical and Space Sciences e firmato da Giorgio Bianciardi (Università di Siena), Vincenzo Rizzo (CNR), Nicola Cantasano (CNR). Giorgio Bianciardi Linguaggio Macchina ha interpellato Giorgio Bianciardi (medico, biologo e vicepresidente dell’Unione Astrofili Italiani, docente di astrobiologia e microbiologia all'Università di Siena). Che tipo di ricerca avete condotto? «Abbiamo effettuato un’analisi delle foto scattate su Marte negli ultimi 10 anni dal robot Rover Opportunity a livello microscopico e loro comparazione con le microbialiti e stromatoliti terrestri misurate allo stesso ingrandimento e risoluzione del rover marziano. Microbialiti e stromatoliti sono concrezioni minerali costruite da organismi unicel...

Un avamposto spaziale per la Sardegna con il progetto COSMIC

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Un finanziamento aggiuntivo per le attività spaziali italiane nell’ambito dell’Agenzia spaziale europea (Esa): è la conferma del Ministro per l’Istruzione, l’università e la ricerca, Stefania Giannini . Per Giacomo Cao (presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna , Università di Cagliari e responsabile del programma di Bioingegneria del CRS4 ) è auspicabile che si possano finalmente reperire le risorse utili a rifinanziare il progetto COSMIC , grazie al quale l’Università di Cagliari, il CRS4 e l’ASI hanno potuto estendere i propri brevetti in Europa, Stati Uniti, India, Russia, Cina e Giappone. docente di Principi di Ingegneria Chimica all’ Prof. Cao, quali obiettivi si potrebbero reallizzere immediatamente nel caso di rifinanziamento del progetto COSMIC? «Si auspica in particolare che l’Agenzia Spaziale Italiana, che ha recentemente confermato l’impegno a dare visibilità e promuovere la prosecuzione del progetto COSMIC presso i partner nazionali e internazionali ...

Avamposti del progresso. Dalla Terra allo spazio, dal racconto di Joseph Conrad al diario di bordo di Samantha Cristoforetti

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Un tempo gli avamposti del progresso si trovavano sul nostro pianeta e sfruttare le loro risorse comportava disagi, sofferenze, sopraffazioni, che ora risciamo a immaginare solo grazie alla letteratura e al cinema. Esemplare in questo senso il racconto di Joseph Conrad Un avamposto del progresso (An Outpost of Progress, 1897) ambientato in Africa. Dal 1957, con lo Sputnik, l'idea di frontiera si è allontanata dalla Terra.  E quelle orme impresse sulla sabbia lunare nel 1969 sono un timbro indelebile sulla trasformazione del concetto di avamposto: l'esplorazione si estende allo spazio .  Le ripetute missioni robotizzate su Marte e l'uscita delle sonde Voyager dal sistema solare sono solo alcune delle conferme di questo grande sogno diventato realtà. Ma il concetto di avamposto non si è modificato solo in virtù della distanza percorsa per le esplorazioni. Vi è, secondo me, qualcosa di più profondo: la nostra specie, allontandosi dal suo pianeta, trova motivo di cresc...

Fine settimana marziano con MAVEN: Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN

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Domenica 21 Settembre, dopo un viaggio di 711 milioni di chilometri, percorsi in 10 mesi, la sonda MAVEN raggiungerà Marte. L'obiettivo scientifico di questa missione targata NASA è capire in che modo il pian eta rosso è passato da un clima caldo e umido al freddo arido di oggi . Ma non è tutto: il 19 Ottobre Maven osserverà il passaggio della cometa Siding Spring a soli (si fa per dire) 132 mila km da Marte e analizzerà l'atmosfera prima e dopo l'evento. Questa è la 21-sima missione terrestre su Marte dal 1960. Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina

Estensione del brevetto dedicato alla produzione di materiali utili a spedizioni umane su Marte (ASI, CRS4, Università di Cagliari)

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Oggi, 28 gennaio 2014 il brevetto PCT/IB2012/053754 “Procedimento per l’ottenimento di prodotti utili al sostentamento di missioni spaziali sul suolo marziano mediante l’utilizzo di risorse reperibili in situ” ha ottenuto la nazionalizzazione in Europa , Cina, Giappone, India, Russia, Stati Uniti .  Il brevetto (richiedenti: ASI , CRS4, Università di Cagliari e inventori: Giacomo Cao, Alessandro Concas, Gianluca Corrias, Roberta Licheri, Roberto Orrù, Massimo Pisu ) riguarda un procedimento per ottenere sostanze utili al sostentamento degli astronauti durante le missioni spaziali permanenti su Marte (acqua, ossigeno, monossido di carbonio, ammoniaca, fertilizzanti azotati e biomassa edibile) utilizzando risorse reperibili sulla superficie del pianeta rosso.   Le nazionalizzazioni interessano Paesi che hanno in programma una missione su Marte e che quindi potrebbero utilizzare le tecnologie brevettate. Inoltre il brevetto sembra particolarmente adatto ...

Omaggio a Ciolkovski, padre dell'Astronautica

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Schizzo di navicella spaziale di Ciolkovskij (1883)  Il 19 Settembre 1935 si spegneva lo scienziato cui dobbiamo le basi del volo spaziale. Konstantin Ėduardovič Ciolkovskij, nato il 17 Settembre 1857, non inventò l'aereo solo perché si fermò al progetto su carta. Ma in compenso nel 1903 scrisse il primo trattato di missilistica: “L'esplorazione dello Spazio cosmico per mezzo di motori a reazione” in cui ipotizzava l'impiego di idrogeno e ossigeno come combustibili. Poi, n el 1929, con "Treni di razzi cosmici" propose l'utilizzo dei razzi a più stadi con propellenti liquidi, quelli che hanno permesso di raggiungere la Luna. E se oggi si parla con determinazione del primo volo umano su Marte sappiamo chi ringraziare. Razzi di  Ciolkovskij Ma anche la società giapponese Obayashi Corp , specializzata nella costruzione di grattacieli che sta progettando un ascensore spaziale deve molto a Ciolkovskij: lo scienziato russo nel 1894 descrisse questo siste...

La vita su Marte? Sembra la volta buona!

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Nuove prove di vita su Marte? A leggere i comunicati della Nasa sembrerebbe proprio la volta buona! A sinistra: il campione di sabbia di roccia prelevato dal rover Curiosity nel Settembre del 2012. Le trivellazioni di Curiosity sul suolo marziano hanno rilevato la presenza di azoto, carbonio, fosforo e zolfo: gli ingredienti di base della vita. NASA Rover Finds Conditions Once Suited for Ancient Life on Mars March 12, 2013 Pasadena (California) An analysis of a rock sample collected by NASA's Curiosity rover shows ancient Mars could have supported living microbes. Scientists identified sulfur, nitrogen, hydrogen, oxygen, phosphorus and carbon -- some of the key chemical ingredients for life -- in the powder Curiosity drilled out of a sedimentary rock near an ancient stream bed in Gale Crater on the Red Planet last month. "A fundamental question for this mission is whether Mars could have supported a habitable environment," said Michael Meyer, lead scientist for...

Per Marte non mettere da parte. Ancora sul cibo degli astronauti.

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Ieri abbiamo affrontato il tema dell'alimentazione degli astronauti con l'aiuto di alcune splendide foto fornite dalla NASA: Mangiare nello spazio. Come risolvere il problema del cibo per gli astronauti . Oggi ho letto che l'agenzia spaziale europea ( ESA ) ha iniziato a progettare la spedizione marziana con la selezione degli astronauti, ha attribuito il nome di marsonauts . Per la missione umana Terra-Marte (e ritorno) prevista per il 2030 il fattore tempo diventa cruciale: tra viaggio e permanenza sul posto la durata della missione si aggira tra i due e i tre anni (a seconda delle finestre di lancio) . Di conseguenza la quantità di ossigeno, di acqua, come pure gli alimenti per il sostentamento degli astronauti e il carburante per ritornare indietro non potranno essere portati dalla Terra .    Per affrontare questo genere di problemi l’Agenzia spaziale italiana ( ASI ) ha presentato domanda di brevetto per un sistema in grado di produrre su Marte sostanze necessa...

Black Beauty, pietra marziana trovata nel Sahara, contiene più acqua di qualsiasi altra

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Il meteorite è classificato come NWA 7034 (dove la sigla sta per NorthWest Africa), pesa circa 320 grammi e si è formato 2,1 miliardi di anni fa, nel periodo geologico di Marte denominato Amazzoniano. La caratteristica che rende unica questa pietra è il suo contenuto d'acqua: 6.000 parti per milione, quindi 10 volte superiore a quello qualsiasi altro meteorite trovato finora sulla Terra. L'acqua contenuta in questa pietra potrebbe essersi originata dal contatto delle rocce con l'acqua di Marte. NWA 7034 dovrebbe essersi originato in una eruzione vulcanica marziana: è composto da frammenti basaltici, feldspati e pirosseni. La composizione di questo meteorite corrisponde a quella della superficie di Marte. I risultati sono stati pubblicati oggi nella versione online della rivista Science. Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 3 Gennaio 2013 Sahara Unique Meteorite from Early Amazonian Mars: Water-Rich Basaltic Breccia Northwest Africa 7034 Carl B. Agee, Nico...

Venere, tutti a caccia del pianeta bollente (L'Unione Sarda, 26 Agosto 2012)

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Il 27 agosto 1962 alle 6 e 53, ora della Florida, un razzo Atlas-Agena si stacca dalla rampa di Cape Canaveral. La missione, portare la sonda Mariner 2 nell'orbita di Venere, è ambiziosa: bisogna superare 40 milioni di km, cento volte la distanza Terra-Luna. Le premesse non sono incoraggianti: i precedenti quattro tentativi (uno statunitense e tre sovietici) sono falliti. Il volo dura meno di quattro mesi e durante il tragitto la sonda misura la polvere interplanetaria, che si scopre più scarsa del previsto, la densità della polvere cosmica, più bassa rispetto alle regioni vicine alla Terra, e il vento solare, che nello spazio interplanetario appare scorrere in modo continuo. La sonda rileva anche particelle cariche provenienti dal Sole e raggi cosmici originati all'esterno del sistema solare. Il Mariner 2 entra nell'orbita di Venere il 14 dicembre 1962 e raccoglie dati per 129 giorni. È un successo scientifico e tecnologico enorme: per la prima volta una sonda sorvola un...

Curiosity, una sete dell'altro mondo (L'Unione Sarda, 6 Agosto 2012)

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Oggi, dopo sette mesi di viaggio, il più sofisticato laboratorio di analisi mai lanciato fuori dal nostro pianeta raggiungerà il suolo marziano. Il rover Curiosity trasporta 80 kg di strumentazioni scientifiche, per 900 kg complessivi: un dato che fornisce le giuste proporzioni, se si pensa che i suoi predecessori, Opportunity e Spirit, pesavano meno di 2 quintali ciascuno e portavano circa 7 kg di strumenti. Ma il primo ostacolo di questa complessa missione è l'atmosfera marziana: il prezioso carico terrestre deve rallentare da 21 mila km orari a zero in appena 7 minui e per questo scopo è stato dotato del più grande paracadute supersonico mai costruito. Ma non basta: per l'ultimo tratto, a 12 km dal suolo, è stato ideato un sofisticato sistema di retrorazzi, con il compito di mantenere in quota il guscio, e di cavi d'acciaio per calare delicatamente fino al suolo il rover costruito nel Jet Propulsion Laboratory. Curiosity porterà avanti la sua missione con un rilevato...

Curiosity: video from Mars (August 6, 2012)

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Monday August 6, 2012 (5:31 a.m. Universal)   Connect with Curiosity Stream videos at Ustream Video streaming by Ustream

Interesse della Nasa per le tecnologie del progetto Cosmic (Università di Cagliari e CRS4)

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Il 24 luglio 2012 Giacomo Cao, Alessandro Concas, Gianluca Corrias, Roberta Licheri, Roberto Orrù e Massimo Pisu hanno depositato la domanda di brevetto internazionale (PCT/IB2012/053754) denominata "A process for the production of useful materials to sustain manned space missions on Mars through in-situ resources utilization": un procedimento per ottenere prodotti utili al sostentamento di missioni spaziali permanenti su Marte: ossigeno, acqua, monossido di carbonio, ammoniaca, fertilizzanti azotati e biomassa edibile. Il tutto utilizzando risorse disponibili in loco. Alcune delle tecnologie sviluppate e brevettate nell'ambito del progetto COSMIC sono tra quelle prese in considerazione dalla NASA, nell'ambito dell'ISECG (International Space Exploration Coordination Group), a cui partecipano 14 Agenzie Spaziali. Si tratta, nello specifico, di tecnologie e processi che saranno montati su veicoli in grado di raggiungere la superficie lunare atterrando in modo auto...

Seguire la missione di Curiosity a partire dal 5 agosto 2012. Da Marte alla Terra in 13 minuti e 46 secondi.

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La missione NASA Mars Rover si prepara a raggiungere Marte: arrivo previsto per le 22:31 PDT (ora di Los Angeles) del 5 agosto . Il sito Follow your Curiosity permette di seguire la missione in tempo reale. Il Mars Science Laboratory (MSL), nominato Curiosity, è stato lanciato il 26 novembre 2011 e il suo compito è cercare tracce di vita sul pianeta rosso. Il rover è lungo 3 metri e pesa circa 900 kg, di cui 80 kg in strumentazione scientifica. Può muoversi a 90 metri all'ora in navigazione automatica e in due anni di missione percorrerà oltre 6 km. Il segnale radio proveniente da Curiosity raggiungerà la Terra in 13 minuti e 46 secondi.

Progetto Cosmic: tecnologie per la sterilizzazione di campioni provenienti da missioni marziane.

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Cagliari, 13 marzo 2012 - A seguito del deposito dei brevetti relativi a nuovi processi e tecnologie per l’esplorazione umana di Luna e Marte, il team sardo coordinato da Giacomo Cao e composto da ricercatori dell’Università di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali) e del CRS4 (Programma Bioingegneria/Settore Biomedicina), ha in corso lo sviluppo di adeguate tecnologie per la sterilizzazione di campioni prelevati durante le future missioni sul pianeta rosso. Il team del prof. Cao svolge tali studi per raggiungere questo obiettivo nell’ambito del progetto COSMIC finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana: “Si tratta di sviluppare una tecnologia” - dice Cao (nella foto a sinistra) - “che rispetti il protocollo previsto dall’Agenzia Spaziale Europea che prevede, per tutto ciò che è entrato in contatto con l’atmosfera marziana, il raggiungimento di temperature maggiori di 500 gradi centigradi per almeno un secondo”. Lo sviluppo di queste tecnologie conse...

La storia d'un viaggio mancato (Cultura, inserto Estate, L'Unione Sarda, 29 agosto 2011)

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Non è come andare sulla Luna. E non solo perché il pianeta rosso è molto più lontano. Una delle caratteristiche fondamentali di questo viaggio è che tra Terra e Marte la distanza varia continuamente, con cicli di due anni: si va da 55 a 101 milioni di chilometri. Il primo progetto di spedizione risale al 1952, quando Wernher von Braun propose il lancio di 10 astronavi. L'idea piacque molto anche alla Disney: Von Braun fu consulente per tre film e per la sezione di Disneyland dedicata al futuro, Tomorrowland. Poi fu la volta del propulsore elettrico alimentato da un reattore nucleare: dieci astronavi avrebbero dovuto portare su Marte un equipaggio di 200 persone. Per i successivi 30 anni alla Nasa si accavallarono le proposte, nessuna messa in pratica: dal "singolo lancio" con una grande astronave da assemblare in orbita terrestre, al motore nucleare scartato per la mancanza di protezione dalle radiazioni. Nel decennio della conquista della Luna, furono proposti vettori...

Nei fossili più antichi la chiave per la vita su Marte?

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La notizia del ritrovamento dei fossili più antichi mai rinvenuti sul nostro pianeta è stata pubblicata ieri su Nature Geoscience . L'articolo Geoscience Microfossils of sulphur-metabolizing cells in 3.4-billion-year-old rocks of Western Australia spiega che i batteri fossili datati 3,4 miliardi di anni , scoperti in una roccia a Strelley Pool, nella costa occidentale australiana, vivevano in acque prive di ossigeno. Le immagini [Picture: David Wacey, AFP/Getty Images] mostrano organismi simili ai microbi moderni: di forma sferica, ovale e tubolare, di diametro compreso fra 0,01 e 0,02 millimetri. I ricercatori hanno osservato che le pareti cellulari di questi fossili contenevano carbonio e azoto, proprio come nei microorganismi moderni, e ipotizzano che i microbi si nutrissero di pirite, producendo solfati come prodotti di scarto. E Marte? Gli autori della ricerca, David Wacey (University of Western Australia) e Martin D. Brasier (University of Oxford) spiegano che a quei tem...

Processi e tecnologie per l’esplorazione umana di Luna e Marte. Un progetto e due brevetti “made in Italy”

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La ricerca di nuovi spazi fuori dalla Terra e la necessità di edificare strutture di notevoli dimensioni ha stuzzicato la creatività di progettisti e ricercatori. L'obiettivo, ormai sempre più concreto, è quello di costruire sulla superficie di pianeti vicini, come Marte, o sul nostro satellite naturale o su asteroidi, punti di appoggio per la futura colonizzazione. Nell'ambito del progetto COSMIC - finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e coordinato dal Giacomo Cao, docente dell'Università di Cagliari, al quale hanno partecipato tra gli altri il Dipartimento di Ingegneria Chimica e Materiali dell'Università di Cagliari e il CRS4 (Programma Bioingegneria) - sono stati sviluppati nuovi processi e tecnologie per l'esplorazione umana di Luna, Marte e asteroidi. Tali studi sono oggetto di due domande di brevetto congiunte, una nazionale e una internazionale, che saranno depositate il 29 luglio 2011. La prima domanda di brevetto riguarda un procediment...

Mattoni per Marte. Un brevetto nato a Cagliari

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Se tra pochi anni la missione umana su Marte non sarà più fantascienza allora si renderà indispensabile costruire strutture solide sul pianeta rosso . Come fare? Escludendo il trasporto da Terra resta una sola possibilità: la produzione diretta, sul posto, dei componenti per l'edilizia. Il progetto Cosmic (“Combustion Synthesis under Microgravity Conditions”) finanziato dall’Agenzia Spaziale italiana e dal dipartimento di Ingegneria chimica e dei materiali dell'Università di Cagliari, ha portato alla costruzione di un sistema per la produzione dei mattoni fuori dall'atmosfera terrestre, coperto da brevetto italiano "PROCEDIMENTO DI FABBRICAZIONE DI ELEMENTI PER STRUTTURE ABITATIVE E/O INDUSTRIALI SUL SUOLO LUNARE E/O MARZIANO" depositato il 29 luglio 2010. Gli esperimenti condotti dal gruppo di Cagliari hanno dimostrato che il processo per la produzione dei materiali da comporre su Marte (ma il discorso si estende anche alla Luna) non è influenzato dalla gravità ...