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Il nuraghe S'Ega Marteddu, affacciato sul mare di Maladroxia (Malat Rosh)

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Se vi trovate a Sant'Antioco vi consiglio una visita al nuraghe S'Ega Marteddu (coordinate :   39°0'7"N e 8°26'41"E). Il nuraghe si trova in cima alla località Maladroxia, lungo la costa orientale dell’isola, caratterizzata dalla presenza di una falda di dolomia (calcare). Secondo gli archeologi il toponimo Maladroxia deriva dell’antico nome fenicio: Malat Rosh, letteralmente “Rifugio del Capo (Sperone)”, ovvero l’approdo sicuro più vicino al punto che segna la divisione del Canale di Sardegna dal Mar di Sardegna. Il nuraghe sorge in cima alla collina che domina la spiaggia di Maladroxia e il Golfo di Palmas (Sant'Antioco). Ha l'aspetto tipico dei nuraghi parzialmente sepolti e in alcuni punti si notano segni evidenti di cadute recenti. Tuttavia esercita sempre e comunque il grande fascino dei nuraghi. La direzione da seguire per raggiungere il nuraghe S'Ega Marteddu è Maladroxia , ma prima di arrivare alla spiaggia trovate l...

Raccontare il mondo delle disabilità visive

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La conoscenza che noi abbiamo del mondo passa attraverso i sensi e le persone che abbiamo intorno. La trasmissione di questa conoscenza agli altri richiede anche l'impegno a raccontare il nostro mondo. Un impegno che coinvolge ancora una volta i sensi e le persone che abbiamo intorno. E se il protagonista del racconto è una persona con disabilità visive o una persona che gli vive (o lavora) intorno, allora l'impegno a raccontare si arricchisce di uno sforzo ulteriore. Uno sforzo nobile, che può aiutare a far capire mondi di cui, spesso, si ha scarsa conoscenza. A tutto vantaggio del comune senso di civiltà. “Ti racconto il mio mondo” è un progetto della onlus Retina Italia che nasce dall’esigenza di far conoscere il mondo di un disabile della vista attraverso i racconti di chi vive questa patologia in prima persona e delle persone che la circondano.  La onlus Retina Italia è attiva nel sostegno alla ricerca scientifica per l’individuazione delle cause, della cura ...

Occhio pigro. E il cervello cura la vista.

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Alessandro Sale, neurofisiologo, ricercatore dell'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa, propone una nuova strategia per migliorare la vista delle persone colpite da ambliopia, la sindrome dell'occhio pigro. La ricerca, condotta insieme a Lamberto Maffei (Presidente dell'accademia dei Lincei) è stata presentata ieri al Forum Europeo delle Neuroscienze, in corso a Milano. L'ambliopia comporta la riduzione della capacità visiva di un occhio e colpisce il 4% della popolazione mondiale. Per curarla il metodo più efficace è il "rimedio del pirata": si copre l'occhio sano per permettere all'altro di svilupparsi fino al recupero completo. Ma il tutto deve avvenire entro gli 8 anni dato che negli adulti le cellule nervose non sono più abbastanza plastiche da riuscire a recuperare dai deficit di sviluppo. Alcuni recenti esperimenti condotti all'Istituto di Neuroscienze del CNR di Pisa hanno individuato una strategia non invasiva che potrebbe rivelarsi...

FENS Forum, Milano: una ricerca svela le capacità di orientamento dei bambini ciechi

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I bambini ciechi dalla nascita non si orientano meglio degli altri con l'udito: è il risultato di uno studio presentato oggi al Forum europeo delle Neuroscienze (in corso a Milano fino al 9 luglio). La ricerca, condotta da Monica Gori, Tiziana Vercillo, Giulio Sandini, Elena Cocchi e David Burr dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e in collaborazione con l’istituto David Chiossone di Genova, ha coinvolto bambini con disabilità visiva dalla nascita. I ricercatori hanno sottoposto i bambini a una serie di stimoli uditivi complessi, chiedendo loro di stabilire da dove provenisse un determinato suono. «Tutte le misure eseguite finora in altri esperimenti - sottolinea Monica Gori - consideravano stimoli uditivi singoli, quindi più semplici di quelli che siamo abituati a sentire nell’ambiente che ci circonda. Noi per la prima volta abbiamo ricreato una situazione complessa e più simile a quella in cui un bambino non vedente è normalmente immerso ogni giorno». Un esercizio a...

Posso dire "ci vediamo dopo" a un nonvedente?

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Il manuale dell'associazione ciechi e ipovedenti della Svizzera italiana “Non così ma così": suggerimenti pratici per un corretto comportamento con persone cieche e ipovedenti lo spiega molto bene: salutare un nonvedente con "arrivederci" o "ci vediamo dopo" non è affatto inappropriato. Ieri sera grazie all'incontro "Guardare con altri occhi. Dialogo sulla disabilità visiva tra integrazione e pregiudizio" organizzato dalla comunità La Collina di Serdiana ho scoperto che per i nonvedenti il verbo vedere non è un problema. Il vero problema è l'eccesso di scrupoli che si può manifestare nei vedenti e che può alimentare pregiudizi e ipocrisie. Il mondo di Francesca Marrosu , nonvedente da 11 anni, a un certo punto è cambiato radicalmente. «Tra le ultime immagini che ho potuto vedere ricordo chiaramente il sorriso di mia figlia, che allora aveva 4 anni, e il crollo delle Torri Gemelle. Avevo un lavoro stupendo, ero maestra di scuola ...

Acquaticità, motricità e minorazione visiva. Il 4 Ottobre a Cagliari con l'autore: Salvatore Bandinu.

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Il 4 ottobre, alla Mediateca del Mediterraneo (MEM), Salvatore Bandinu presenta il suo libro "Acquaticità, motricità e minorazione visiva. Il nuoto come strumento educativo, preventivo e integrativo" (Aracne editrice, 220 pagine, 24 euro). Salvatore Bandinu, istruttore di nuoto e di attività motorie per minorati della vista, è autore di testi sull’importanza delle attività motorie nelle disabilità e nella prima infanzia. L'iniziativa è organizzata dalla Società Cooperativa Karalimedia in collaborazione con la Mediateca del Mediterraneo - MEM per la sensibilizzazione alle tematiche legate ai problemi della vista.  Si veda un mio post del 25 Maggio 2013: Non vedo ma guardo con altri occhi: scambio di esperienze ieri alla MEM (cui si riferisce la foto che pubblico qui sotto). All'incontro, in programma per le 18 , parteciperanno il presidente dell'ordine degli Psicologi della Sardegna, Marco Guicciardi, il giornalista Vito Biolchini e alcuni testim...

Non vedo ma guardo con altri occhi: scambio di esperienze ieri alla MEM

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Immaginare i problemi degli altri è un esercizio estremamente complicato: per capire è indispensabile provare e ascoltare. Provare sulla propria pelle cosa significa vivere determinate esperienze. Ascoltare le testimonianze delle persone che queste esperienze le vivono quotidianamente. Un'ottima occasione per esplorare entrambe le condizioni è stata offerta ieri pomeriggio nei locali della Cineteca Sarda, al piano terra della MEM (Mediateca del Mediterraneo di Cagliari), nel corso dall'iniziativa Non vedo ma guardo con altri occhi organizzata dalla cooperativa Karalimedia. «Chi vede - ha spiegato Silvia Pili - non si rende conto di quanto siano importanti gli altri sensi per chi non vede. E i sensi sono molto importanti anche nella comunicazione. Ecco perché i contatti verbali e tattili sono fondamentali». Così Silvia ha elencato una serie di suggerimenti utili: se sappiamo che la persona non ci conosce bene è importante chiamarla per nome, presentarsi e toccare la spa...

Mappatura delle relazioni tra occhio e cervello. Studio pubblicato su Current Biology il 4 Ottobre 2012.

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Studiando i reduci della Prima Guerra Mondiale che avevano subìto lesioni della corteccia visiva e presentavano aree di cecità nel loro campo visivo, il neurologo britannico Gordon Holmes riuscì a determinare il modo in cui la retina viene mappata sulla corteccia cerebrale. I punti ciechi potevano essere riconosciuti facendo chiudere un occhio ai pazienti e muovendo una luce in diverse posizioni del campo visivo, mentre essi guardavano un punto fisso. Un gruppo di ricercatori dell'Università della Pennsylvania ha perfezionato la mappa di Gordon Holmes con le moderne tecnologie. Lo studio è stato pubblicato nell'ultimo numero di Current Biology. «Misurando l'anatomia del cervello e applicando un algoritmo - ha spiegato Geoffrey Aguirre, professore di neurologia e coautore dello studio - possiamo finalmente predire on precisione come il mondo visivo di un individuo è correlato con il cervello. Stiamo già utilizzando questi riultati per studiare in che modo la perdita de...

Vista bionica sviluppata in Australia, come in un romanzo di Robert J. Sawyer.

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Come un romanzo di Robert James Sawyer , lo scrittore canadese da molti considerato l'erede di Arthur C. Clarke, l'elettronica può restituire la vista ai nonvedenti. La tecnologia, sviluppata nell'università australiana di Monash , consiste in paio di occhiali contenenti una piccola telecamera che registra in bianco e nero e a bassa risoluzione e trasmette a un chip impiantato (foto a sinistra) le immagini alla convertite im segnali che il cervello può comprendere. Il gruppo australiano intende sviluppare soluzioni bioniche per la visione corticale con l'obiettivo di produrre un prototipo di protesi entro il 2014. I microchip sperimentati dal Monash Vision Group verranno impiantati direttamente nella corteccia visiva di un paziente, e consisteranno in una griglia di 14 piastrelle fotosensibili. Ciascuna piastrella comprende un microchip da 4 millimetri di lato contenente circa 500.000 transistor 45 e sottilissimi elettrodi. L'occhio bionico è finanziato con 8 mi...

Inaugurazione Postazione Informatica per Studenti con Disabilità della vista (Università di Cagliari e UniLeo 4 Light)

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Sabato 30 Aprile 2011, alle 10.30, Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione (Università di Cagliari, Via Is Mirrionis 1, Loc. Sa Duchessa, Cagliari) Il Leo Club Cagliari nell'ambito del Tema Operativo Nazionale "UniLeo 4 Light" in collaborazione con l'Ufficio Disabilità dell'Università di Cagliari inaugura la Postazione Informatica per Studenti con Disabilità della vista . Programma 10.30 Prof. Giovanni Melis, Magnifico Rettore Università degli Studi di Cagliari 10.45 Saluti delle Autorità 11.00 Giuseppa Locci, Dirigente Direzione Didattica e Orientamento Università degli Studi di Cagliari 11.05 Donatella Tore, Dirigente Direzione Servizi bibliotecari Università degli Studi di Cagliari 11.10 Lorenzo Marcoaldi, Presidente Distretto Leo 108L Lazio Umbria Sardegna 11.15 Demetrio Familiari, Responsabile nazionale Rapporti Istituzioni Progetto “Unileo 4 Light” 11.20 Elena Corda, Presidente Leo Club Cagliari h.11.30 Donatella Rita Petretto Delegato del Ret...