30 ottobre 2008

Se la scienza avrà meno fondi, che ne sarà della Comunicazione della scienza?

Ieri sera, a Villa Clara più che di Scienziati di ventura abbiamo parlato degli effetti nefasti della 133. Io ora mi chiedo: ma se il taglio dei finanziamenti pubblici creerà problemi alla ricerca, che ne sarà della comunicazione della scienza? divagatoriscientifici Una risposta mi arriva dal blog i divulgatori scientifici: i precari, la Gelmini e la lezione dell’Olivetti

i precari, la Gelmini e la lezione dell’Olivetti
L’Olivetti investiva molto nella ricerca, faceva macchine belle da vedere e facili da usare e aveva quella che gli esperti chiamano “coscienza sociale” che è poi solo il rispetto profondo per chi lavora, a dimostrazione del fatto che per guadagnare non è necessario essere stronzi.
Poi è stata smembrata, tutto il piano sociale è crollato, gli investimenti nella ricerca non si fanno più, gli operai vengono licenziati ed è tutto un fiorire di call center e precari sottopagati. Il sogno è finito, ma per chi, come me, ai sogni ancora ci crede, un piccolo consiglio (da girare, se li conoscete anche a Gelmini, Brunetta&co): andate a vedere la mostra che sta per essere inaugurata all’Officina H “Olivetti 1908-2008 - il progetto industriale“, fatevi un giro al MAAM, il museo di architettura moderna all’aria aperta, passeggiate tra l’asilo nido aziendale e le case “per famiglie numerose”, guardate la bellezza di quegli edifici, la cura dei particolari, l’importanza data agli spazi di socializzazione, la quantità di servizi offerti e immaginatevi in quel posto, semplici operai che fanno macchine da scrivere o giovani ingegneri che possono “inventare” qualcosa di innovativo e capirete perché ho tanto a cuore la partecipazione.

7 commenti:

Paolo ha detto...

Bravo Andrea, immagino abbia raccolto le voci di ricercatori, assegnisti e vari scienziati di precaria sventura sulla 133 e dintorni. In questa ridda di voci le loro mi sembrano le più qualificate, o quanto meno fra le più interessanti da sentire. Probabilmente lo ha già fatto (di racocglierle) postale pure sul tuo blog che diventa un'ottima tribuna per capirne di più.

Andrea Mameli ha detto...

Non l'ho ancora fatto ma lo farò volentieri. Grazie Paolo.
Andrea (ammutolito).

Anonimo ha detto...

La ricerca scientifica va salvaguardata. Basta con la fuga di cervelli all'estero.
Fabry.

bea ha detto...

grazie Andrea!
bea (la divagatrice)

Anonimo ha detto...

Tempi duri amico mio.
Vogliono tapparci la bocca da più parti...
MammaTigre

Gianfranco ha detto...

Andrè, io ero a Roma insieme a 1 milione di persone (secondo la questura...) a dire NO a questa involuzione fascistoide.
Raccoglierò firme per il referendum. Questa porcheria va bloccata subito

Paolo ha detto...

Dite la vostra, voi dottorandi assegnisti ricercatori docenti e studenti in discipline scientifiche e umanistiche! Fatevi sentire come foste organi di stampa, il difetto di comunicazione E' il problema: altrimenti il cittadino è costretto a fare atti di fede!
Ad es: in termini quantitativi la 133 quanto sottrarrà alla ricerca? quanto e chi colpisce il blocco del turn-over?, ci sono poi nel DL aspetti nascosti le cui conseguenze sono meno appariscenti al pubblico ma che gli addetti ai lavori riconoscono meglio? Come e cosa verrà compromesso il lavoro di ciascuno di voi?