22 ottobre 2011

Humanizing: il futuro delle imprese secondo Umair Haque.

Umair Haque director of Havas Media Lab Il mondo dominato da amministratori delegati incravattati e da direttori con il freno a mano tirato (alcuni di noi li hanno avuto incontri ravvicinati dal vivo, tutti li abbiamo visti in innumerevoli film), sta lasciando spazio alla generazione hoodie, la felpa con cappuccio alla Zuckerberg?
A leggere il pensiero di Umair Haque (direttore del gruppo di ricerca internazionale Havas Media Lab) pubblicato su Harward Business Review con il titolo "The Shape of the Meaning Organization", sembrerebbe proprio così, daro che la parola chiave del futuro delle imprese, specie di quelle innovative, è humanizing.
Siamo lontani anni luce, per capirci, dal "Com'è umano lei" di fantozziana memoria. Qui per "umano" si intende un rapporto non filtrato da convenzioni o gerarchie, una relazione diretta tra chi produce beni e servizi e chi li consuma o ne fruisce.
Utopia o speranze fondate? Probabilmente è troppo presto per dirlo, ma di sicuro una delle cause dei crolli e delle disfatte economiche affondano le radici proprio in quel mondo imprenditoriale ingessato che aveva (e in alcuni casi ha ancora) la sua forza (e insieme la sua debolezza) nelle gerarchie e nei privilegi che hanno scolpito i loro emblemi nella Business Class e nella cravatta. Cose che in fondo, a mio modesto parere, non sono solo simboli.
Andrea Mameli - www.linguaggiomacchina.it - 22 ottobre 2011

Note:

1 commento:

Gianfranco Meloni ha detto...

La propsettiva dell'umanizzazione è molto suggestiva!
Di questa tendenza americana parla anche Federico Rampini negli ultimi capitoli di "Estremo Occidente".
In quel caso, però, si segnala la posizione di avanguardia degli USA proprio mentre altri paesi, ben più spregiudicati e meno "umanisti", assumono il controllo dell'economia mondiale.
Speriamo che abbia ragione Haque!