30 aprile 2011

Cosa succedeva mentre io nascevo? Si costruivano elefanti elettrici.

Cosa succedeva mentre io nascevo (il primo maggio 1965)? La rivista Popular Science illustrava il cosiddetto Electrophant: "Mechanical elephant looks real. This bettery-driven elephant looks so much like the real thing that people have complained of its treatment. Built for a British ice show, it annoyed some to see it walk on ice. Guided by controls in the neck, it's powered by a one-hp., 50-volt motor with 30 walking speeds up to six m.p.h., can achieve a trot at 23 m.p.h. Frank Stuart, of London, who built a gasoline model 15 years ago, offers it for sale to amusement park. Its howdah (topside box) holds eight adults or 16 children."

Electric Elephant Source: Popular Science May 1965.

Original post: 1965 – “Electrophant” Mechanical Elephant – Frank Stuart (British) (cyberneticzoo.com)

More pictures: bitospud: Paul and Edith

29 aprile 2011

E il cellulare (Android) divenne scanner.

Google Docs La videocamera del telefono cellulare è uno strumento potentissimo che permette di sviluppare sempre nuove applicazioni: dal codice a barre, al QR Code fino a trasformare il telefonino in uno scanner portatile. E possiamo archiviare i documenti in un server dedicato, tramite il nostro account Google. Abbiamo scoperto questa nuova utilissima applicazione dall'annuncio di Google del 27 aprile 2011: Google Docs App for Android .
Ecco la descrizione originale:
* Designed for Android to save you time finding your docs
* Edits to your documents appear to collaborators in seconds
* Make quick changes to spreadsheets
* View your documents, PDFs, images and more.
* Upload and convert files to the Google Docs format
* Take a photo of printed text and convert it to a Google document
* Share docs with your phone’s contacts
L'applicazione, gratuita, permette di filtrare la visualizzazione dei documenti per evidenziare i preferiti, quelli di lavoro e quelli personali. Una novità assoluta dell'app per Android è la funzionalità di scansione e conversione automatica (con sistema OCR) di un documento. L'applicazione Google Docs è al momento disponibile solo in inglese dall'Android Market.
Forum di discussione.

QR code:


In realtà esisteva già da qualche mese una semplice applicazione che emula uno scanner su dispositivi Android: CamScanner compatibile con le versioni 2.0 e successive del sistema operativo. I file generati non pesano più di 2,1 MB. Questa applicazione per Android permette di catturare le immagini dei documenti e di salvarle direttamente nella memoria del telefono.
Android Scanner
L’applicazione CamScanner è gratis ma per utilizzarla nel pieno delle sue funzionalità è necessario acquistare la licenza (4,99$ pari). Riportiamo sotto il QR Code per scaricare l’applicazione:
QR Code for Cam Coder

Andrea Mameli, linguaggiomacchina.it (29 aprile 2011)

28 aprile 2011

Inaugurazione Postazione Informatica per Studenti con Disabilità della vista (Università di Cagliari e UniLeo 4 Light)

unileo4light Sabato 30 Aprile 2011, alle 10.30, Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione (Università di Cagliari, Via Is Mirrionis 1, Loc. Sa Duchessa, Cagliari) Il Leo Club Cagliari nell'ambito del Tema Operativo Nazionale "UniLeo 4 Light" in collaborazione con l'Ufficio Disabilità dell'Università di Cagliari inaugura la Postazione Informatica per Studenti con Disabilità della vista.
Programma
10.30 Prof. Giovanni Melis, Magnifico Rettore Università degli Studi di Cagliari
10.45 Saluti delle Autorità
11.00 Giuseppa Locci, Dirigente Direzione Didattica e Orientamento Università degli Studi di Cagliari
11.05 Donatella Tore, Dirigente Direzione Servizi bibliotecari Università degli Studi di Cagliari
11.10 Lorenzo Marcoaldi, Presidente Distretto Leo 108L Lazio Umbria Sardegna
11.15 Demetrio Familiari, Responsabile nazionale Rapporti Istituzioni Progetto “Unileo 4 Light”
11.20 Elena Corda, Presidente Leo Club Cagliari
h.11.30 Donatella Rita Petretto
Delegato del Rettore per la L.17/99 Università
degli Studi di Cagliari
h.11.35 R. Laura Mura
Responsabile Ufficio Disabilità
Università degli Studi di Cagliari
11.40 Ivano Paolo Todde, Consulenti specializzati Ufficio Disabilità Università degli Studi di Cagliari
11.50 Carmen Sotgiu, Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche Università degli Studi di Cagliari
12.00 Luigi Ferrero, Commissario Straordinario Istituto Ciechi Cagliari
12.10 Paolo Mura, Coordinatore produzione materiale tiflodidattico Istituto Ciechi di Cagliari
12.10 Rappresentanti degli Studenti e di Associazioni di Familiari e di Persone con Disabilità

Modera: Carmelo Masala, Dipartimento di Psicologia, Università di Cagliari

27 aprile 2011

«Racconto a New York il corpo delle metropoli e le città fatte di corpi» (L'Unione Sarda, 27 aprile 2011)

Alessandro Carboni Unione Sarda 27 aprile 2011 Un nuovo riconoscimento per l'artista Alessandro Carboni, che da quindici anni studia le relazioni tra il corpo e lo spazio attraverso le arti visive e l'architettura.
Le attività di insegnamento e la ricerca si sviluppano tra la School of Architecture di Hong Kong, la Central Saint Martin's University of Art di Londra, la Naba di Milano Digital environment design e il LaDU - laboratorio di densità e trasformazione urbana - dell'Università di Cagliari. Il 5 maggio l'artista sardo sarà a New York per uno spettacolo (“Inverse power of wavelengths”) e un seminario.
Carboni, cosa porterà in scena a New York?
«Un nuovo “sguardo” fatto di sensibilità alla potenza del corpo, ai suoi gesti e alle relazioni con gli altri. Una lettura che ci permette di ripensare alla nostra posizione e all'influenza delle nostre azioni nello spazio che ci circonda. Una sorta di “inversione di potenza” che descrive lo spazio urbano non più come un sistema organizzato di oggetti edilizi, ma come un flusso di corpi, una propagazione di onde, che si muovono continuamente nello spazio. L'idea nasce a Hong Kong dove analizzavo le aree urbane e le loro trasformazioni in relazione ai corpi che le abitano. Lo scopo è ripensare il progetto dello spazio urbano non come qualcosa di dato, ma come luogo di esperienza e produzione in cui il corpo diventi l'agente, l'asse portante di discussione e di cambiamento».
Di cosa tratta il seminario che seguirà allo spettacolo?
«La mia ricerca sulla città, vista come un organismo vivente simile a un corpo umano che invecchia e si trasforma. Gli abitanti, anch'essi corpi, interagiscono e abitano la città, ne modellano le forme, ne determinano l'identità, sono gli agenti del cambiamento. La grandezza della città sempre più popolate, gli spostamenti sempre più rapidi, la stessa percezione della città, osservata anche con Google map, tutto diventa, almeno apparentemente, più accessibile. Parte del seminario verrà dedicato all'approfondimento di alcune città paradigmatiche del sud Est Asiatico che ho visitato di recente».
Quali esperienze hanno influenzato maggiormente il lavoro?
«I primi lavori completamente autoprodotti negli anni Novanta negli spazi autogestiti di Firenze, quando avevo 20 anni; gli anni di studio e lavoro tra Londra e la Polonia vissuti e gli spettacoli nell'est e nel nord Europa tra il 2001 e il 2005, la ricerca e l'insegnamento in India per il progetto “From Quad to Zero” del 2006, le esplorazioni in Asia, in particolare nelle megalopoli cinesi in trasformazione. Il lavoro con i bambini con il laboratorio di creazione infantile e di formazione che ho realizzato in collaborazione la scrittrice Elena Morando, al Parco della Maddalena, pochi giorni fa».
Prossimi progetti?
«Ritorno a studiare il Mediterraneo: le trasformazioni delle città e dei corpi che le abitano. Cercherò di scoprire il “paesaggio umano” durante un viaggio di 4 mesi in barca a vela con un gruppo di ricercatori, per studiare da vicino le trasformazioni di alcuni quartieri e dei suoi abitanti in 12 città del Mediterraneo. Per questo ho iniziato una collaborazione con Alessandro Chessa, fisico di Cagliari e coordinatore del laboratorio di ricerca sulle reti complesse LinkaLab, per comprendere il comportamento umano a partire dall'interazione dei corpi tra di loro e con gli spazi urbani».
Andrea Mameli

26 aprile 2011

Il test di Turing, il tg5 e la perizia calligrafica sul font Segoe™ Script Regular

chi l'ha visto Chissà cosa avrebbe pensato Alan Turing vedendo una grafologa scambiare per umano un testo che invece era stato stampato al computer.
Il test di Turing ("Computing machinery and intelligence", Mind, 59, 433-460, 1950) consiste nel sottoporre a un esaminatore le risposte di una persona e di una macchina: se l'esaminatore non è in grado di capire se ha a che fare grafologa tg5 con una macchina o con un umano allora il test si può dire superato e la macchina può esser definita intelligente.
Ora, la notizia è questa: qualche giorno fa il test di Turing è stato superato. Vediamo come.
In un servizio sul caso di Matthias Schepp (lo svizzero trovato morto il 3 febbraio 2011 nella stazione di Cerignola, in provincia di Foggia, di cui si cercano ancora le figlie), mandato in onda dal TG5 il 20 aprile, il giornalista Alan Patarga mi manchi chiamava la grafologa Candida Livatino a fornire una perizia calligrafica su una cartolina spedita da Matthias Schepp alla moglie. Per l'esperta: “L'angolosità, molto evidente nella emme e nella enne, ad esempio nella parola MANCHI, rivela un'aggressività latente, la rabbia che Schepp ha dentro ed anche un spirito vendicativo. L'attaccata, cioé il fatto che nello scrivere Matthias non sollevi mai la penna dal foglio evidenzia il tentativo di soffocare le emozioni e tenere a bada gli impulsi."
perizia
Ci chiediamo come la redazione del tg5 sia potuta incappare in una svista tanto grossolana, dato che il testo periziato non era la scrittura di Schepp ma il font scelto dal grafico di Chi l'ha visto? per riprodurre digitalmente la cartolina suddetta (dopo averla tradotta dal tedesco) a beneficio dei telespettatori italiani.

Chi l'ha visto? (puntata del 20 aprile 2011)

P.S. Il carattere di stampa in questione si ispira alla calligrafia di Brian Allen, coautore, insieme a Carl Crossgrove del Segoe™ Script Regular.



Andrea Mameli, www.linguaggiomacchina.it (26 aprile 2011)

25 aprile 2011

Dalla ricerca nuovi ausili per persone con mobilità ridotta

evolution of devices
Alcuni dispositivi di potenziamento muscolare studiati per agevolare lo spostamento delle truppe a terra si rivelano utili in molti casi di invalidità temporanea e in particolare a sostegno di persone con difficoltà di deambulazione. Qualche sperimentazione è già in atto da tempo, in particolare nel caso della riabilitazione motoria: al paziente emiplegico viene fatto indossare un esoscheletro che sostiene e corregge i movimenti in base alla programmata decisa dal fisiatra.


powerassist
La ricerca si sviluppa anche in una seconda direzione: quella dell'alimentazione indipendente. In Inghilterra l'Università di Leeds ha sviluppato un sistema di produzione elettrica che sfruttano il movimento del corpo teso a ridurre il peso dello zaino.
Negli Stati Uniti la società Berkeley Bionics (spin off della prestigiosa università californiana) ha sviluppato il sistema HULC (Human Universal Load Carrier): un esoscheletro progettato per essere indossato e rimosso facilmente, in grado di consentire a un soldato di trasportare un equipaggiamento di 70 kg senza sforzi oppure di garantire il movimento fluido a una persona con ridotta mobilità.
- Paraplegic Man Walks Using Bionic Technology (December 10, 2010)
- L’esoscheletro per i militari del futuro prossimo di Lockheed Martin (29 ottobre 2010)
- Hulc, l'esoscheletro militare (23 luglio 2010, Wired Italia)
- Berkeley Lower Extremity Exoskeleton (BLEEX)
- Soldiers turn a march into a charge (University of Leed, 2009)
- Harnessing Kinetic Energy from Marching Soldiers (July 27, 2009 in cleantechnica.com)
- Portable Charger Powered by Kinetic Motion Will Be Released Next Year (August 25, 2008 in cleantechnica.com)
- Nurse Exoskeleton
- A Control Strategy for Upper Limb Robotic Rehabilitation With a Dual Robot System (Aug. 2010)

Mi sia concessa una domanda (ingenua o fàtica, decidete voi): ma allora non si potrebbe fare ricerca direttamente per scopi riabilitativi o per il sostegno alla mobilità (di cui si registra un crescente bisogno) senza sprecare dollari con favolosi sistemi alla robocop?
Exoskeleton

24 aprile 2011

Le mele di Chernobyl e quelle del Giappone. Tra Biancaneve, linguaggio e informazione.

Le mele di Chernobyl sono buone "Le mele di Chernobyl sono buone? Certo, dopo aver seppellito il torsolo in profondità". Pescava a piene mani da questa barzelletta russa l'editore Sironi, nel 2006, per titolare il libro di Giancarlo Sturloni Le mele di Chernoby sono buone. Il libro evidenzia un aspetto cruciale delle moderne società democratiche: le decisioni relative a scienza e tecnologia devono essere il risultato di un articolato processo di negoziazione tra i vari gruppi sociali. Scrive Sturloni, a pagina 254: "A indirizzare l'atteggiamento delle società moderne nei confronti dei rischi tecnologici, in definitiva, sarà l'esito di questo confronto culturale, in cui la comunicazione gioca un ruolo cruciale. In accordo con il linguista statunitense George P. Lakoff, in ogni controversia ha la meglio chi riesce a imporre il proprio linguaggio, perché il linguaggio trasmette una precisa visione del mondo."
E allora cosa accade se la percezione di un ipotetico rischio tecnologico viene affidata a quella raffinata forma di comunicazione rappresentata dalla satira illustrata? apple japan cartoon International Herald Tribune Può accadere che la la vignetta passi inosservata oppure che catturi l'attenzione a livello planetario. Il 22 aprile fa si è verificato il secondo caso, protagonista una tavola disegnata da Luo Jie e pubblicata sul quotidiano International Herald Tribune. La vignetta, che mostra una principessa attenta alla mela offertale dalla strega ("Aspetta un momento! Vieni dal Giappone?") ha provocato una protesta ufficiale da parte del Giappone.
Due semplici considerazioni. Primo: anche per la satira vale, come per il giornalismo, il diritto a erogare informazione con la totale libertà di espressione. Un diritto che permette di esercitare quello che si definisce controllo democratico. Secondo: è anche vero che di veleni, dentro i cibi, ce ne sono parecchi, spesso invisibili, raramente denunciati, ancor meno percepiti. Due posizioni contrapposte: da un lato la testata giornalistica, la quale difende il suo sacrosanto diritto a informare, dall'altro il Giappone, che protesta per l'umorismo "di dubbio gusto" dato che “gli alimenti sono controllati adeguatamente sia all’origine sia dalle autorità statunitensi”. Sicuramente la libertà di espressione non può essere soggetta a restrizioni, su questo non si discute. Ma occorre onestamente sottolineare che non esistono solo gli inquinamenti radioattivi: la vignetta offre, necessariamente, una visione della realtà.
Snow White apple
- Biancaneve e i sette nani ("Snow White and the seven Dwarfs", 1937)
- Esagrazioni radioattive (Scienza in cucina, Dario Bressanini, 18 aprile 2011)
- 7 Highly Toxic Foods to Remove From Your Diet (Green Health Sport, 2010)
- Japan protests over New York Times "Bad Taste" IHT Snow White cartoon about nuclear crisis 22 aprile 2011
- Umorismo di dubbio gusto, il Giappone si offende (Rai News 24, 23 aprile 2011)