20 maggio 2011

Il mistero (solubile) dello zucchero assassino (Cagliari, 20 maggio 2011)

Il mistero (solubile) dello zucchero assassino Questa sera a Cagliari (Piazza Repubblica Libri) abbiamo presentato il libro di Giuseppe Aiello "Il mistero (solubile) dello zucchero assassino. Una storia di cibo, dominio, denaro e scienza. O di alcune più o meno ragionevoli motivazioni per estromettere il saccarosio e diverse altre schifezze dalla vostra alimentazione". Un libro insolito (dalla copertina ti aspetti un romanzo e invece trovi un bel saggio di scienza, società e politica) che si legge con piacere. Un'approfondita indagine sul rapporto tra Homo Sapiens e zucchero in bilico tra rischi per la salute e necessità alimentari, ove riecheggia la domanda iniziale: "Ma allora, quando leggiamo due affermazioni con contenuto diametralmente opposto quali 'lo zucchero è indispensabile per una corretta alimentazione' e 'lo zucchero è un veleno che fa ammalare chi lo mangia', come decidiamo se fidarci della prima, della seconda o diffidare di entrambe?".
Il libro contiene anche una ricostruzione della storia economica e politica della coltivazione della canna da zucchero. In particolare, a partire dal XVII secolo (come messo in rilievo dall’antropologo Sidney Mintz nel suo Sweetness and power), anticipava in qualche modo la rivoluzione industriale. Il potere dei colonizzatori sfruttò l'incremento dei consumi dei derivati della canna da zucchero che provocarono drastici cambiamenti nell’alimentazione degli europei.

Cibo e potere, che c’entra lo zucchero con il dominio? (Giuseppe Aiello, 16 febbraio 2011)

Giuseppe Aiello è nato a Ischia nel 1964 e vive a Napoli. Dopo la laurea in geologia si è dedicato alla micropaleontologia (ha firmato una trentina di pubblicazioni scientifiche) e cura il blog: sviluppozero.noblogs.org

19 maggio 2011

Zainetti, il sovrappeso della scuola (L'Unione Sarda, 19 maggio 2011)

zainetti I risultati di uno studio condotto in tre elementari cagliaritane e presentato a San Francisco
Va bene il peso della cultura, ma con equilibrio. Lo dicono le analisi effettuate sul campo da un gruppo di ricercatori dell'Università di Cagliari coordinati da Massimiliano Pau su un campione di 359 bambini di età compresa fra 6 a 10 anni. In Italia non esistono normative specifiche in merito al peso massimo trasportabile da un bambino: sono valide due “raccomandazioni” del Consiglio Superiore di Sanità del 1994 e del 1999 che fissano nel 15% del peso corporeo l'entità del carico massimo trasportabile. Lo studio, condotto nelle scuole elementari di via Stoccolma, Garavetti e Don Milani Sant'Elia, mostra chiaramente che oltre la metà dei bambini è sopra la soglia del 15%. E se si considera quella più prudenziale del 10% il numero dei bimbi fuori norma supera l'80%.
Lo zaino pesa in media più di quattro chili e mezzo. E i trolley, in costante crescita, spesso sono anche più pesanti. La ricerca, pubblicata sulle riviste internazionali Ergonomics e Gait and Posture, è stata presentata lo scorso settembre a San Francisco al convegno HFES (Human Factors and Ergonomic Society). Ne abbiamo parlato con uno degli autori, Massimiliano Pau.
Cosa avete osservato?
«Il nostro studio ha dimostrato che esiste una relazione diretta tra incremento delle oscillazioni spontanee del corpo, il cosiddetto sway posturale, e peso dello zaino trasportato. Dato che lo sway posturale è indice delle capacità di equilibrio del corpo, è chiaro che lo zaino troppo pesante aumenta anche se solo indirettamente il rischio di perdite di equilibrio e di cadute accidentali, in una fase della vita nella quale le capacità di equilibrio del bambino, così come altre caratteristiche psico-fisiche, sono in piena evoluzione. Abbiamo osservato anche un consistente aumento delle pressioni plantari, specie nell'avampiede e uno spostamento del baricentro corporeo in avanti causato dalla caratteristica flessione del tronco che i bambini mettono inconsciamente in atto quando il carico tende a sbilanciarli all'indietro».
Esiste un legame diretto tra zainetto pesante e patologie dell'apparato muscolo scheletrico?
«In letteratura ancora si dibatte sul fatto che possa esistere una chiara relazione. Appare più ragionevole pensare che il trasporto ripetuto e continuativo di carichi eccessivi, specie se per periodi di tempo elevati, rappresenti un co-fattore che, insieme allo stile di vita sedentario o a posture scorrette assunte in altre fasi della giornata, può promuovere l'insorgere di problemi a carico della schiena».
Cosa studierete ancora?
«In questo momento stiamo valutando l'esistenza di effetti specifici provocati dal trasporto dello zaino sui bambini obesi e sovrappeso, che rappresentano più del 20% del totale. Vorremmo capire se l'equilibrio di questi bambini, che già di per sé sopportano un sovraccarico a causa della loro condizione, è più sensibile alla presenza dello zaino. In un prossimo futuro, se continueremo a ricevere supporto dalle scuole così come è stato finora, pensiamo di studiare anche il trasporto con il trolley, che se non impegna continuamente la schiena come lo zaino classico, pone altri problemi, specie quando si affrontano rampe di scale, gradini, o altri tipi di ostacoli».
Andrea Mameli

18 maggio 2011

Presentazioni incrociate nella Biblioteca del Parco Scientifico della Sardegna

Zanata Mameli D'Aguanno Urgu Polaris
Presentazioni incrociate nella Biblioteca del Parco Scientifico e Tecnologico della Sardegna, Polaris, Mercoledì 18 maggio 2011.
Nella foto, da sinistra a destra: Alberto Urgu, Gianni Zanata, Bruno D'Aguanno, Andrea Mameli.

16 maggio 2011

DNA-based computing, nuova frontiera del calcolo

DNA-Based Computing Sostituire le quattro basi del DNA al posto del sistema binario. Non si tratta di fantatecnologia ma dei contenuti di un articolo pubblicato su Physical Review Letters con dal titolo “DNA-Based Computing of Strategic Assignment Problems” a firma di tre ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore: Jian-Jun Shu, Qi-Wen Wang e Kian-Yan Yong.
Secondo Jian-Jun Shu la DNA-based computing non sarebbe solo più veloce, ma anche più sostenibile e meno soggetta ai problemi tipici del silicio, come quelli dovuti al surriscaldamento e all'elevato assorbimento elettrico. La Silicon-based computing e la DNA-based computing si basa sul sistema binario (1 e 0) mentre con il DNA si potrebbero usare le quattro basi: A, G, C, T.

Abstract
DNA-based computing is a novel technique to tackle computationally difficult problems, in which computing time grows exponentially corresponding to problematic size. A strategic assignment problem is a typical nondeterministic polynomial problem, which is often associated with strategy applications. In this Letter, a new approach dealing with strategic assignment problems is proposed based on manipulating DNA strands, which is believed to be better than the conventional silicon-based computing in solving the same problem.

15 maggio 2011

Stop talking, start planting. Quando un tredicenne si fa sentire all'ONU.


stop talking. Start planting Come in una favola avventurosa un bambino di nove anni decide di piantare un milione di alberi e ci riesce. Ma questa storia è vera e il piccolo eroe si chiama Felix Finkbeiner. Oggi ha 13 anni e da Monaco di Baviera ha spiccato il volo per New York, per illustrare la sua impresa di fronte all'assemblea delle Nazioni Unite, il 23 febbraio 2011. Una lezione di civiltà, di comunicazione e di caparbietà. Ascoltate Felix Finkbeiner e osservatelo mentre spiega con parole semplici perché bisogna impegnarsi a non distruggere il pianeta. E il suo invito a tapparci la bocca per non perdere tempo in parole inutili dovrebbe scuotere politici superficiali e sonnacchiosi.
Felix si è ispirato all'opera del Nobel per la Pace Wangari Maathai, il quale in Kenya è riuscito a mettere a dimora più di 30 milioni di alberi. Così il progetto scolastico da Monaco si è allargato a diventare organizzazione internazionale: Plant For The Planet. Rapidamente il progetto "Stop talking, start planting" è diventato celebre in tutto il mondo e sta contribuendo a sensibilizzare su untema, l'importanza di agire sostenibilmente, al quale tutti sembrano voler aderire. A parole...

Andrea Mameli
www.linguaggiomacchina.it
15 maggio 2011