16 maggio 2012

Intervista a Jacopo Pantaleoni. A Cagliari per Eurographics 2012.

Jacopo Pantaleoni, conosciuto come l'ideatore del motore di rendering usato nel film Avatar, è Cagliari per Eurographics 2012 dove ha tenuto un seminario sul tema "Remapping Graphics on the Graphics Processors".
La sua passione per la grafica tridimensionale lo ha portato a lavorare per Nvidia, ovvero gli inventori dell'unità di elaborazione grafica Gpu, considerata oggi l'azienda leader per le tecnologie di Visual Computing.
Jacopo Pantaleoni ha risposto molto gentilmente alle mie domande per Linguaggio Macchina.
Cos'è un motore di rendering e quali innovazioni sono state introdotte con il tuo apporto? 
«Un motore di rendering è il software che calcola la simulazione della fotografia virtuale che viene a formare i fotogrammi finali di una simulazione architettonica o di un film. Questo è un campo in continua evoluzione, ci sono molti ricercatori che si occupano di Computer Graphics. Io ho contribuito, per Avatar in particolare, a affrontare la complessità delle geometrie dei mondi virtuali che poi vengono creati dalle produzioni».
Nella licenza del tuo sowtware “Lightflow Rendering Tools” leggo “Copyright (c) 1995-2000 by Jacopo Pantaleoni”, quanto tempo è passato prima che questo programma diventasse celebre? 
«E' stata la mia porta di accesso al mondo della computer graphics a iniziare dal 1999. Dal giorno in cui ho pubblicato questo software la mia vita è cambiata radicalmente. Mi hanno contattato studi di produzione che si sono interessati subito. C'è stata una quesitone di tempismo, era uno dei pochissimi software di dispnibili all'epoca. Ho lavorato soprattutto nell'ambito della produzione e studi di visual effects, a livello industriale. Solo ultimamente sono entrato nel mondo della ricerca, tramite Nvidia.». 
Tu sostieni che per mantenere valida la Legge di Moore serve una decisa evoluzione della tecnologia di computing lungo l'asse del parallelismo. Cosa significa in parole povere? 
«Mentre il pensiero umano tende a lavorare in modo sequenziale, in un flusso lineare del tempo, è sempre più necessario pensare a sviluppare soluzioni che lavorino contemporaneamente in più unità di calcolo, invece di fare un calcolo alla volta. La crescita di prestazioni se non si organizza il calcolo in questo modo arriverà presto al capolinea». 
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 16 Maggio 2012

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