21 ottobre 2012

Torneo del Liofante. O di come si impara con le simulazioni

Torneo del Liofante è il nome di una rievocazione storica che si tiene a Cagliari da sette anni. Un'occasione per vedere da vicino vestiti, armi, oggetti e utensili della vita quotidiana del medioevo sardo, in particolare il periodo giudicale arborense del XIV secolo.
Scambi di conoscenze. Quest'anno sono stati coinvolti anche praticanti di scherma olimpionica e scherma storica.
Adrenalina. Assistere ai tornei riserva una notevole dose di emozioni. Per le armature e per i rumori, certamente, ma anche perché in queste circostanze si assiste dal vivo a scene che abbismo già visto nei dipinti dell'epoca, nelle illustrazioni dei libri di storia e nei film. Queste immagini sono entrate dentro di noi (l'immaginario collettivo si diceva una volta) e rivederle dal vero è come ritrovare qualcosa a cui eravamo affezionati. Se la rievocazione è fatta bene (come nel caso del Torneo del Liofante, a mio parere) allora il riconoscimento è notevolmente appagante: vedere (e sentire) dal vivo è proprio un'altra cosa. A volte sembra che si stiano facendo male, ma le protezioni sono veramente efficaci.
Bella anche la varietà delle figure di guerrieri sardo-giudicali rappresentate, accanto a un magnifico guerriero delle steppe orientali (che i bambini chiamavano Gengis Khan).
Passione e competenza. L'associazione Memoriae Milites di Cagliari ha organizzato anche i tavoli dei tintori, dei fabbri, dei ceramisti, degli scultori, dei giocolieri. La cura meticolosa che queste persone mettono in quello che fanno è la stessa che ho visto nei gruppi di modellismo storico e nelle associazioni di volontariato. Direi che l'amalgama vincente è proprio tra queste dimensioni: la passione e la competenza.
Non solo intrattenimento. Ma il valore di questi eventi, secondo me, va oltre il semplice divertimento: si può imparare molto. E si possono intuire molti aspetti della vita di quell'epoca. Ovviemente stando attenti a non incorrere nell'errore (o nella presunzione) di aver capito tutto, specie se si guarda e basta.
Simulando s'impara. Una simulazione come questa è tanto più ricca quanto più è partecipata e vissuta in prima persona. Le potenzialità sotto questo profilo sono (analogamente a quanto accade nell'archeologia sperimentale) straordinarie.

PS Io in questi casi sguinzaglio i miei figli e osservo le loro reazioni. Poi ascolto i loro commenti. Quando affermo che il Torneo del Liofante è una manifestazione riuscita lo faccio anche in base alle risposte delle mie due "spie". Inoltre prendo nota del modo in cui le domande dei bambini vengono prese in considerazione da chi viene da loro interpellato. Anche in questo caso voti altissimi: devo dire che le persone che ho incontrato erano veramente preparate.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 21 Ottobre 2012
 

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