28 dicembre 2012

Quanta scienza nei prossimi 50 anni. Incontro con Giovanni Bignami e Cristina Bellon).

L'incontro di ieri pomeriggio (organizzato dall'INAF - Osservatorio Astronomico di Cagliari) ha offerto una rara occasione di spaziare tra molteplici scenari legati alla ricerca scientifica. Scenari limitati ai prossimi 50 anni: il tempo che ci separa dalla ricomparsa della cometa di Halley.
Andrea Possenti (Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari) nell'introdurre gli ospiti (l'astrofisico Giovanni Bignami e la scrittrice Cristina Bellon) ha sottolineato l'importanza di aprire il mondo scientifico all'esterno. E l'incontro di ieri pomeriggio nella sala conferenze del Centro Culturale Il Ghetto, a Cagliari, si è rivelato un'ottima occasione di contatto con il pubblico.
In parte per la bravura dei due relatori, in parte per la tematica accattivante e in parte per le stimolanti domande arrivate dal pubblico.
Cristina Bellon, dopo aver fornito gli ingredienti per la costruzione del futuro (studiare, sognare, progettare, costriuire) ha introdotto il tema della conoscienza dello spazio che ci circonda, ipotizzando una missione umana verso Marte, entro i prossimi 20 anni, con il motore a fissione nucleare.
Di questo propulsore Cristina Bellon ha mostrato anche la ricetta: un pizzico di neutroni liberi, un bicchiere di nuclei di uranio, un tubo lungo 5-10 metri, un ugello e idrogeno a un'atmosfera.
Una simile missione non ci porterebbe necessariamente a scoprire forme di vita aliene, ma aiuterebbe sicuramente a riaccendere l'interesse per lo spazio. D'altronde, come ha sottolineato Giovanni Bignami, dell'universo conosciamo solo il 4%, e un radiotelescopio come SRT (Sardinia Radio Telescope) potrebbe aiutare a scandagliare quel 96% ancora ignoto, fatto in gran parte (73%) di energia oscura (Dark Energy) e per il resto (23%) di materia oscura (Dark Matter).
Quanto alla vita oltre la Terra, che si tratti di organismi elementari o di forme di vita intelligenti, sarebbe in ogni caso una notizia sensazionale. Anche se la domanza zero è un'altra: come si potrebbe definire esattamente la vita?
Tuttavia, per Bignami, il problema UFO, gli oggetti volanti non identificati che ogni tanto qualcuno asserisce di aver visto, si esaurisce con un acronimo di tre lettere: STB. Sono tutte balle.
Particolarmente emozionante la parte della presentazione dedicata alle previsioni scientifiche sul piano medico, con la possibile introduzione di cellule staminali e il massiccio ricorso ai mini robot.
Alcuni dei contenuti esposti ricalcano quelli del libro “Il futuro spiegato ai ragazzi” scritto da Giovanni Bignami e da Cristina Bellon (Mondadori, 2012). Una sintesi dei contenuti del volume è nella micro videointervista pubblicata ieri nel blog Linguaggio Macchina: Giovanni Bignami illustra in un minuto due possibili traguardi della scienza per i prossimi 50 anni.
Le domande giunte dal pubblico, in particolare quelle poste dai bambini (Tracce di vita contenute nelle schegge di altri pianeti giunta fino a noi milioni di anni fa potrebbero essersi perse nel magma incandescente? Ma l'universo è finito o infinito? Con SRT si potrebbe indagare sull'esistenza di universi paralleli?) hanno vivacizzato l'incontro. E, a detta di Andrea Possenti, potranno stimolare realmente chi lavora nella ricerca.
Andrea Mameli www.linguaggiomacchina.it 28 Dicembre 2012

1 commento:

Anonimo ha detto...

Muy interesante!