Chi manifesta da piccolo un Quoziente intellettivo basso ha maggiori probabilità di coltivare pregiudizi da grande. Lo afferma uno studio, pubblicato dalla rivista Psychological Science, firmato da Gordon Hodson (Brock University, Ontario, Canada). La ricerca si è basata su test eseguiti in Gran Bretagna con oltre 15 mila persone, alle quali è stato misurato il Qi a diverse età. Alle stesse persone è stato poi chiesto un parere su frasi del tipo "Le mamme lavoratrici sono una rovina per le famiglie", "La scuola dovrebbe insegnare a obbedire all'autorità", "Io non lavorerei mai con persone di altre razze". I bambini con quoziente intellettivo basso hanno mostrato le maggiori tendenze a fornire risposte marcatamente razziste.
I ricercatori britannici valutarono con i mezzi allora disponibili l'intelligenza di queste persone all'età di 10 o 11 anni, e fra 30 e 33. Nel primo studio, è stata misurata l'intelligenza verbale e non verbale per mezzo di test basati sulle similitudini e le differenze tra parole, forme e simboli. Il secondo studio ha misurato le abilità cognitive nel ricordo di un numero, prove di disegno, la definizione di parole e la richiesta di individuare modelli e somiglianze tra le parole.Bright Minds and Dark Attitudes. Lower Cognitive Ability Predicts Greater Prejudice Through Right-Wing Ideology and Low Intergroup Contact
Psychological Science. Received March 1, 2011. Accepted July 25, 2011.
Gordon Hodson, Department of Psychology, Brock University, Ontario (Canada)
Abstract
Despite their important implications for interpersonal behaviors and relations, cognitive abilities have been largely ignored as explanations of prejudice. We proposed and tested mediation models in which lower cognitive ability predicts greater prejudice, an effect mediated through the endorsement of right-wing ideologies (social conservatism, right-wing authoritarianism) and low levels of contact with out-groups. In an analysis of two large-scale, nationally representative United Kingdom data sets (N = 15,874), we found that lower general intelligence (g) in childhood predicts greater racism in adulthood, and this effect was largely mediated via conservative ideology. A secondary analysis of a U.S. data set confirmed a predictive effect of poor abstract-reasoning skills on antihomosexual prejudice, a relation partially mediated by both authoritarianism and low levels of intergroup contact. All analyses controlled for education and socioeconomic status. Our results suggest that cognitive abilities play a critical, albeit underappreciated, role in prejudice. Consequently, we recommend a heightened focus on cognitive ability in research on prejudice and a better integration of cognitive ability into prejudice models.



















