28 marzo 2014

“Questa mano non è mia!”: uno studio sulla somatoparafrenia

Un danno al cervello causato da ictus o ischemia può causare perdita di coscienza del proprio corpo fino a indurre chi ne è colpito a non riconoscere come proprio un braccio o una gamba. Non si tratta di un disturbo di tipo psichiatrico ma neurologico, noto come somatoparafrenia, che può riguardare fino al 15% delle persone con lesione all’emisfero destro considerando le forme più lievi, di cui finora si conoscevano solo le caratteristiche cliniche. Uno studio condotto da Angelo Maravita e Daniele Romano del dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università di Pavia e l’Ospedale Niguarda “Ca’ Granda” di Milano, pubblicato online sulla rivista inglese Brain, ha evidenziato per la prima volti gli effetti fisiologici di questo disturbo, contribuendo a chiarire i meccanismi profondi  alla base della perdita della coscienza del sé. Scoprendo che questo processo è così pervasivo che non si riescono a percepire più neppure le “minacce” verso l’arto sentito come estraneo. 
L’esperimento è stato condotto avvicinando una potenziale fonte di dolore (un ago) all’arto di tre gruppi di pazienti affetti da patologie che comportano perdita di sensibilità o movimento degli arti: somatoparafrenici, emiplegici e anosognosici. I somatoparafrenici, a differenza degli altri, hanno mostrato un'assenza di risposta di conduttanza cutanea  all’avvicinarsi dell’ago,  senza avere alcuna reazione 
«Il processo di perdita di coscienza del sé – spiegano Angelo Maravita e Daniele Romano, rispettivamente professore associato di Psicobiologia e Dottore di ricerca  nel dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca – è talmente profondo che non si riescono neppure a percepire le minacce e non si attiva nessuna reazione di difesa, nemmeno riflessa. Il disordine della coscienza, indotto dalla lesione è tale che si arriva a un rifiuto incontrovertibile del proprio arto. Stiamo parlando di pazienti che non hanno alcun tipo di disturbo psichico e che sono in grado di intendere e volere. Eppure, anche  se talora sono addirittura imbarazzati perché comprendono la stranezza di quanto affermano, continuano a sostenere che il braccio è di un’altra persone anche se attaccato al loro corpo».

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 28 Marzo 2014


Daniele Romano, Martina Gandola, Gabriella Bottini e Angelo Maravita

Patients with somatoparaphrenia believe that their contralesional limb(s) belong to someone else. Romano et al. show that the delusion is associated with a reduced anticipatory autonomic response to an approaching painful stimulus, suggesting changes to the body representation. Patients with anosognosia, who deny hemianaesthesia, show intact autonomic responses.
 
Brain (2014) 137 (4): 1213-1223 doi:10.1093/brain/awu009

Le barre del grafico rappresentano le risposte di conduttanza cutanea nei pazienti. 
Nei pazienti somatoparafrenici le risposte allo stimolo neutro (grigio scuro) e doloroso (grigio chiaro), non differiscono per la mano sinistra affetta dal distrubo di consapevolezza (coppia di barre a sinistra), mentre differiscono per la mano destra normale (coppia di  barre a destra). 
Negli altri due gruppi di pazienti la differenza tra stimolo doloroso e neutro è presente per entrambe le mani.

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