17 novembre 2015

Perché Paola Antonelli ha portato Pac-Man e Minecraft al MoMA

Paola Antonelli (Sassari, 10 Gennaio 1963) dal 1994 lavora al MOMA (Museum of Modern Art di New York), dove ora è Senior Curator della sezione Architettura e Design e Direttore della Ricerca e Sviluppo del: «io davvero credo che il design sia la più alta forma di espressione creativa».
Nel 2012 Paola Antonelli ha portato al MOMA 14 videogiochi, come esempio di interaction design: Pac-Man (1980), Tetris (1984), Another World (1991), Myst (1993), SimCity 2000 (1994), vib-ribbon (1999), The Sims (2000), Katamari Damacy (2004), EVE Online (2003), Dwarf Fortress (2006), Portal (2007), flOw (2006), Passage (2008) and Canabalt (2009). Nel 2013 ne ha fatto aggiungere altri sette: Magnavox Odyssey (1972), Pong (1972), Space Invaders (1978), Asteroids (1979), Tempest (1981), Yar’s Revenge (1982), Minecraft (2011).
(Jemal Countess/Getty Images/AFP)
Al MOMA i giochi non sono stati selezionati in base alla loro qualità visiva ma all'eleganza del codice e alla progettazione del comportamento del giocatore. Nella scelta dei giochi si è tenuto conto della rilevanza culturale e gli approcci innovativi dal punto di vista della tecnologia. I curatori del MOMA hanno consultato esperti di conservazione digitale per capire come visualizzare e conservare questi artefatti digitali interattivi. L'operazione ha suscitato alcune reazioni veementi (ad esempio da parte del New York Times, che ha criticato la presenza dei videogiochi al MoMa). Ma la risposta di Paola Antonelli (TED Salon New York 2013): «E chi ha mai parlato di arte? I videogiochi sono interactive design».
Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 17 Novembre 2015 
 




Paola Antonelli: vi spiego perché ho portato Pac-Man al MoMA di New York (Gamemag.it 25 Luglio 2014) 

Paola Antonelli: perché ho portato Pac-Man al MOMA di New York (Games Princess.it 28 Giugno 2013)


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