17 aprile 2016

Ma un cane si vede allo specchio? (e altre curiosità sugli animali)

Un cane si specchia su uno schermo televisivo spento?
Gli animali in grado di riconoscersi allo specchio, oltre noi umani, sono pochi: le grandi scimmie (gorilla escluso), la gazza eurasiatica, un singolo elefante asiatico, alcuni delfini e alcune formiche. Solo loro hanno superato superato il test di autoriconoscimento allo specchio (MSR). Lo spiega Roberto Cazzolla Gatti, ricercatore alla Tomsk State University (Russia, dove insegna “Ecofisiologia” e “Biodiversità”) nel libro Animali non umani. Una nuova coscienza Saggi scelti e racconti (Key Editore, 2016). Cani, lupi e delfini, nonostante il loro "alto livello di complessità comportamentale e cognitiva" non si riconoscono allo specchio.
Il ricercatore italiano recentemente ha pubblicato uno studio sulla rivista Ethology Ecology & Evolution con il titolo "Self-consciousness: beyond the looking-glass and what dogs found there" (mutuato dal romanzo di Lewis Carrol "Coscienza di sé: oltre lo specchio e quel che il cane vi trovò") con il quale intende portare un contributo significativo alla ricerca in questo campo. In particolare, spiega Roberto Cazzolla Gatti, "nel modo in cui vengono validate alcune prove sperimentali sul comportamento animale".
Il test è stato effettuato su quattro cani randagi, cresciuti ​​in semi-libertà, attraverso una prova di riconoscimento olfattivo di campioni di urina di ciascun cane: sniff test of self-recognition. La prova, una versione modificata del test dello specchio, ha misurato il tempo impiegato da ciascun cane ad annusare ogni campione. Ogni cane ha dedicato molto più tempo per annusare i campioni di urina degli altri rispetto al proprio. Secondo Roberto Cazzolla Gatti questo comportamento conferma la sua ipotesi: i cani conoscono perfettamente il proprio odore, quindi non si dimostrano interessati. Per questo li possiamo considerare consapevoli di sé. E questa osservazione, dato che con l’età aumenta il tempo trascorso ad annusare i campioni, contribuisce a sostenere l’idea che la consapevolezza di sé cresca con l’età, come accade nell’uomo (o come ci auguriamo che accada).

P.S. Ho una domanda che mi ronza in testa da molti anni: gli animali possono provare dolore per la morte di uno di loro? Mi ha riacceso la curiosità la bellissima foto scattata da Monica Szczupider al Sanaga-Yong Chimpanzee Rescue Centre (Cameroon) e pubblicata su National Geographic, poi ripubblicata su The Telegraph nel 2009. La foto mostra una famiglia si scimpanzé che osserva in silenzio il cadavere di Dorothy, una femmina di 40 anni.
Proverò a lavorarci più avanti.

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 17 Aprile 2016







Self-consciousness: beyond the looking-glass and what dogs found there. Roberto Cazzolla Gatti. Ethology Ecology & Evolution (Volume 28, Issue 2, 2016)
ABSTRACT
Self-recognition, that is, the recognition of one's own self, has been studied mainly by examining animals' and children's responses to their reflections in mirrors (Gallup et al. 2002). The definitive test is whether or not a subject is capable of using the reflection to notice and respond to a mark on the face, head or other parts of the body by touching the mark (Bard et al. 2006). The mark, which is placed on the subjects when they are distracted or under anaesthesia, is only visible to the subject when they look at themselves in a mirror. The basic idea behind the test is that the subject who understands the concepts of "self" and "others" can differentiate between the two, and can recognize himself in the reflection (Swartz et al. 1999). Based on these results other behavioural skills can be inferred, e.g. empathy (Bischof-Kohler 2012). Indeed, the capacity to differentiate one's own self from others is often thought of as a prerequisite for understanding that someone else might be happy or sad, even if the beholder is not (Turner 1982). As a general pattern, studies agree that this response increases with age and could decline in old age (Bischof-Kohler 2012). However, the ability to recognize oneself in a mirror is an exceedingly rare capacity in the animal kingdom (Bekoff & Sherman 2004). Up to now, only great apes (including, of course, humans) have shown extremely convincing evidence of mirror self-recognition (Povinelli et al. 1993). Moreover, the mirror test can yield false negatives because if an individual fails the test it does not necessarily mean that the species is not self-conscious (Bekoff & Sherman 2004). In this study I suggest a new approach, which can shed light on different ways to check for animal cognition and open a renewed discussion on self-awareness. I argue that, dogs being considerably less affected by visual events than are humans and most apes (Bekoff 2003), it is likely that the failure of MSR in dogs and other animals is due to the sensory modality used to test self-awareness. Some attempts to verify this idea have been previously realized, but most of them were only observational or lacked empirical and further proofs and, overall, were carried out on only one individual at a time (e.g. Bekoff 2001 used a "yellow snow test" to measured how long a dog sniffed his own vs other dogs' urine patches. The experiment was conducted with only one subject, the author's own dog, and not repeated with other individuals, particularly with other dogs of different sex and age).

Dogs (and probably many other animals) have a conscience too! (robertocazzollagatti.com)

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