12 giugno 2016

Guido Tonelli e gli studenti di Sassari, in perenne equilibrio tra rigore e semplificazione

Catturare l'attenzione del pubblico in eventi di comunicazione della scienza rivolti a persone sicuramente interessate, come accade nei festival o nei seminari a ingresso libero, è relativamente semplice.
Quando invece la scienza viene comunicata a gruppi persone che sono qualche modo obbligate a partecipare allora la sfida si fa decisamente più intensa.
Ecco perché apprezzo molto iniziative come quella che ho avuto il piacere e l'onore di vivere il 7 Giugno a Sassari: l'incontro pubblico tra il fisico Guido Tonelli e gli studenti e i docenti dell'Istituto tecnico agrario Pellegrini e di altre scuole di Sassari: un Istituto tecnico professionale per l'agricoltura e l'artigianato, un Istituto tecnico per ragionieri, un liceo scientifico, un liceo classico e un liceo artistico.

Io apprezzo molto anche questa varietà di provenienze: sono convinto che tutti i cittadini di domani (intendendo gli studenti non ancora maggiorenni) devono potersi confrontare con la scienza.
Anche con quella che non studiano a scuola.
L'Auditorium della Provincia di Sassari poco prima dell'inizio.
In questo genere di incontri la varietà di provenienza scolastica dovrebbe essere la normalità.
E devo dire che le risposte che Tonelli ha fornito alle mie domande (quando e perché ha deciso di studiare fisica? cosa è stato più utile alla sua carriera di studente? che tipo di emozioni si provano nella scoperta scientifica?) e soprattutto alle questioni sollevate dai ragazzi e dai loro insegnanti (cosa sono i buchi neri? che cosa è la materia oscura? lo Stato investe a sufficienza nella ricerca scientifica? cosa può aver dato origine al big bang? esistono altri universi?) sono state molto chiare e hanno realmente catturato l'attenzione di tutti i presenti. E ha riportato sempre il discorso al concreto delle cose.
"Se avete un'idea della fisica come di una cosa astratta siete fuori strada: si tratta di una cosa estremamente concreta!"
Tonelli a Sassari
Ho visto che Tonelli si muove con invidiabile disinvoltura su quel sottile crinale che separa il rigore scientifico dall'eccessiva semplificazione: cerca sempre di fare qualche esempio per spiegare i concetti senza mai cadere nella tentazione di alleggerire troppo.
Mantenere l'equilibrio in queste situazioni non è per niente facile e devo dire che Tonelli ci riesce molto bene.
Estremamente interessante anche il seminario che il professore dell'Università di Pisa e ricercatore del CERN e dell'INFN ha tenuto nella parte centrale dell'incontro.
Il titolo del seminario "La nascita imperfetta delle cose" (che coincide con il titolo dell'ultimo libro di Tonelli, presentato a Sassari il pomeriggio dello stesso giorno) fa riferimento a quanto accaduto un centesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang: in uno stato di equilibrio tra materia e antimateria il bosone di Higgs ha scelto la materia al posto dell’antimateria e in quel momento si è delineato il mondo che abbiamo sotto gli occhi.
Tonelli ha poi presentato una meticolosa rassegna delle principali sfide scientifiche tuttora aperte, evidenziando la nostra gigantesca ignoranza rispetto alla complessità: conosciamo una piccolissima parte dell'universo.
  • Inflazione ("quella folgorante espansione dell'universo iniziata 13,8 miliardi di anni fa"). 
  • Materia Oscura ("sappiamo che contribuisce per circa un quarto alla massa totale dell'Universo, ma non sappiamo assolutamente come è fatta"). 
  • Energia Oscura (prevista da Albert Einstein nel 1916).

Le domande non finiscono mai
All'evento, organizzato dall'Istituto Tecnico Agrario Pellegrini, hanno partecipato almeno 200
persone. Cosa resterà nelle loro menti? Sicuramente una parte dei concetti illustrati da Tonelli non se andrà via molto facilmente, ma altrettanto sicuramente alcuni degli argomenti brillantemente spiegati dallo scienziato toscano avranno bisogno di qualche approfondimento.
In fondo la bellezza di simili incontri è anche questa: non sappiamo quali contenuti possano trovare immediato appiglio nella mente di chi ascolta, ma possiamo provare a percepire il grado di attenzione delle persone, ovviamente se non fingono troppo.
Ho avuto modo di apprezzare la rara dote di Guido Tonelli di esprimersi con adeguata semplicità anche dopo il seminario: quando alcuni studenti si avvicinavano e ponevano domande che forse non avevano avuto il coraggio di porre in pubblico.
A tavola, per rispondere alla domanda di una giovane commensale, Tonelli ha provato a spiegare il significato dei cosiddetti “worm-holes” con un tovagliolo di carta: "si tratta di anomalie dello spazio tempo che sono annunciate dalla teoria e che prevederebbero la possibilità di costituire una specie di scorciatoia per collegare due punti dell’universo molto distanti fra loro. Purtroppo la teoria prevede che siano strutture molto volatili, che si formano ed evaporano in una frazione di secondo e quindi, se la teoria è corretta non sarebbero adatte a permetterci di viaggiare su grandi distanze. In ogni caso, ora che siamo in grado di rivelare onde gravitazionali, il giorno in cui la sensibilità degli strumenti sia adeguata uno può pensare di utilizzare la propagazione delle onde gravitazionali per cercare queste anomalie dello spazio-tempo. Fantascienza ma non troppo."

Andrea Mameli, blog Linguaggio Macchina, 12 Giugno 2016



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