05 luglio 2016

Ecco spuntare "Alone 22" l'arcobaleno del Sole

Ieri mattina i cieli del Nord Sardegna hanno riservato una sorpresa: un grande anello di luce intorno al Sole. Il nome del fenomeno sembra il titolo di un libro di fantascienza (“Alone 22”) me in realtà non c’è niente di particolarmente eccezionale: «Non sono fenomeni comunissimi ma neanche tanto rari – spiega Manuel Floris, astrofisico, direttore del Planerario L’Unione Sarda – e sono causati dai cristalli di ghiaccio contenuti nei cirri: le nubi che si formano tra 7 e 9 chilometri di altezza da terra. Quando la luce li attraversa viene deviata per il fenomeno della rifrazione».
La rifrazione si manifesta quando la luce attraversa in sequenza sostanze diverse o per meglio dire “a diverso indice di rifrazione” e determina la proiezione dei colori a diversi angoli, come avviene nell’arcobaleno o nelle bande colorate che fuoriescono da un prisma di vetro.
«I cristalli di ghiaccio presenti nei cirri hanno forma esagonale – prosegue Floris – e a volte possono dare origine a un fenomeno ancora più raro: il doppio sole, detto anche “cani del sole”. In questo caso la rifrazione aggiunge due false immagini della nostra stella».
Si vede solo intorno al Sole?
«Lo stesso fenomeno si può osservare, ma più raramente, anche intorno alla Luna. In questo caso l’alone è più debole e quindi si nota con più difficoltà. Recentemente il fenomeno degli aloni intorno alla Luna è stato osservato a Cagliari nella notte di Natale e nella notte di Santo Stefano».
Il fenomeno è solo suggestivo?
«No: sapendo che gli aloni precedono l’arrivo di un fronte caldo di circa 500-800 chilometri rivestivano un ruolo significativo nelle previsioni del tempo, prima dell’avvento dei satelliti e della meteorologia moderna».
Se osservato con attenzione il fenomeno degli aloni, chiamato anche "Cerchio Parelico" o “Archi di ghiaccio” o “Aureole”, rivela altre particolarità. Nei colori e nelle forme. L’anello appare bianco intenso al centro, violetto all'esterno e rosso all'interno. Inoltre la porzione di cielo interna all'alone appare leggermente più scura di quella esterna.
L’alone più comune ha un raggio di apertura di 22 gradi (ecco spiegato il nome di “Alone 22”) e la sua origine è la rifrazione della luce che colpisce i cristalli perpendicolarmente. In casi rari si può manifestare un secondo alone e questo avviene quando la luce colpisce i cristalli parallelamente.
È tutta questione di come la luce colpisce i cristalli di ghiaccio: non ci sono significati soprannaturali. Forse qualche fenomeno inspiegabile, classificato come “suggestione collettiva”, potrebbe essere spiegato con gli aloni? E quanti presunti “UFO” erano in realtà gli effetti dei cristalli di ghiaccio? Sicuramente è stato così in Sudafrica, con il cosiddetto “Ufo di Johannesburg” del Novembre 2010. O il grande anello luminoso fotografato in Svezia, intorno al Sole, il 25 Aprile 2014. Forse anche la scia di fuoco accanto al Sole che Antonello Venditti giura di aver visto nel 1960. E forse, continuando di questo passo, gli aloni solari potrebbero dare una spiegazione razionale anche a Cicerone: “non sono pochi né sciocchi coloro che dicono di aver visto due soli” (De re publica, Liber Primus).
Andrea Mameli
articolo pubblicato sul quotidiano L'Unione Sarda il 5 Luglio 2016 a pagina 34
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