19 ottobre 2016

Uno studio sulle proprietà anticancerogene della mela pubblicato su Scientific Reports

Uno studio dell’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr), condotto in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno, fornisce alcune spiegazioni in merito alle proprietà anticancerogene della mela.
I risultati, pubblicati il 2 Agosto 2016 su Scientific Reports ("A theoretical study on predicted protein targets of apple polyphenols and possible mechanisms of chemoprevention in colorectal cancer") mostrano i meccanismi nel dettaglio : «Da diversi anni è riportato in letteratura che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale - spiega uno degli autori del lavoro: Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr - Noi abbiamo studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula».
I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela, Annurca, Red Delicious, Golden Delicious, per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti: «I polifenoli della mela ostacolano in particolare la replicazione e l'espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, in particolare impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale - prosegue Facchiano - inoltre, abbiamo scoperto che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati. L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci».
Ovviamente, come precisa Facchiano, sapere che un certo tipo di cellula è il bersaglio a cui mirare «è importante, ma non è sufficiente. Per avere una visione completa e mettere a punto eventuali terapie è necessario conoscere quali sono i meccanismi molecolari e quali proteine sono coinvolte».
I risultati di questo studio suggeriscono l'ipotesi che gli effetti chemio-preventivi degli estratti di mela in patologie umane, in particolare per il cancro del colon-retto, possano riguardare l'interferenza con l'attività del metabolismo e metilazione di enzimi nucleotidi, in modo analogo a quanto accade in alcune classi di farmaci antitumorali.
«Oltre che di tecniche di chimica analitica, ci siamo avvalsi di bioinformatica e simulazioni molecolari. È stato possibile riprodurre al computer un gran numero di "esperimenti" per individuare quali interazioni avvengano tra i composti antiossidanti presenti nelle mele e le proteine dell’uomo: una metodologia che offre grandi potenzialità e opportunità, tra cui quella di limitare la necessità di esperimenti di laboratorio che richiederebbero l’uso di reagenti costosi e strumentazioni complesse».


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